Formula 1: Jean Todt è come Mosley

Jean Todt parla dei suoi nuovi progetti per la Formula 1 del futuro e affronta lo spinoso problema dello stretto legame con Schumacher, Brawn e la Ferrari che, secondo alcuni, potrebbe portare a dei favoritismi

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    Jean Todt ha recentemente incontrato dei giornalisti nella sede della FIA in Place de la Concorde a Parigi per una conferenza stampa nella quale ha risposto senza filtro a tutte le domande che interessano il suo mondo. La curiosità dei cronisti lo ha portato a parlare del suo rapporto di amicizia con Michael Schumacher e la Ferrari, dei piani strategici per la Formula 1 del futuro, dei tanti scandali che hanno investito questo mondo, dei problemi e delle opportunità che intravede per il domani della massima categoria motoristica. Risultato? Si sono sentite le solite frasi di Max Mosley. Pessimismo!

    FORMULA 1.Allora avevamo ragione quelli che tifavano per Ari Vatanen e che descrivevano Jean Todt come il naturale erede di Max Mosley. Tra i tanti temi affrontati dal Presidente della FIA, il più rilevante riguarda il futuro della Formula 1. Esattamente come il suo predecessore, Todt crede che la Formula 1 debba sfruttare la sua propensione alla ricerca per portare nuove tecnologie alle vetture di tutti i giorni. In tal senso, fa capire che a breve potrebbe essere fatto qualcosa per il problema dei consumi di carburante:“Il mondo è cambiato: non si può spiegare alla gente che per fare 100 km una monoposto consumi 80 litri di carburante”, ha dichiarato. L’abolizione dei rifornimenti in gara ha già obbligato i team ad affrontare il problema dei consumi. Che sia solo il primo passo? Sì, dato che il KERS resta ancora lì in agenda:“non è accettabile rinunciare al kers solo perché è caro, i team si impegnino a trovare il modo per renderlo economico”. Altro argomento “fotocopia” che sta a cuore a Todt così come al vecchio Mosley riguarda i costi. “Gli appassionati non si accorgono se un team spende 50 milioni anziché 5″, ha fatto notare facendo capire che la direzione che la FIA intraprenderà sarà quella di standardizzare il più possibile le parti “occulte” che formano una monoposto e che non interessano il pubblico. E meno male che si riempe la bocca della parola “cambiamento” ogni volta che si vede avvicinare un microfono! Ve l’assicuro, queste storie le sentiamo da anni…

    SCHUMACHER E FERRARI. A voler ben vedere, un paio di novità ci sono. Todt ha detto che lascerà già alla scadenza del suo primo mandato:“Non so come abbia fatto a reggere per 16 anni. Io sono qui per passione e per amore di questo sport ma non crederò che mi fermerò a lungo”. Altro fatto inedito riguarda il rapporto privilegiato che Todt potrebbe avere con alcuni protagonisti del mondiale di Formula 1. Ha la fama di duro e uomo intransigente. Una figura come la sua mal si coniuga con due amici come Michael Schumacher e la Ferrari nei confronti dei quali DEVE essere imparziale. Si preoccupino gli amanti del complotto. E non dormano sereni neanche i ferraristi. Se credono che il Napoleone del terzo millennio aiuterà la Rossa, saranno delusi. Todt ha un nemico che risponde al nome di Fernando Alonso (storia vecchia che risale a quando lo spagnolo in giovane età rifiutò un contratto come collaudatore). Non solo, le recenti scelte della dirigenza che lo ha succeduto, vedi Stefano Domenicali, sono andate in netto contrasto con quanto lasciato in eredità dall’ex boss della scuderia. Ce n’è abbastanza per credere, insomma, che se favoritismi saranno, andranno nella direzione di Schumi e Ross Brawn. Per fugare ogni dubbio, comunque, Jean Todt sta delegando a più persone la cura delle questioni che riguardano lo sport. Tra le ultime novità volute dal Presidente c’è quella di una commissione formata da ex-piloti di F1 che dovrà controllare la regolarità delle gare.