Formula 1: la McLaren ricorda il suo fondatore

Il due giugno la McLaren ha riunito tutti i suoi uomini all'esterno del Technology Centre per rendere omaggio al fondatore del team britannico, Bruce McLaren, morto quarant'anni fa mentre testava una delle sue monoposto in pista

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    bruce mclaren

    Dopo la Ferrari, che ha festeggiato il traguardo degli 800 gran premi nel weekend di gara in Turchia, è toccato alla McLaren celebrare un altro avvenimento molto importante, anche se di diverso profilo. Il 2 giugno infatti, il team britannico ha ricordato il quarantesimo anniversario della scomparsa del suo fondatore, Bruce McLaren. L’ex pilota neozelandese, che nel corso della sua carriera riuscì a salire sul gradino più alto del podio quattro volte, finì la sua corsa nel 1970 a seguito di un incidente in pista, mentre testava una McLaren Can-Am sul circuito di Goodwood, in Inghilterra.

    MARTIN WHITMARSH. Per rendere omaggio al progettista, ingegnere e inventore di Auckland, tutti gli uomini della McLaren si sono riuniti all’esterno del Technology Centre per raccogliersi in un minuto di silenzio. Il tributo è stato preceduto da un omaggio molto più rumoroso, con il rombo del motore 8.0 Chevrolet V8 montato a bordo della famosa vettura del team britannico, la M8D Can-Am. Alla cerimonia erano presenti anche Tyler Alexander, che aveva lavorato con McLaren durante i primi anni, e Ron Dennis, amministratore delegato di McLaren Group e McLaren Automotive. “Sono passati quarant’anni dal tragico incidente in cui perse la vita Bruce. Ricordarlo ci dà la possibilità di riflettere sull’enorme eredità che ha lasciato e apprezzare quanto della sua visione originale permane ancora oggi all’interno della squadra”, ha commentato il team principal Martin Whitmarsh. “Bruce ha lasciato un segno non solo come grande pilota, ma anche come un ingegnere concreto e ispirato, con una visione precisa e determinato a sfidare e battere i team più famosi della storia del motor sport”.

    MCLAREN STYLE. La filosofia del fondatore è ancora viva all’interno del team britannico, e Ron Dennis si è impegnato per preservare gli stessi valori di un tempo e promuoverli tra i suoi uomini sin dal momento in cui assunse il controllo dell’azienda, nel 1980. Ed è proprio grazie al lavoro svolto da Dennis che, secondo Whitmarsh, alla McLaren permane la passione per la tecnologia e l’ingegneria, il forte senso della competizione, l’attenzione ai dettagli e il desiderio di essere sempre i migliori. “I valori di Bruce ci hanno permesso di rimanere vincenti nel corso di sessant’anni di competizioni, e ci hanno ricompensato con le vittorie nel mondiale di F1, quelle nelle serie della North American Can-Am, la 500 miglia di Indianapolis, la Formula 5000 e la 24 ore di Le Mans. La vittoria la McLaren ce l’ha nel sangue!” ha concluso Whitmarsh. “Siamo onorati di tenere in alto questo nome, e per migliaia di tifosi sparsi in tutto il mondo, il marchio McLaren rappresenta le corse automobilistiche: questa è il riconoscimento maggiore per Bruce”.

    Foto: media.photobucket.com