Formula 1: la nuova Ferrari di Marchionne riparte da Arrivabene (e Binotto)

Formula 1, nuova Ferrari: Marchionne manda via Allison e promuove Binotto come direttore tecnico. Nel frattempo conferma Arrivabene e pesca tecnici dalla fabbrica per metterli nel reparto corse. Ecco come nasce la nuova filosofia Ferrari in F1

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    Forse la vera Scuderia Ferrari di Formula 1 guidata da Sergio Marchionne dobbiamo ancora vederla in azione. L’addio di James Allison e la promozione di Mattia Binotto come direttore tecnico, non sono uno scossone improvviso ma una logica conseguenza della mentalità del nuovo presidente. Presidente che conferma al 100% la leadership di Maurizio Arrivabene all’interno della Gestione Sportiva e illustra quale sia il suo modello di squadra vincente. Se funzionerò, sarà una vera rivoluzione per la storia della Formula 1 che per la prima volta abdica all’idea del grande nome, del grande ingegnere che si fa responsabile dell’intera area tecnica, per favorire il lavoro ripartito, diffuso, strutturato per sottogruppi nei quali ciascuno può dare il massimo del proprio contributo.

    Nuova Ferrari di Marchionne: scommessa epocale per la F1

    E’ una grande scommessa quella che Sergio Marchionne si gioca con la Ferrari. Oggi la storia dice che il presidente non ha neppure provato a corteggiare Adrian Newey o James Key. A noi risulta qualcosa di diverso. Mettiamola così: era noto a tutti che da due dei tecnici più importanti del momento sarebbe arrivata una risposta negativa. E, allora, la domanda non è stata nemmeno posta con troppa insistenza. La storia, dicevamo, racconta che Marchionne ha puntato su Mattia Binotto in quanto uomo capace di mediare e far lavorare assieme tanti cervelli con caratteristiche diverse tra loro. Questo è piaciuto di lui al presidente.

    Formula 1, Ferrari: spazio ai talenti interni

    Il nuovo organigramma della Gestione Sportiva Ferrari in vista del 2017 vede Arrivabene a capo, seguito dal direttore tecnico Binotto e da una serie di gruppi di lavoro composti da motoristi, telaisti, aerodinamici, etc. “Non sono un accentratore. E’ una sciocchezza – ha dichiarato Marchionne intercettato dal Corriere – a me piace il potere disperso”. Per chi ha fame di nomi, possiamo comunque citare Enrico Cardile come nuovo capo dell’aerodinamica e di David Sanchez come suo vice. Sono tecnici “scovati” tra quelli delle cosiddette seconde linee. Alcuni saranno pescati dal GT. “Qui ci sono uomini di grande talento, disponibili a tutto per questa azienda. La Ferrari regala emozioni uniche. Non nego di aver pianto quando ho sentito l’inno suonare dopo la prima vittoria dello scorso anno”, ha ammesso il numero 1 di Maranello.

    Marchionne conferma Arrivabene: uomo ideale per la Ferrari

    Ultima citazione la merita chi resta. Maurizio Arrivabene in primis:“Da noi funziona che quando perdi circolano voci che sei pericolante. Ma noi lo abbiamo preso perché conosce bene la Formula 1 ed è un manager che sa far lavorare insieme gli uomini e sa guidare una squadra”. Dopodiché tocca a Vettel e Raikkonen:“Sebastian mi fa tenerezza a volte, perché un campione come lui merita una macchina all’altezza. Kimi ha ottenuto il rinnovo come giusto riconoscimento per il lavoro svolto”, ha aggiunto Sergio Marchionne.

    Foto. test Ferrari con gomme Pirelli 2017