Formula 1: la pole position porta sfortuna?

Il pilota che è partito in pole nelle ultime 5 gare, comprese le ultime due della scorsa stagione, non ha mai vinto la gara: sembra ripetersi la maledizione della pole, già verificatasi tra la fine del capionato 1999 e la metà del 2000

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    Ci risiamo. A 10 anni di distanza dall’ultimo periodo di crisi da parte del pilota che pur partendo in pole position non riusciva a vincere la gara, la storia sembra ripetersi.

    Nelle ultime 5 gare, comprese le ultime due della scorsa stagione, chi ha ottenuto il miglior tempo nelle qualifiche non è poi riuscito a passare per primo sotto la bandiera a scacchi.

    Per la cronaca, l’ultimo a riuscirci è stato il trionfatore del GP della Malesia Sebastian Vettel nel GP del Giappone dell’anno passato a Suzuka: pole position in qualifica e vittoria in gara.

    Certo, non è detto che il pilota che parte in pole debba necessariamente avere la vittoria in tasca, poichè i punti si assegnano solo ed esclusivamente la domenica in gara, ma chi si prende la soddisfazione di partire davanti a tutti è leggermente avvantaggiato nei confronti degli avversari, avendo la possibilità di gestire al meglio la corsa.

    Andando indietro di 10 anni, c’è da notare che anche tra la fine del Mondiale 1999 e l’inizio di quello 2000 si era verificata questa maledizione. In quell’occasione fu il grande Mika Hakkinen l’ultimo pilota a trasformare la pole position in una vittoria nel GP di Ungheria a Budapest e si dovette aspettare addirittura sino al GP del Canada 2000 per sfatarla, quando Michael Schumacher partì davanti a tutti e vinse una rocambolesca gara sul bagnato.

    Per strategie sbagliate ai box (Barrichello ad Interlagos 2009), ritiri dovuti a problemi meccanici (Hamilton ad Abu Dhabi e Vettel in Bahrain ed in Austalia) o sorpassi in pista (Vettel sul poleman Webber in Malesia), ora la storia sembra ripetersi.

    E la cosa strana è che Schumacher, colui che dieci anni fa era riuscito a sfatarlo è ancora in pista. Anzi, di nuovo in pista, seppur costretto a navigare a centro classifica.

    Sicuramente la riedizione de “La maledizione della pole” prima o poi terminerà, ma con questo articolo la mia intenzione è far capire ai lettori ed appassionati di Formula 1 che non sempre partire per primi porta dei vantaggi.

    Il sopracitato Vettel e la Red Bull, protagonisti in negativo delle prime due gare, ne sanno qualcosa.