Formula 1: la ricetta contro la crisi

FIA, FOTA, e FOM si incontreranno per discutere il futuro della Formula 1 alla luce della drammatica crisi finanziaria

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    Dalla FOTA capitanata da Montezemolo alla FIA con Max Mosley fino alla FOM di Bernie Ecclestone, il governo della Formula 1 è d’accordo: è finito il tempo delle chiacchere. Per prospettare ancora un futuro decente a questo sport c’è da intervenire subito. E con misure drastiche.

    MONTEZEMOLO. Al termine dell’incontro con gli altri responsabili delle scuderie di Formula 1, il Presidente della FOTA appare fiducioso:“Abbiamo dato un ulteriore impulso verso la riduzione dei costi – spiega Montezemolo – “Abbiamo condiviso all’unanimita’ alcune importanti decisioni su 2009 e 2010 ed è stata definita una proposta per un nuovo motore da usare a partire dal 2011″. Il numero 1 di Maranello sottolinea anche come si renda necessaria una redistribuzione degli introiti dell’intera F1 che, attualmente, restano al 70% circa nella mani di Ecclestone:“A breve termine organizzeremo un incontro con Max Mosley per presentargli nel dettaglio le nostre proposte e per discutere come migliorare lo spettacolo offerto dal nostro sport. Inoltre, abbiamo anche condiviso la necessita’ di incontrare Bernie Ecclestone per affrontare anche i temi relativi alla redistribuzione dei ricavi”.

    MOSLEY. “Siamo tutti su una nave che affonda – tuona Mosley insoddisfatto di come si sta muovendo la FOTA - I team sono come passeggeri che discutono sul colore delle pareti della cabina, invece di cercarsi un posto sulle scialuppe di salvataggio”. In questo senso la FIA ha proposto motore e cambio standard al costo di soli 6 milioni di euro (l’asta è stata vinta da Cosworth e con Xtrac e Ricardo Transmissions). “Le proposte Fota si limitano a ridurre del 20-30% gli attuali budget di 200-300 milioni – prosegue Mosley – Noi proponiamo una riduzione fino all?80%. Con motore e cambio standard, e tutti i tagli, si potrà vincere il Mondiale con 50 milioni al massimo per team”.

    SEGRETO. Per mantenere la F1 attraente e competitiva, la FIA punta a tagliare tutto ciò che non è di dominio pubblico:“Solo i meccanici sanno la differenza tra il cambio attuale da 10 milioni, e quello da uno che proponiamo noi e che pesa 5 kg di più. I team spendono un mucchio di soldi per bulloni da fantascienza, dotti dei freni, una quantità di pezzi per ottenere un millesimo di secondo di vantaggio”. L’obiettivo di Mosley è di lasciare campo aperto alla concorrenza solo agli elementi più appariscenti e determinanti come le sospensioni, l’aerodinamica (solo entro certi limiti) ed il discusso KERS. Altri tagli riguarderanno il personale impiegato in una squadra corse, la telemetria ultrasofisticata, gli stipendi dei piloti… Insomma: tutto ciò che non si vede né dalle tribune, né in Tv. Se la ricetta della Federazione sarà seguita, conclude il suo discusso presidente “Con i costi ridotti la F.1 torna accessibile alle scuderie private, che per 40 anni hanno tenuto vivo lo sport”.

    ECCLESTONE. Un tema caro al gestore dei diritti d’immagine della Formula 1 è il numero di macchine in gara. Iniziasse oggi il mondiale, sarebbero 18. Con il reale rischio di almeno un’altra defezione, la soglia sarebbe a 16. Troppa poca carne al fuoco per pretendere di vendere uno show a cifre folli. Pur restando fiducioso che arrivi un acquirente per la Honda e che il numero delle macchine ritorni a 20, secondo alcune indiscrezioni, Ecclestone avrebbe preparato anche un piano B che consisterebbe nel far scendere in pista anche le famose “terze” vetture, purché siano messe in mano a dei giovani e non portino punti iridati ai team .

    Foto: google