Formula 1: le 7 peggiori regole della storia recente

Formula 1: le 7 peggiori regole della storia recente
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15/02/2017 11:33

    Formula 1: le  peggiori regole della storia moderna

    E’ facile criticare il governo della Formula 1 standosene seduti in poltrona! E’ facile indignarsi per la piega che sta prendendo la massima categoria motoristica senza dover tenere conto di tante variabili ai più sconosciute e che spesso vanno in conflitto tra loro. In generale, quindi, i capi delle scuderie, il presidente della FIA Jean Todt fino ad arrivare al Supremo Bernie Ecclestone (che ha recentemente lasciato l’incarico), meritano maggiore considerazione rispetto a quella che normalmente riserviamo loro. Tuttavia, nel loro passato ci sono alcune scelte che non sono piaciute ai più. Prendendo spunto da un’analisi fatta dai nostri colleghi di F1fanatics, riportiamo le 7 peggiori regole della storia moderna della Formula 1… Tra queste entra a pieno merito il nuovo sistema di qualifiche progettato per la stagione 2016!

    Per dare più adrenalina al pubblico che il sabato segue le qualifiche, arriva un’importante proposta destinata ad arricchire l’azione in pista durante il pomeriggio del sabato. Restano le 3 manche Q1, Q2 e Q3 ma l’eliminazione dei piloti non avviene più allo scadere del tempo bensì tramite continui shoot out che si susseguono ogni 90 secondi. Alla fine della Q3 ne restano solo due che si sfidano per la vera pole position. Ce n’era davvero bisogno di questa ulteriore complicazione? I capi del Circus si lamentano che il pubblico fatica a capire cosa accade in pista per colpa di regole sempre più complicate… ma poi ricadono ogni volta regolanegli stessi errori!

    Nel 1998 sono arrivati in Formula 1 gli pneumatici con le scanalature sul battistrada con l’obiettivo di ridurre la superficie di contatto a terra e quindi la velocità in curva. Si è rivelata una mossa impopolare per pubblico e piloti. Non solo, l’obiettivo dichiarato di controllare la velocità in curva non è stato raggiunto con successo. La norma è uscita dal regolamento nel 2009 senza che qualcuno ne abbia mai sentito la mancanza.

    Sempre nel 1998, le monoposto sono diventate più strette di 20 centimetri passando dai vecchi 200 ai nuovi 180. Come persino Adrian Newey ha osservato, c’è qualcosa che non va: le vetture sono diventate troppo strette e troppo alte. La situazione è peggiorata clamorosamente quando, successivamente, è stata allargata l’ala anteriore ed è stata ristretta quella posteriore!

    I rifornimenti in Formula 1 sono tornati nel 1994 per uscire di nuovo nel 2009. Questa regola ha contribuito ad avere gare di più difficile lettura e che hanno dato meno spazio alle capacità del pilota di gestire il mezzo meccanico in condizioni diverse. Per quindici anni si sono viste gare con tutti giri da qualifica. O quasi. A qualcuno è piaciuto. Altri hanno benedetto il ritorno all’antico.

    Nei primi anni 2000 sono stati fatti dei tentativi per dare maggiore appeal alle qualifiche. Tutti fallimentari fino a quando non si è trovata l’attuale configurazione che, comunque, ha lasciato a desiderare almeno fino a quando si era costretti ad imbarcare il carburante necessario a fare il primo stint di gara o ci si ostinerà a far cominciare la gara con gomme usate. Il punto pìù basso, però, si è toccato nel 2005 quando si è pensato a fare la somme dei tempi di due manche: la prima senza alcuna restrizione di carburante e la seconda con il carico di carburante da usare in gara. Tutto risultò inutilmente complicato con l’aggravante che la seconda e decisiva manche era in programma addirittura la domenica mattina!

    La gente dice che non ci sono abbastanza sorpassi in Formula 1? Ok allora hanno pensato di facilitarli. Ma sono sparite tante (non tutte, per carità) battaglie tra i piloti in quanto chi sta davanti ed è più lento sa già che non avrà modo di difendersi e si comporterà come se fosse un doppiato! Inventato il DRS, la gente ed i piloti hanno iniziato a lamentarsi del fatto che la F1 ha perso parte del suo fascino.

    Il sistema di punteggio della Formula 1 ha conosciuto varie fasi critiche. In passato c’è stato persino il tempo in cui i piloti prendevano punti per il giro più veloce oppure potevano escludere alcune gare nelle quali si erano ritirati per alzare la propria media. L’ultima ciliegina in tema di orrori. forse la più clamorosa di sempre, è quella che nel 2014 ha introdotto il doppio punteggio nell’ultimo GP dell’anno. L’intento era di tenere ancor più vivo lo spettacolo. Ma la soluzione era talmente artificiale che a nessuno è piaciuta. Non solo, nessuno si è mai sognato di prendersene la paternità. E, in vista del 2015, è già sparita dal regolamento! Per toglierla dalla memoria degli appassionati, ci vorrà qualche tempo in più. Ma neppure troppo…

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