Formula 1: low cost a tutti i costi

La Formula 1 low cost non piace alla Ferrari ed agli altri team ma sembra l'unica soluzione che la FIA vuole prendere in considerazione per mantenere alto l'interesse attorno a questo sport a motore

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    Mentre la Ferrari avverte che una drastica riduzione dei budget impoverirà di contenuti ed interesse la più importante categoria dello sport a motore, il resto del mondo si muove come se la strada intrapresa dalla FIA, avesse già segnato il cammino della nuova Formula 1.

    ALLARME FERRARI. Montezemolo ha le idee chiare. D’accordo abbassare i costi, ma non con un tetto ai budget di 44 milioni. “Monitorare correttamente le spese comporta grosse difficolta’ tecniche – spiega il Presidente Ferrari – Inoltre, qualsiasi controversia sul rispetto di tali limiti potrebbe danneggiare l?immagine della Formula 1 e dei team eventualmente coinvolti. Ci sono, d?altro canto, dubbi sulla possibilita’ che possano venirsi a creare due categorie di team, il che inevitabilmente significherebbe che una categoria potrebbe avvantaggiarsi sull?altra ai fini del campionato, che risulterebbe cosi’ falsato - prosegue Montezemolo - Tutto cio’ potrebbe generare una confusione nelle menti degli spettatori che andrebbe a svalutare l?interesse per la Formula 1. Non credo che questa sia la soluzione ideale per la categoria, né per gli addetti ai lavori né per il pubblico”.

    MERCEDES AL RISPARMIO. Norbert Haug ha reso noto con soddisfazione che, nell’ottica di risparmio globale voluta dal marchio della stella a 3 punte, si è ridotto lo stipendio del 30%. Il boss Mercedes Motorsport segue quanto già fatto da Briatore il quale ha recentemente ammesso di essersi decurtato l’ingaggio del 20%. Che i soldi per questa gente non siano un problema lo vediamo confermato direttamente dalle parole di Haug:“Ora prendo il 30 per cento in meno rispetto al 2008, ho molto piu’ lavoro da fare e ho il doppio della motivazione”.

    NUOVE ENTRATE. Tra i 3 soggetti che al 99% faranno il loro ingresso in Formula 1 nel 2010 grazie alla riduzione dei budget c’è David Richards. Il personaggio doveva entrare come team B della McLaren con la Prodrive già un anno fa ma per l’impossibilità di comprare i telai da Woking, dovette rivedere i suoi piani. Adesso le condizioni sono mutate e per il volpone britannico, le porte della F1 sono spalancate. L’unico dubbio che lo attanaglia è se proseguire nel progetto Prodrive o puntare deciso sul brand Aston Martin (entrambi sotto il suo controllo). Probabilmente l’ultima parola spetterà a qualche sceicco arabo. Sono loro i suoi principali finanziatori.

    GLAMOUR CHIC. Ciliegina sulla torta, David Beckham. Secondo Bernie Ecclestone, per chiudere il cerchio, alla nuova Formula 1 serve un uomo alla Beckham, capace di abbinare il talento alla cura dell’immagine. Evidentemente per il 78enne gente come Hamilton, Alonso, Vettel e Kubica, tipini che non la mandano certo a dire, non sono abbastanza. Meglio, quindi, sognare Beckham e sperare che a breve arrivi in Formula 1 una donna. “Sarebbe il massimo – parole sue – se fosse di colore o ebrea…”. E perché non barbuta e/o domatrice di leoni?