Formula 1, Max Verstappen: record e segreti del nuovo fenomeno della F1

Formula 1, ecco a noi Max Verstappen: i record, la storia, la vita, i segreti, del pilota più giovane a vincere un Gran Premio di Formula 1. Cresciuto a latte e motori tra l’amore di mamma e le sberle di papà Jos

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    Tutti sanno ormai chi è Max Verstappen. Il più giovane vincitore di un Gran Premio di Formula 1, trionfatore in Spagna a soli 18 anni, è un vero predestinato. Uno capace di mettere in fila gli astri e far girare la sorte interamente a suo favore. Chi altri, se non lui, poteva trovarsi catapultato dentro una Red Bull proprio nella gara in cui le lattine sono tornate a volare e le Mercedes si sono fatte da parte? Ma guai a parlare di fortuna.

    Max Verstappen: cronaca di un destino inevitabile

    Ai predestinati gira tutto tremendamente bene, perché sanno farsi trovare pronti all’appuntamento con il destino. Su quella macchina c’era lui come c’è stato Vettel su una Toro Rosso a Monza nel 2008 sotto il diluvio. Non c’era Sainz. Bravissimo, per carità. Non c’era Kvyat. Non c’erano altri personaggi, forti ma non abbastanza, triturati dalla spietata legge di Helmut Marko & co.

    Max Verstappen, la vita: latte, pistoni e sberle

    Mamma Sophie Kumpen, kartista di discreto livello nonché figlia d’arte, tra una sberla e l’altra rimediata dal marito Jos, ha fatto crescere un bambino a latte, pistoni e competizione. Papà Verstappen non è stato a guardare. L’ha portato in giro per le piste di tutto il mondo ed ha fatto sempre sentire la sua voce. Temperamento da domare, ha rischiato di farsi la galera non solo per le botte alla moglie, ma anche a qualche altro genitore con il quale sono nati battibecchi in pista. Ma non è di questo che vogliamo parlare oggi. Non troppo. Giusto quanto basta per far capire che Max Verstappen è nato e cresciuto con un solo pensiero. Un solo obiettivo. Un solo sogno. Immenso e grandissimo per i comuni mortali. Immenso e grandissimo persino per tutti i suoi colleghi. “Una volta feci un errore e mio padre non mi parlò per una settimana”, ha raccontato giusto per dare l’idea del clima che c’era in casa.

    Max Verstappen: record e numeri

    Classe 1997, a 18 anni e 228 giorni Max Verstappen diventa il più giovane pilota a vincere un Gran Premio di Formula 1. E’ un record sostanzialmente imbattibile. Tutto è iniziato nel 200 quando ha cominciato a guidare un quad nel giardino di casa. Aveva 3 anni. A 4 è già su un kart. A 8 fa le sue prime gare. 16enne, nel 2013, ha vinto il campionato mondiale kart nella categoria KZ ed è stato anche campione europeo (categorie KF e KZ). Nel 2014 chiude al terzo posto il campionato di Formula 3 con 10 vittorie, 7 pole e 16 podi su 33 gare. Entra nel Red Bull Junior Team e partecipa a due sessioni di prove libere di F1 nei GP di Giappone e Brasile. Nel 2015 riesce ad esordire in Formula 1 come pilota titolare della Toro Rosso quando è ancora minorenne. 17 anni e 166 giorni sono un record che resterà imbattuto dato che, dopo di lui, la FIA concederà la Superlicenza solo ai maggiorenni. La Red Bull lo piazza a Faenza e gli garantisce un futuro nella scuderia maggiore pur di strapparlo al corteggiamento di Ferrari e Mercedes. Tutti, nell’ambiente, sanno benissimo chi è e cosa è capace di fare. Nel GP d’Ungheria ed in quello degli USA porta la Toro Rosso ad un passo dal podio con due quarti posti da urlo. Il resto è storia di oggi: promosso in Red Bull dopo appena 4 gare dall’inizio della stagione, ottiene il primo di una lunga serie di successi nel GP di Spagna 2016. Una gara che resterà nella storia.

    Max Verstappen: quella volta che vestì la tuta Ferrari…

    Abbiamo detto che anche la Ferrari ha provato ad ingaggiare Max Verstappen. Era il 2014 quando l’olandese fece uno stage per la Ferrari Driver Academy. Luca Baldisserri lo notò. Ovviamente. Ma le logiche dell’accademia erano troppo poco chiare e davano orizzonti a lungo termine. Non andavano bene per uno ragazzo che sapeva di valere. Per un padre-manager a dir poco ambizioso. E la Red Bull era già lì in agguato per farlo entrare nel proprio Junior Team.