Formula 1: Michelin sostituisce Bridgestone?

Brisgestone lascia la Formula 1 al termine della stagione 2010

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    La notizia vecchia è che la Bridgestone ha deciso di lasciare la Formula 1 al termine della stagione 2010. La notizia attuale è che la FIA sta cercando disperatamente un nuovo fornitore senza grande successo. La notizia del futuro è che il Presidente della Federazione Jean Todt sta dando fondo a tutta la sua influenza politica per convincere la Michelin a ritornare nel Circus. Diversamente, si rischia di trovarsi nell’assurda situazione di non avere alcun pretendente all’oneroso ruolo di gommista ufficiale della Formula 1.

    MICHELIN. Nella storia recente della Formula 1, il nome Michelin è legato ai grandi successi della Renault di Fernando Alonso ed alla magra figura rimediata in mondovisione durante il Gran Premio di Indianapolis del 2005. Allora, fatto più unico che raro, un errore di progettazione della spalla degli pneumatici, faceva sì che le gomme dei francesi non reggessero più di qualche giro percorso a tutta velocità lungo la sopraelevata dell’impianto che ospita la celebre 500 miglia. Il risultato fu che la gara andò in scena con sole 6 macchine, quelle equipaggiate Bridgestone! Un vero scempio che contribuì a rovinare ulteriormente il rapporto già ridotto ai minimi termini tra la Formula 1 ed i pubblico a stelle e strisce. La casa francese si è ritirata a fine 2006 quando la Federazione ha annunciato che dal 2008 sarebbe entrato in vigore il regime di monopolio.

    F1 2011. Se la Michelin ha lasciato la Formula 1 rendendo noto che sarebbe tornata solo in caso di competizione aperta con altri gommisti, perché starebbe valutando la marcia indietro? Semplice: la forza politica di Jean Todt è notevole. E tenersi un buon amico non fa mai male. C’è di più ovviamente. In accordo con la Federazione Internazionale dell’Automobile, la Michelin vorrebbe portare avanti in modo congiunto una campagna ecologista che la metta in primo piano nella realizzazioni di mescole a basso impatto ambientale e che le consentano di fare sperimentazione nella direzione della diminuzione di consumi. Insomma, se prima la competizione era con Bridgestone, adesso sarebbe contro sé stessa, per realizzare pneumatici sempre più performanti non tanto in termini di aderenza quanto sul fronte del risparmio carburante e riduzione della CO2. A queste condizioni, Jean-Dominique Senard, manager Michelin, ha fatto sapere che il gruppo d’oltralpe considererà seriamente la proposta.