Formula 1: Monza fuori dal mondiale dopo il 2016? Forse no!

Nei prossimi giorni verrà discusso il futuro del Gran Premio di Monza in F1

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    Monza e F1 insieme per altri 5 anni? Forse si. Nel 2016 scadrà infatti il contratto stipulato qualche anno fa tra l’autodromo nazionale e il Circus per ospitare il Gran Premio d’Italia. Per far ciò serviranno soldi, tanti milioni per avere l’ok di Bernie Ecclestone. Il numero della Formula 1 ha infatti chiesto il doppio rispetto al patto siglato nella passata gestione e senza 20-22 milioni di euro all’anno, il Gran Premio non si farà. Per trovare i soldi necessari servirà l’intervento del Governo italiano e nei prossimi giorni verrà discusso il decreto milleproroghe nel quale è stato inserita la defiscalizzazione dell’investimento di Regione Lombardia per l’autodromo. La cifra è di circa 20 milioni di euro.

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    Avremo ancora il Gran Premio d’Italia sullo storico circuito monzese? Andrea Dell’Orto, presidente di Sias, ha spiegato in una intervista ad una emittente quanto fosse comunque eccessiva la richiesta di Ecclestone. Il Circus infatti è passato a richiedere 22 milioni dai 11-12 milioni di euro della passata gestione, una enormità se si pensa anche ai ricavi del circuito. L’ultimo fatturato del tracciato monzese ha segnato un utile di “solo” 25 milioni di euro, in netto ribasso rispetto ai 32 milioni dell’annata precedente. Dopo i grossi problemi burocratici e amministrativi che hanno investito i vertici dell’Autodromo, la nuova governance del circuito è pronta ad investire anche su altri sport per ampliare le entrate e avere il benestare di Ecclestone. Sono stati infatti avviati diversi contatti per far tornare la Superbike nel prossimo futuro e non è da escludere anche un accordo con la Dorna per avere la MotoGP. L’obiettivo di far tornare le principali classi automobilistiche a Monza, unite ad eventi extra come gare di ciclismo o di matrice culturale, è sicuramente ambizioso ma per farlo servirà liquidità, tanta liquidità. Riuscirà il Governo italiano a salvare il Gran Premio di Monza? Nei prossimi giorni lo sapremo.

    Formula 1 senza Monza?

    Ecclestone ha parlato, un po’ come un uomo del monte che traccia le sorti di un gran premio, imperatore chiamato a esprimersi con pollice verso su pezzi di storia dell’automobilismo. Monza è nel girone degli esclusi, oggi. C’è tempo per recuperare una situazione problematica? Basta osservare il caso del Canada, arrivato a rinnovare l’accordo con la Fom giusto al sabato di quella che, contrattualmente, era l’ultima gara del vecchio contratto. A Monza restano ancora due anni, due anni per farsi trovare pronta, con gli interventi necessari e figure in grado di negoziare il rinnovo.

    Le parole di Ecclestone hanno smosso il tradizionale coro italico di “preoccupazione”, “auspici” e tutto il meglio del repertorio politichese, adesso andranno messi in atto i fatti concreti. Le ultime due voci arrivate sulla vicenda sono quelle del presidente del Coni Malagò e del presidente della Regione Lombardia Maroni. Per seguire la diretta delle prove libere 2 da Silverstone, BASTA CLICCARE QUI!

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    «Si dovrà fare di tutto per mantenere il Gp di Monza che è una tradizione assoluta della F1 ma direi una tradizione che, per quello che rappresenta, va oltre lo sport dell’automobilismo», commenta Malagò, che aggiunge – sulla possibilità di un Gran premio d’Italia al Mugello -: «Escludo che [Montezemolo] abbia detto che il Mugello intenda speculare sul problema di Monza. Ma se ci fossero dei problemi che non si riescono a risolvere, c’è sempre da prendere in considerazione che c’è un impianto straordinario come il Mugello. Tutto lo sport italiano, comunque, fa il tifo affinché i problemi di Monza si risolvano». Sono queste le parole riportate da Tuttosport.

    Analizzando la questione dal punto di vista del tifoso, in termini puramente spettacolari, spostare il Gran premio d’Italia al Mugello non regalerebbe certo maggior pathos o sorpassi. E’ circuito da alto carico aerodinamico, straordinario dal punto di vista paesaggistico – superiore a Monza – ma è bene dimenticarsi eventuali gare da MotoGP. Sarebbe una soluzione assimilabile a quella di Imola. Il Santerno i lavori necessari per ammodernarsi li ha fatti, eppure resta confinato nel dimenticatoio.

    Tornando alle voci che si sono espresse sul salvataggio di Monza, queste le parole di Roberto Maroni: «Il Gran Premio di Monza è patrimonio dell’Italia intera e non solo della Lombardia. Serve quanto prima una cabina di regia comune, che coinvolga il governo nazionale, per assicurare un futuro al gran premio d’Italia anche dopo il 2015: Regione Lombardia ha sempre fatto la propria parte e la farà pure questa volta, ma auspichiamo che anche il premier Matteo Renzi non si sottragga alle sue responsabilità». Tradotto, tutti mettano soldi freschi.

    «Monza da sempre è sinonimo di F1 e GP d’Italia, le ragioni economiche addotte da Ecclestone come minaccia di una possibile soppressione del Gran Premio di Monza non sono accettabili, perché inconciliabili con la storia e il ruolo internazionale dell’autodromo monzese. La F1 perderebbe l’interesse e la partecipazione dei tanti tifosi italiani e ferraristi, che rappresentano a loro volta un significativo indotto economico per l’intero circus automobilistico», conclude Maroni, evidentemente “marziano” al mondo Ecclestone, che della storia e del ruolo internazionale di certi circuiti ha dimostrato di fregarsene di fronte a nuove opportunità commerciali in arrivo dai paesi emergenti.

    Su Sport Business International, infine, vengono riportate le parole di Bendinelli (Sias) sulla portata economica degli interventi che sono già in programma per ammodernare Monza: «gli aggiornamenti costeranno almeno 10 milioni di euro e andranno avanti per i prossimi quattro o cinque anni». Relativamente al contratto e i contatti con Ecclestone, viene riportato come non si sia ancora parlato a tal proposito e «non sapiamo quali siano le richieste per il gran premio d’Italia dal punto di vista economico e commerciale».

    La doccia fredda di Ecclestone

    Va detto che ciclicamente la storia si ripete. Ecclestone solleva costanti problemi, annuncia di non voler rinnovare con gli organizzatori del Gran premio d’Italia e di escludere Monza dal calendario del mondiale. Non è diversa la musica nemmeno quest’anno, con le parole del gran capo a mettere in agitazione appassionati e chi, il gran premio, lo gestisce.

    Sono le parole riportate sulle colonne de La Gazzetta dello Sport a preoccupare: «Non credo che dopo il 2016 faremo un altro contratto. Il vecchio è stato un disastro per noi dal punto di vista commerciale. Dopo il 2016 bye bye».

    Che sia il solito gioco per dire: se vorrete restare, preparatevi a sborsare più soldi? Molto probabile. Certo è che pensare a una Formula 1 senza Silverstone, senza Spa, senza Monza, è assolutamente fuori da ogni logica. Da tempo, poi, si è affacciata l’ipotesi di un gran premio al Mugello, ma non si è mai concretizzata alcuna reale trattativa.

    Non resta che attendere le reazioni da parte degli organizzatori e le contromosse per evitare una rottura che, in fondo, non converrebbe a nessuno. Si potrebbe ripartire, ad esempio, da una politica dei prezzi che consenta di riportare il pubblico in pista, seguendo la strada percorsa dall’Austria, dove però un peso rilevante perché l’operazione fosse possibile è stato rivestito da patron di Red Bull, Mateschitz.

    Le reazioni

    Alle dichiarazioni di Ecclestone arriva, prontamente, la risposta di uno dei candidati all’Automobil Club di Milano, Ivan Capelli. Il pilota e telecronista Rai, commenta così la possibilità che la Formula 1 vada via da Monza: «E’ fuori dubbio che Bernie Ecclestone ha fretta di stabilizzare i contratti in essere di Fom in vista della quotazione in borsa e per questo motivo le sue dichiarazioni non mi stupiscono. Il Gran Premio a Monza deve però rimanere una priorità per il nostro sistema. Non entro nel merito del precedente contratto tra FOM e Autodromo nazionale Monza ma certamente è sempre possibile fare di meglio e trovare un accordo che risulti vantaggioso per le parti. Il nostro impegno è volto a scongiurare situazioni come queste: vogliamo rilanciare l’Autodromo nazionale di Monza rendendo il circuito allettante per le grandi manifestazioni sportive e non. Ci vuole pragmatismo e determinazione e nulla deve essere lasciato al declino di oggi. Se l’Autodromo nazionale Monza torna ad essere “interessante”, gli accordi si chiudono con più facilità».

    Non poteva mancare, ovviamente, la voce della Regione Lombardia, davanti alle dichiarazioni di Ecclestone. Così l’assessore allo Sport Antonio Rossi: «Le dichiarazioni di Ecclestone sul gran premio di Monza sono preoccupanti. Chiedo l’intervento del Governo per aiutarci a tutelare il Gran Premio d’Italia, che ha scritto la storia sportiva della Formula Uno e che, soprattutto, muove un importante indotto economico e di posti di lavoro per il territorio».

    Ragazze Monster Rally Monza 2012