Formula 1, Newey diviso: anno sabbatico, Honda o… Ferrari?

Formula 1: tra Red Bull, Ferrari e Honda-McLaren

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    Formula 1, Newey diviso: anno sabbatico, Honda o... Ferrari?

    In questo anno 2014 di Formula 1 stanno cambiando molti equilibri. La rivoluzione delle power unit V6 turbo è, in qualche modo, arrivata davvero. Se è vero come è vero che abbiamo una Mercedes che domina come mai nella storia e abbiamo, dall’altra parte, un Vettel che prende paga da Ricciardo e una Red Bull che maledice la Renault come non si poteva immaginare. Tutto si può rimproverare ai francesi ma non abbiano nel loro DNA l’essere dei gran motoristi da F1. Qui cade l’asino: alcuni rumours dicono che Adrian Newey abbia messo Horner di fronte ad un bivio, o me o loro, chiedendo di rompere l’accordo con i transalpini pur di ritornare in fretta a vincere e dominare. Sul tavolo del genio ci sono molte proposte alternative compresa quella, tutta sua, di prendersi un anno sabbatico in attesa di capire quale sia la miglior destinazione per il prosieguo della carriera: Ferrari oppure McLaren-Honda?

    Newey smentisce rinnovo con Red Bull

    Siamo ancora qui a parlare di Adrian Newey, per almeno tre ragioni: la prima e più importante è legata al suo valore inestimabile; la sua capacità di spostare gli equilibri dei valori in campo è unica. Basti vedere cosa ha fatto con un’azienda che produce bevande energetiche come la Red Bull. In secondo luogo, annotiamo con un certo stupore che, in occasione del weekend monegasco, il diretto interessato si è impegnato a smentire di aver firmato un contratto a lungo termine con la scuderia di Milton Keynes. Infine, prendiamo atto che il nuovo capo della Ferrari di F1, Marco Mattiacci, pur avendo smentito un corteggiamento sfrenato nei confronti del Genius, ha ammesso di avere tra i suoi piani quello di portare a Maranello dei cervelli di prima grandezza. Persone che corrispondono ad un identikit di questo genere ne conosciamo solo una. Ma forse siamo limitati noi.

    Sirene da McLaren-Honda per il Genio

    Una sirena che canta forte e chiaro è quella che risponde al nome McLaren-Honda. Più Honda che McLaren. I giapponesi hanno negato di voler entrare nel pacchetto azionario del team ma tanti indizi spingono in questa direzione. Così fece la Mercedes a fine anni ’90 quando, proprio con Newey, regalò due mondiali a Mika Hakkinen. Così, in molti scommettono, faranno alla fine anche i nipponici. La Honda torna in Formula 1 per vincere e vuole sfruttare sinergicamente le strutture della McLaren per costruire qualche bolide da urlo su scala stradale. L’ingaggio già avvenuto di Peter Prodromou, braccio destro di Newey è da intendersi come un acconto sulla ricostruzione di una scuderia dal grande passato e dal traballante presente. Fa paura, ad esempio, il fatto che in questo 2014 non siano riusciti a trovare uno straccio di main sponsor dopo l’addio di Vodafone. Tuttavia, la Honda non vuole badare a spese. Questa e la prossima saranno stagioni di transizione. Dal 2016 avremo un nuovo colosso da battere. Curiosamente, al timone potrebbe esserci un certo Chris Horner ed a fianco di Magnussen un certo Sebastian Vettel. Fantasie estreme? Può darsi. Sennò, attendere per credere.

    Offerta d’oro firmata Ferrari

    Secondo quanto riportato da Omnicorse, la Ferrari avrebbe messo sul piatto addirittura 28 milioni di Euro oltre alla possibilità di lavorare in libertà sulla nuova vettura GT pur di accontentare e stimolare i neuroni di Adrian Newey. I tempi nei quali l’Italia non era considerata una meta ambita per i cani della sua Signora sono passati. Il margine per accettare c’è. Manca, però, la convinzione di entrare in una struttura che fa del lavoro di gruppo la propria forza. Newey è un’anima tuttosommato solitaria – circondata da gente fidata – che trasforma in perfezione le idee che nascono in una testa ancora capace di vedere la monoposto di Formula 1 come un tutt’uno. Altrove ci si specializza pur di contrastare ad armi pari il suo eclettismo. Si va per settori. Con risultati decisamente di alto livello, per carità, si prenda il caso della Mercedes W05

    Twitter: @pierimanuel