Formula 1: niente Halo nel 2017, tutti felici!

Formula 1: niente Halo nel 2017, tutti felici!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    L’Halo non sarà presente nelle monoposto di Formula 1. Il sistema di protezione della testa dei piloti non esordirà nella stagione 2017. Il suo utilizzo è rimandato a future discussioni e, semmai, in ottica 2018. Il grande “infradito”, oltre ad essere profondamente antiestetico lascia dei dubbi sulla reale efficacia e legittima preoccupazioni di quelli che, ad esempio, temono una maggiore difficoltà nell’uscita dall’abitacolo in caso di pilota ferito.

    Abbiamo detto più volte che l’Halo appare una sorta di dazio che la FIA deve pagare per cercare di far qualcosa dopo la tragica scomparsa di Jules Bianchi. Quanto avvenuto allo sfortunato pilota francese, però, rientra nel novero delle assurde fatalità. Le responsabilità, semmai, stanno tra gli organizzatori del GP del Giappone. Le monoposto di Formula 1 sono già mostruosamente sicure come tanti altri incidenti paurosi hanno dimostrato. Sono le piste, semmai, a non esserlo altrettanto. L’Halo, quindi, non serve a molto se non a rendere le monoposto ancor più brutte, decisamente ridicole, allontanando ancor di più un pubblico che già scappa a gambe levate.

    Per queste ragioni e tante altre lo Strategy Group che riunisce i top team di F1, la FIA e la FOM ha rinviato al 2018 la decisione sull’Halo o qualche altra soluzione analoga. “Siamo contenti della decisione perché avendo altri 12 mesi di tempo possiamo studiare una soluzione migliore che soddisfi tutti i requisiti”, ha dichiarato Paddy Lowe direttore tecnico della Mercedes. “Con 12 mesi di tempo in più possiamo fare meglio senza per questo rimandare la questione ad agosto del prossimo anno. Penso che i team saranno responsabili e lavoreremo bene”, ha aggiunto Jock Clear della Ferrari.

    Tra le nuove regole che saranno discusse, c’è anche quella che prevede l’abolizione dei limiti della pista. La speranza è di mettere i piloti nelle condizioni di poter sfruttare ogni centimetro del manto stradale senza farli cadere in assurde penalizzazioni. Il pensiero di chi ha capito tutto è quello di Toto Wolff:”Le vie di fuga in asfalto sono noiose, perché consentono di sbagliare e tornare subito in pista. Se uno va fuori dovrebbe restare insabbiato se non addirittura finire contro le barriere mentre ora con tutti quei chilometri di asfalto le gare sono molto più banali. E poi ci si chiede perché calano gli spettatori…” Secondo il team principal della Mercedes, ci sono tante vie di fuga in asfalto anche in posti in cui non ci sono reali ragioni di sicurezza a giustificarle. Questa esagerazione ha portato la direzione gare ad imporre dei track limits che hanno reso ancor più imbarazzante la visione dei Gran Premi. “Se si comincia ad analizzare ogni riga bianca, allora nessuno ci capirà più niente. Si parla di pochi centimetri in piste lunghe 6 chilometri. Certe cose non fanno neppure la differenza e i piloti vanno lasciati liberi”, ha concluso il manager austriaco.

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