Formula 1: non sempre basta il cognome

Schumacher e Piquet sono nomi importanti ma se accostati a Ralf e Nelsinho diventano di tutt'altra caratura rispetto a quando sono riferiti a Michael e Nelson

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    Schumacher e Piquet sono nomi pesanti nel panorama della Formula 1. Grazie, ovviamente, a Michael Schumacher ed a Nelson Piquet sr. Altrettanto non si può dire per il fratello Ralf ed il figlio d’arte Nelsinho che, pur con carriere ben diverse tra loro, si sono ritrovati con una cosa in comune: la porta sbattuta in faccia non appena hanno provato a rientrare nella massima competizione motoristica. Ed a ben vedere, ai proprietari dei team Toro Rosso e Campos non c’è da rimproverar nulla.

    NELSON PIQUET. Dato per vicino alla Campos grazie all’intervento di Bernie Ecclestone e del padre Nelson, Piquet Jr. ha dovuto subire l’ennesima umiliazione di esser scaricato ancor prima di aver avuto l’ingaggio. “In realta’ abbiamo ricevuto un’offerta da Piquet - ha spiegato Daniele Audetto della Campos – Non abbiamo nulla con Nelsinho, anche se e’ stato coinvolto nello scandalo del crash-gate. E’ un buon pilota, ma dopo l’ingaggio di Senna non possiamo permetterci due brasiliani, perche’ cio’ comporterebbe un introito minore del 15 per cento, rispetto l’ingaggio di un Italiano, un russo o un tedesco per fare alcuni esempi”. La scusa del doppio brasiliano regge. E consente alla Campos di non prendersi in squadra Nelsinho senza far andare su tutte le furie Ecclestone. Non male come colpo!

    RALF SCHUMACHER. Semaforo rosso anche per Ralf Schumacher. Sulla scia di Michael, il fratello più piccolo ha fatto sapere che gradirebbe a sua volta un ritorno nel Circus. Attorno a lui si era fatto il nome della Toro Rosso ma da Faenza è arrivata celermente la smentita “Non so nulla di tutto cio’. Questo non e’ vero, punto e basta. Da quanto ne so le voci non hanno nessun senso”, ha dichiarato Franz Tost. Ad avvicinare il più piccolo dei fratelli Schumacher alla Toro Rosso erano stati i buoni rapporti tenuti non solo con il team principal ma anche con il proprietario dell’azienda Red Bull Dietrich Mateschitz.