Formula 1: Red Bull, i freni funzionano

Nel secondo appuntamento del Mondiale 2010 di F1, Sebastian Vettel ha nuovamente perso la vittoria per un guasto alla sua monoposto

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    Il Mondiale 2010 di F1 sembra avvolto da una nuvola di mistero. Fin dai primi test invernali le nuove monoposto sono state oggetto di curiosità da parte dei team, impegnati a captare i segreti degli avversari e a capire il reale potenziale delle vetture rivali. In principio fu la McLaren, che con il design dell’alettone della sua MP4-25 aveva suscitato un po’ di invidia per la presunta velocità aggiuntiva che questo forniva alla monoposto sul rettilineo. Le lamentele delle altre squadre avevano portato la FIA ad indagare sulla conformità al regolamento, ma alla fine il team di Woking l’aveva scampata.

    RED BULL. Poi è arrivata la Red Bull. Il gioiello progettato da Adrian Newey ha subito dimostrato di essere imprendibile in pista, ma per due volte consecutive ha lasciato indietro o addirittura a piedi lo sfortunato Sebastian Vettel. Secondo quanto riportato inizialmente dalla Red Bull, in Bahrain la RB6 del pilota tedesco aveva sofferto di un problema al tubo di scarico, ma successivamente il team aveva parlato di un problema alla candela. Alla McLaren non sembravano molto convinti, tanto che Ron Dennis, a chiusura dell’evento di Sakhir aveva insinuato come la veloce perdita del tempo sul giro fosse segno evidente di una mancanza di benzina. La Red Bull dunque con un serbatoio troppo piccolo? Chi lo sa, tant’è che il team di Milton Keynes non ha replicato. A Melbourne invece Vettel è finito diritto nella sabbia, e il team in questo caso ha parlato di un problema ai freni.

    BREMBO. Ora la Brembo, fornitore ufficiale della scuderia austriaca, nega che il ritiro di Vettel in Australia sia stato causato dalla rottura di un freno. Vettel, come in Bahrain, era in testa alla gara quando la ruota anteriore sinistra ha cominciato a dare problemi. E di nuovo niente da fare per il giovane pilota tedesco. Secondo il produttore italiano, la Red Bull ha confermato la perdita di forza rotatoria tra l’asse anteriore sinistra e la ruota. “In merito al ritiro di Sebastian Vettel nel gran premio d’Australia” ha commentato l’azienda, “la Brembo comunica che l’uscita di strada della monoposto di Red Bull alla curva 13, non è stata causata dalla rottura del sistema frenante fornito dalla Brembo, come riportato in alcune dichiarazioni. I controlli post gara, oltre alle possibili cause della rottura, hanno rilevato che il bullone della ruota era stato correttamente fissato nel corso del pit stop. Il team al momento sta valutando diverse soluzioni, che saranno attuate in vista dell’appuntamento in Malesia”.

    La Brembo nega dunque di essere la causa del ritiro di Vettel. Ma che problemi avrà mai questa RB6, giudicata tanto imprendibile quanto inaffidabile? Certo è che a subire rotture non è solamente la macchina, ma anche il povero Vettel, che non ne può più di vedersi scappare di mano la vittoria per un motivo o per l’altro. La RB6 sarà anche un missile, ma se non arriva al traguardo è dura vincere il mondiale…