Formula 1: Red Bull, progetto illegale?

Nuovi divieti FIA, dopo le polemiche a conclusione del gran premio di Sepang, dove alcuni team avevano accusato la Red Bull, vincitrice in Malesia grazie alla doppietta di Sebastian Vettel e Mark Webber, di utilizzare un dispositivo che ammortizza la distanza da terra della monoposto, migliorandone così la performance nelle qualifiche

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    Fermate quella Red Bull! I team ci hanno provato, ma la monoposto della squadra austriaca, dopo che a Sepang è riuscita finalmente a centrare la vittoria con Sebastian Vettel, sembra non avere alcuna intenzione di arrestare la sua corsa. Anzi, ora che i presunti problemi di affidabilità sono stati accantonati, il team di Milton Keynes viaggia veloce verso il titolo iridato e si avvicina sempre di più alla vetta della classifica, anche se forse è ancora presto per parlare. Certo è che dopo la Malesia, le altre squadre hanno cominciato a fare i conti con il loro più grande rivale, cercando di carpirne i segreti. E perchè non ipotizzare anche la presenza di irregolarità sulla monoposto più imprendibile del mondiale?

    GP MALESIA F1. Dopo il terzo appuntamento della stagione, Mercedes GP e McLaren, avevano sparso la voce secondo cui la RB6 della Red Bull montasse sospensioni in grado di mantenere la vettura ad una distanza costante da terra, ottimizzandone così la performance anche nelle qualifiche. Chris Horner, aveva prontamente smentito, invitando la FIA a eseguire dei controlli per confermare la regolarità della vettura. Controlli effettuati nel weekend di Sepang, e dai quali il team era uscito perfettamente pulito. La questione però non si era placata e i team che avevano mosso le accuse si erano dichiarati pronti a copiare il sistema messo a punto dalla squadra austriaca, tant’è che Horner aveva giurato “vendetta” nel caso in cui in Cina la McLaren intendesse montare un sistema analogo. A meno di 2 settimane dalla gara di Shanghai, la FIA ha quindi deciso di prendere in mano la situazione, dichiarando illegale qualsiasi sistema di ammortizzatori autolivellanti utilizzati per regolare l’altezza delle monoposto tra le qualifiche e la gara.

    FIA. Un portavoce della Federazione ha confermato ad Autosport che tutti i team sono stati allertati, in modo da chiarire la questione relativa all’utilizzo della sospensione in F1. “Ogni sistema o dispositivo che abbia l’intento o l’effetto di modificare il set-up della sospensione, nel tempo in cui la vettura si trova nel parco chiuso, sarà ritenuto in contrasto con l’art. 34.5* del regolamento sportivo”. L’articolo in questione vieta infatti di apportare modifiche alla monoposto tra le qualifiche e la gara, pena la partenza dalla pit lane. I team che già sognavano di buttarsi a capofitto nella riproduzione del sistema della Red Bull, dovranno quindi posare le armi e attenersi alle disposizioni supreme, anche se, nonostante i controlli e le smentite, la Red Bull non sembra comunque convincere. Secondo alcuni infatti, la squadra potrebbe aver trovato la soluzione per raggiungere gli stessi benefici anche senza ricorrere ad un sistema di tipo meccanico, anche se la FIA ha inoltre bandito ogni tipo di sistema auto livellante. Divieto assoluto quindi di mettere mano al design delle vetture in modo da modificarne l’aerodinamica.

    Non ci resta che attendere il prossimo appuntamento a Shanghai, per vedere chi salirà sul podio e se, l’eventuale dominio della Red Bull scatenerà ulteriore invidie da parte di coloro che, nell’impossibilità di raggiungere il missile del team austriaco, ricorreranno ad altri stratagemmi per farla rallentare.