Formula 1, Rubens Barrichello: “Mio uno dei 7 titoli vinti da Schumacher”

Rubens Barrichello è tornato a parlare del Mondiale di F1 2002 vinto da Schumacher. Secondo il brasiliano quel titolo doveva vincerlo lui. I dettagli.

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    Rubens Barrichello, dopo qualche mese di assenza dal giro della Formula 1, é tornato alla ribalta qualche giorno fa in un’intervista dove si é esibito in uno sport che pare molto in voga tra i suoi connazionali: il lamentarsi. Indovinate: a quale titolo si riferisce? Come spiega più tardi egli stesso, sta parlando del 2002, il famigerato mondiale di Schumi macchiato dall’ordine al muretto nel GP d’Austria. Facciamo però un passo indietro e ripercorriamo il percorso di Rubens Barrichello in Ferrari per capire quello che è riuscito a fare il brasiliano. Sfogliate le pagine per vedere le tappe salienti della sua vita al fianco dell’ombra ingombrante di Michael Schumacher.

    1999

    Quando nel ’99 Barrichello firmò il contratto per la Ferrari sapeva che sarebbe stato automaticamente seconda guida ma accettò comunque, consapevole del fatto che si sarebbe trovato a guidare la miglior macchina dello schieramento. Che Michael avesse un trattamento privilegiato era noto, ma Barrichello finge di non ricordare le bastonate che puntualmente prendeva da lui.

    Montezemolo: Prima la Ferrari

    E poi, perché proprio il 2002? Perché ne parla proprio ora che Schumi non può rispondere, ora che le priorità son decisamente altre? Montezemolo ha sempre avuto un filo conduttore durante la propria gestione sportiva: prima la Ferrari, perché il bene del team e delle persone che ci lavorano viene prima di ogni capriccio individuale e Barrichello svolse alla perfezione il suo compito di scudiero, siglando infinite doppiette e anche qualche bellissimo acuto, uno su tutti all’Hockeneimring nel 2000, vincendo sotto la pioggia dopo esser partito ventesimo.

    Il 2002

    Tornando al 2002, Rubens pare dimenticarsi delle 11 vittorie complessive di Schumacher contro le sue 4, e la vittoria cedutagli proprio dal tedesco a Indianapolis durante uno spettacolare arrivo in parata. Certo non sappiamo con certezza se quella gara sia stata determinante poi per il proseguo della stagione ma sicuramente Schumi, nel 2002, ne aveva decisamente di più rispetto al compagno brasiliano.

    2009: occasione persa

    Non vogliamo infangare la carriera più longeva della storia, ma non possiamo altresì esimerci dal rinfacciare a Rubens l’incapacità di cogliere al volo l’occasione della vita nel 2009: un campione avrebbe saputo sfruttare lo strapotere derivante da una macchina irregolare, ma Rubens si fece nettamente surclassare dall’allora signor nessuno Jenson Button che sul curriculum poteva vantare una sola (ma bella) vittoria, ottenuta tra l’altro in un GP caotico; come se non bastasse, a fine anno in classifica generale, venne sopravanzato anche da Vettel sulla Red Bull che, strano a dirsi, era totalmente regolare e conforme ai regolamenti.

    Commentatore TV

    Come ultima pecca, vorremmo ricordare come sia stato allontanato dal ruolo di commentatore per la TV brasiliana poiché utilizzava l’opportunità derivante dal suo lavoro per tessere e cercare di mandare in porto trattative per tornare al volante di una Formula 1: se non fossero intervenuti enormi problemi economici, pare che Rubens avesse già siglato un accordo per correre il GP conclusivo di Abu Dhabi 2014 con la Caterham.

    MANUEL CASALI