Formula 1, Sauber: la vettura non fa progressi

Nel GP di Turchia la Sauber è tornata a punti grazie al 10° posto di Kamui Kobayashi, ma la monoposto non ha ancora fatto progressi: il punto iridato, infatti, è giunto solo grazie alle difficoltà degli altri piloti

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    Nel GP di Turchia, svoltosi domenica scorsa sul circuito di Istanbul, non c’è da registrare solo il ritorno al successo di Lewis Hamilton, in astinenza di vittorie dal GP di Singapore 2009, ma anche una gradita riapparizione in zona punti: quella della Sauber.

    Il team svizzero, tornato quest’anno nelle mani del suo fondatore Peter Sauber dopo 4 stagioni di partnership con la BMW, ha ottenuto il primo punto iridato grazie al 10° posto di Kamui Kobayashi, con Pedro De La Rosa giunto 11° a pochi decimi dal giapponese.

    Per la prima volta quest’anno, entrambe le vetture hanno raggiunto il traguardo.

    Ma come è arrivato questo 10° posto? Rivedendo la gara, la realtà dei fatti dice che l’ex terzo pilota Toyota è arrivato nella top 10 grazie ai ritiri altrui, vale a dire la tanto chiacchierata collisione tra Webber e Vettel che ha messo fuori causa il tedesco e, successivamente, la foratura di Vitaly Petrov, avvenuta in seguito al contatto con Fernando Alonso.

    Il nipponico è approdato in Q3 per la seconda volta dopo Barcellona, ma questo dato di fatto sta a significare che la vettura non è ancora competitiva.

    Ricordiamo che la scuderia di Hinwil ha avuto il merito di lanciare in Formula 1 grandi protagonisti come Nick Heidfeld, il dimenticato Kimi Raikkonen e Felipe Massa. Ma ora si ritrova a vivere questo momento delicato.

    A chi dare la colpa? Il problema principale è senz’altro l’affidabilità: prima della gara turca i due piloti avevano concluso un GP ciascuno, poichè spesso sono stati vittime di incidenti o rotture del propulsore Ferrari.

    Anche la scelta dei piloti fa discutere: Kobayashi ha poca esperienza, anche se evidentemente le due gare disputate la scorsa stagione con la Toyota in sostituzione di Timo Glock hanno fatto sì che si assicurasse un posto nella griglia 2010.

    L’ex test-driver McLaren è stato ingaggiato principalmente perchè porta denaro nelle casse del team, ma nella sua carriera non ha mai brillato, se si escludono le gare corse al posto di Montoya nel 2006 sempre con la scuderia di Woking, non corre titolare dal 2002 e ha 39 anni.

    Un punto è già un passo avanti, ma la Sauber non è ancora uscita dal tunnel: l’augurio è che questo sia il segnale per scacciare la crisi, poichè ritengo che ci siano squadre con vetture molto più lente con le quali non merita di lottare (mi riferisco in particolare alle new-entry Lotus, Virgin e HRT).

    Ai componenti della squadra, quindi, non resta che lavorare sodo.