Formula 1, Schumacher: i problemi al microscopio

Formula 1: Michael Schumacher non riesce ad andare forte come prima del ritiro

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    Sono due i problemi principali che sta incontrando Michael Schumacher in questo avvio di stagione 2010. Ad elencarli sono personalità di grande prestigio come il presidente della FIA Jean Todt e di grande caratura tecnica come il responsabile Bridgestone Hirohide Hamashima. Il primo scoglio del tedesco è anche il più noto, il più evidente: riguarda l’età e la lontananza dal mondo delle competizioni per 3 lunghi anni. E’ difficile adesso pensare che lui possa ripetere le gesta passate. Il secondo ha a che fare con gli pneumatici che sono molto diversi per mescola e concezione con quelli utilizzati fino al 2006.

    JEAN TODT. Secondo il presidente della FIA, grande amico di Schumacher, ci vorrà ancora del tempo prima di capire se il sette volte iridato potrà ancora dire la sua ai massimi livelli della Formula 1. Dopo diverse settimane in silenzio, Jean Todt vuol dire la sua cercando di dare una versione positivista del ritorno dell’ex-ferrarista:“Soltanto per la sua presenza e’ aumentato il numero di spettatori sui circuiti. L’interesse per il campionato e’ cresciuto considerevolmente - ha ammesso – Per quanto riguarda i suoi risultati, credo sia ancora presto per giudicarli. Non possiamo scordarci che e’ tornato dopo un lungo periodo di inattività”. Il francese si è detto contento del ritorno in Formula 1 anche per un altra ragione:“Non e’ un segreto che io e Michael siamo amici, quindi preferisco vederlo al volante di una vettura di F1 piuttosto che su una motocicletta, che e’ molto piu’ pericolosa”. Secondo Todt ci sarà da attendere ancora diverse gare prima di dare un giudizio definitivo. Addirittura fino al termine del 2010. Dello stesso avviso lo storico manager Willi Weber:“Credo che entro il 2011 Michael tornera’ davanti”. Molti osservatori, invece, si aspettano da Schumacher una prova convincente proprio a Barcellona, circuito che conosce benissimo. O, al più tardi, nella storica Montecarlo, luogo dove il talento non va mai in vacanza…

    BRIDGESTONE. Chi lo conosce veramente molto bene come Todt e Weber dà per certo che si tratti sostanzialmente di una questione di adattamento e di tempo. Non di capacità che sono venute a mancare. Chi prova a spiegare meglio come sia possibile che un campione perda il tocco magico pur essendo ancora in splendida forma fisica è il rappresentante della Bridgestone Hirohide Hamashima. Secondo il giapponese, il problema principale del fenomeno di Kerpen sono gli pneumatici:“Le gomme del 2006 sono state sviluppate soprattutto da Schumacher. Le gomme anteriori piu’ piccole di quest’anno non favoriscono il suo stile”.

    MICHAEL SCHUMACHER. Motivatissimo ad uscire dalla crisi, Schumacher ha passato molti giorni nella fabbrica di Brackley in Inghilterra per lavorare sulla vettura. L’occasione è stata sfruttata anche per compiere più di 100 km al volante della sua Mercedes per alcuni eventi pubblicitari a Rockingham nel Northamptonshire. Commentando gli sviluppi che saranno portati in pista a Barcellona, Ross Brawn ha detto:“Non vediamo l’ora di valutare l’impatto sul nostro ritmo gara, anche se siamo coscienti che questo e’ soltanto il primo passo per migliorare la nostra competitività”.