Formula 1: Schumacher prende tre schiaffoni

Michael Schumacher non fa più paura

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    Michael Schumacher con pochi amici nel 2010. Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Mark Webber danno il bentornato a modo loro al sette volte iridato. Con 3 ceffoni dialettici, se così si possono definire. E pensare che mentre il tedesco della Mercedes vinceva il suo primo titolo mondiale nel lontano 1994, due di loro andavano ancora alle scuole elementari e se lo guardavano in televisione sognando un giorno di poterlo imitare. Ora, spavaldi, lo snobbano alla grandissima. Come se fosse uno dei tanti. Come se, con quarantuno primavere sulle spalle, il cannibale fosse diventato vegetariano…

    MARK WEBBER. Partiamo dal più anziano dei tre. Secondo Mark Webber, la stagione che sta per cominciare sarà molto difficile per Michael Schumacher:“Per lui andra’ tutto bene, ma io non ho mai assistito ad un rientro fenomenale – dichiara non senza ironia al Daily Telegraph – Chi ha mai avuto una seconda carriera migliore della prima?”. Secondo l’australiano, comunque, la monoposto moderne sono più facili da gestire. Questo spiega perché anche molti giovani se la cavano senza problemi. Il dodicenne-inside che risponde al nome di Michael Schumacher non è uno di questi? So, where is the problem…

    SEBASTIAN VETTEL. Michael Schumacher fa parlare di sé più d’ogni altro personaggio. Oggi come ieri. Oggi diversamente da ieri è il trattamento riservatogli da Sebastian Vettel che si è straordinariamente trovato a dover considerare come un rivale quello che considerava solo un’icona. “E’ come tutti gli altri – ha minimizzato il giovane pilota Red Bull Per me qualsiasi pilota in pista è un avversario, a prescindere dal nome e dalla nazionalità”.

    LEWIS HAMILTON. Last but not least, Lewis Hamilton, il pilota McLaren mette in cima alla lista degli avversari più temibili Fernando Alonso e considera Schumi non più il migliore. Perlomeno, il campione del mondo 2008, non dimentica il blasone dell’ex ferrarista:“Per i giovani piloti è qualcosa di particolare, una sfida, perché nessuno pensava più che ci si potesse misurare con lui in gara. Dal punto di vista statistico è il migliore e questo è indiscutibile. Ma - Hamilton si allinea a Vettel nel non denotare alcun timore reverenziale – quando uno si infila il casco e si è in corsa sapere come si chiamano gli avversari è assolutamente indifferente”.

    MICHAEL SCHUMACHER. Il pilota Mercedes cosa dice? Fa finta di nulla e, a differenza dei suoi rivali, guarda solo in casa propria:“Continuo a ripetere che sarà difficile arrivare subito alla vittoria, ma la cosa fondamentale sarà non perdere mai il contatto con i migliori, perché la stagione è lunga e i conti si faranno solo alla fine”, un messaggio, un avvertimento. Nessuno sa meglio di lui cosa voglia dire lottare per il titolo. 7 mondiali vinti e 4 persi all’ultima gara fanno in totale 11 stagioni costantemente al vertice. Questi sì che sono numeri pesanti. “Sono pronto a lottare per il titolo, sento di poter dire la mia”, da uno che non ha mai fatto niente di diverso in tutta la carriera se si esclude le stagioni 1992, 1993, 1996 e 2005, cosa ci si può aspettare?. “Se vincerò è un’altra questione, non si può mai dire prima nello sport - ha concluso Schumacher – Ma tutta la squadra è convinta di poter accettare questa sfida, sono tutti estremamente motivati, come lo sono io”.

    Foto: www.gpupdate.net