Formula 1 senza gomme: Bridgestone lascia

Bridgestone lascia la Formula 1

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    La prossima stagione sarà l’ultima della Bridgestone in Formula 1. Proseguendo l’andazzo delle case automobilistiche giapponesi che stanno più o meno drasticamente disinvestendo nella massima serie motoristica, anche il nipponico fornitore di pneumatici ha deciso di alzare bandiera bianca. Al suo posto si ipotizza Pirelli.

    FORMULA 1. Per il 2011 la Formula 1 dovrà trovarsi un altro fornitore di pneumatici poiché la Bridgestone ha deciso di ritirarsi non rinnovando il contratto che scadrà tra 12 mesi. Il debutto dei nipponici era stato nel 1997. Da allora hanno collezionato, prima in concorrenza con Good Year, poi con Michelin, passando per alcuni anni di monopolio, 156 vittorie, 10 titoli pilioti e 10 titoli costruttori.

    BRIDGESTONE F1. La decisione di allontanarsi dalla F1 è stata presa dai massimi dirigenti del colosso giapponese che hanno pensato di rigirare le proprie risorse sullo sviluppo di tecnologie innovative e prodotti strategici. Unico scontento è Hiroshi Yasukawa, direttore del reparto sportivo di Bridgestone:“Formula 1 è stata di importanza strategica per Bridgestone che ha potuto sviluppare le proprie tecnlogie, guadagnano grande popolarità. E’ stato un onore – ha proseguito Yasukawa – diventare fornitore unico della F1 per il triennio 2008-2010″.

    PIRELLI ?. Meno di un anno fa qualcuno provava a raccontare un piano, neanche troppo segreto, che avrebbe portato la Pirelli in Formula 1 (già fornitore unico della Superbike). Sapendo la solidità del gruppo Bridgestone e conoscendo la volontà della FIA di proseguire con il monogomma, sembrava impensabile un’operazione del genere. Con il ritiro dei giapponesi, però, il mosaico inizia a prendere forma. Chissà che quei beninformati non c’abbiano preso. Poco più di un mese fa, Francesco Gori, A.D. Pirelli, si era mostrato freddo riguardo ad un interesse alla F1:“Non con questi regolamenti che impongono l’utilizzo di pneumatici con misure che non hanno alcun rapporto con le auto stradali prodotte oggi. Insomma ci sembrerebbe uno spreco di risorse. Se un domani cambiassero i regolamenti chissà”, aveva dichiarato su Quattroruote. In F1, però, si sa che basta poco per cambiare idea.