Formula 1, Todt: senza taglio dei costi molti team spariranno

Formula 1: Jean Todt, presidente della FIA, lancia l'allarme

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    Jean Todt, arrivato a Monza per seguire il Gran Premio d’Italia di Formula 1 2012, si è presentato davanti ai giornalisti usando toni allarmistici sullo stato di salute della massima categoria motoristica mondiale:“Il mio obiettivo è raggiungere una riduzione dei costi del 30% in tre anni. Diversamente, molte scuderie saranno costrette ad abbandonare. Non resterà più che una manciata di team”. Uno degli elementi sui quali punta molto il francese è la scrittura di nuove regole che limitino l’attuale estremizzazione degli studi sull’aerodinamica e l’introduzione dei nuovi motori V6 turbo dal 2014. Questa nuova sfida tecnologica, infatti, potrebbe rappresentare uno stimolo all’ingresso in Formula 1 per nuovi soggetti come Audi, Toyota o Volkswagen.

    Jean Todt: “Pari opportunità per tutti”

    Attualmente, solo chi ha grandi disponibilità economiche può sperare di ben figurare in Formula 1. I soldi non sempre bastano da soli per vincere, ma sono necessari per stare al di sopra di un certo livello di decenza. Il presidente della FIA vuole rottamare questo concetto:“Tutti in F1 meritano di avere le stesse opportunità”, ha affermato Jean Todt. Il francese ha poi ammesso di credere molto nella rivoluzione regolamentare del 2014:“Il regolamento che entrerà in vigore dal 2014 abbinato all’introduzione di nuovi motori turbo sono un passo in avanti in questa direzione. Inoltre, spero di convincere qualche altro motorista come Audi, Toyota o Porsche ad unirsi al gruppo”.

    Mercedes: i motoristi saranno avvantaggiati dal 2014

    Sono solo Mercedes, Ferrari e Renault, al momento, le case costruttrici di motori per la Formula 1 2014. Di queste, solo due hanno sono proprietarie di un loro team. Secondo Ross Brawn, ciò rappresenta un grosso vantaggio in termini competitivi:“Sono entusiasta del nuovo regolamento sui motori che può essere un punto di svolta per la F1 – ha dichiarato – La Mercedes avrà probabilmente due clienti che avranno pari trattamento con i motori che usiamo nel team ufficiale ma è innegabile che i maggiori vantaggi saranno per noi che quei propulsori abbiano progettato partendo dalle nostre esigenze”. Perché questa precisazione? La risposta è illuminante su come si stia muovendo la Mercedes sul fronte del mercato piloti:“Penso che un top driver che vuole vincere debba fare questo ragionamento”. Se questo non è un messaggio diretto per Lewis Hamilton… cos’altro può significare?