Formula 1: torna il GP di Francia e pure la Finlandia si candida

Formula 1: nuovi circuiti in arrivo nel calendario. Il primo già dal 2018 è il Paul Ricard per il GP di Francia. Seguirà poi la Finlandia o gli USA?

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    Il Gran Premio di Francia torna nel calendario della Formula 1 a partire dal 2018. La notizia era già stata data per certa alla fine dello scorso anno. Ora c’è la firma con tanto di presentazione ufficiale avvenuta oggi al circuito Paul Ricard a Le Castellet. All’evento hanno partecipato Christian Estrosi, presidente della PACA (regione che comprende Provenza, Alpi e Costa Azzurra), Eric Boullier della McLaren e Nicolas Prost, figlio di Alain, attualmente impegnato in Formula E. La notizia piace ai nostalgici che vogliono più gare nel Vecchio Continente. Costoro apprenderanno con soddisfazione che anche la Finlandia sta lavorando ad un Gran Premio tutto suo proprio mentre gli americani di Liberty Media puntano ad aumentare il numero di gare negli Stati Uniti. Alla fine, probabilmente, i primi ad uscire dal calendario saranno alcuni eventi asiatici che non hanno mai raggiunto livelli di interesse sufficienti nella popolazione locale.

    F1, GP di Finlandia: c’è il progetto

    Juhani Pakari, presidente della Federazione automobilista della Finlandia, sta lavorando al primo Gran Premio di Formula 1 della storia del Paese scandinavo. “Stiamo analizzando le possibilità di ospitare una gara del campionato mondiale di Formula 1, ha confermato in un’intervista ai connazionali dell’Ilta Sanomat. A Nord-est di Hensinki è in costruzione un circuito denominato Kymi Ring che ospiterà la MotoGP dal 2018.

    F1: i nuovi padroni puntano agli USA

    In linea con il ritorno del GP di Francia, secondo molti autorevoli addetti ai lavoratori, la Formula 1 deve tornare ad avere tante gare in Europa per ritrovare il vecchio fascino. Secondo Zak Brown, nuovo boss della McLaren, invece, è giusta la scelta annunciata da Liberty Media di aumentare la penetrazione nel mercato nordamericano:“Serve almeno un’altra gara negli USA – ha spiegato a motorsport.com – dopo il GP di Austin e la Haas, adesso credo che arriverà un pilota americano. Dobbiamo però stare attenti a non credere che la F1 debba diventare uno sport americano ma dobbiamo farla avvicinare a quel pubblico dato che può dare molto al nostro sport e rappresenta un mercato in salute con tanta gente e tante televisioni”. Di parere leggermente diverso è Toto Wolff che non vede di buon occhio l’eccessiva spettacolarizzazione:“L’idea di avere 21 gare come 21 Super Bowl non significa che saranno davvero spettacoli di quel livello. La Formula 1, poi, è uno sport che funziona ancora molto bene. Capisco, comunque, chi dice che devono aumentare le iniziative collaterali alle gare”.