Formula 1: Toyota, addio immediato

La Toyota si ritira dalla Formula 1 con effetto immediato

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    La Formula 1 perde un altro pezzo. Un pezzo da novanta: la Toyota si ritira con effetto immediato. Il team con sede a Colonia segue il trend nipponico iniziato dalla Honda nel 2008 e proseguito recentemente dal gommisti della Bridgestone. Ricordiamo che il 2009 è stato anche l’ultimo anno della BMW.

    TOYOTA F1. Erano quelli che spendevano di più. Si lasci stare, almeno in questo momento, che i risultati non arrivavano. Viste le energie profuse, si credeva che – grazie alle limitazioni di budget e spesa – avrebbero confermato l’impegno anche nel 2010. Invece no. La Toyota lascia causa crisi economica. Le dichiarazioni del caso, le conosciamo bene:“Le risorse a disposizione sono insufficienti per assicurare un team competitivo. La crisi che attraversa il settore dell’auto impone che siano prese delle severe iniziative. Faremo del nostro meglio per trovare una soluzione per tutti i lavoratori”, si legge nel comunicato ufficiale del gruppo firmato dal numero 1 Akio Toyoda.

    JARNO TRULLI. Due piloti in più senza squadra: Jarno Trulli e Timo Glock. Diciamo 3 se buttiamo nella mischia l’ottimo Kamui Kobayashi. A pensarci ora, che l’italiano già sapesse era ovvio. Le dichiarazioni in merito al proprio futuro, infatti, erano ben più sibilline di quanto un atteggiamento precauzionale non consigliasse. Per fortuna di questi nuovi disoccupati, ci sono tanti team in cerca di pilota. Lo stesso non si può dire per le centinaia di operai della fabbrica di Colonia, per i quali si preannuncia un inverno molto freddo.

    FORMULA 1. Toyota come Honda, Bridgestone e BMW. Grandi colossi che scappano da una Formula 1 che deve fare i conti con la crisi economica e che, evidentemente, non riesce a convincere nonostante la voglia matta di tagliare i costi. Sì è sempre detto che sono stati i grandi marchi, cresciuti come funghi nel terzo millennio, ad uccidere la Formula 1 degli uomini, dei costruttori, delle vere anime di questo sport. Speriamo, allora, che questa ritirata serva a qualcosa. Ritirata che viene proprio nell’anno in cui si laurea campione del mondo un uomo di nome Ross Brawn. Lo stesso Ross Brawn che, ironia della sorte, ha preso l’eredità della Honda. Se non è segno di una svolta epocale questo…