Giancarlo Fisichella: il Poker e la Formula 1

Giancarlo Fisichella racconta una delle sue passioni: il poker Texas Hold'em al quale gioca durante i weekend di gara con alcuni dei suoi più cari amici tra i piloti della Formula 1 come Fernando Alonso e Robery Kubica

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    IL POKER HOLD’EM

    Pilota di professione, pokerista per passione: 35 anni, oltre 200 GP alle spalle, Giancarlo Fisichella negli ultimi tempi è diventato uno dei protagonisti della nuova mania che si è diffusa nel paddock, quella del poker texano. Le riunioni attorno al tavolo verde sono ormai divenute a cadenza settimanale, e coinvolgono un cospicuo numero di addetti ai lavori, non solo piloti.

    IL CIRCOLO. In un’intervista alla Gazzetta dello sport, Fisico parla della nuova mania dei piloti, e del fatto che a lanciarla nell’ambiente è stato proprio lui, coadiuvato da Kubica. “Nei giorni precedenti ai Gp capita spesso di avere dei tempi morti tra le varie sessioni di test e di qualifica.”, spiega il pilota romano. “Tutto è cominciato in uno dei primi Gp della stagione (2008,ndr), quando Robert (Kubica,ndr), Liuzzi ed io ci siamo seduti attorno ad un tavolo e abbiamo iniziato a giocare. E da lì, è stato il boom. L’interesse è cresciuto a tal punto che negli ultimi GP abbiamo dovuto addirittura istituire una lista di attesa per le troppe richieste.” Giancarlo parla di un gruppo esteso, del quale fanno parte Alonso, Barrichello e Rosberg. Fisichella ci tiene a sottolineare che non si gioca per soldi, ma per passione. “Al tavolo verde per fortuna, non è come in gara: chiunque può vincere!” ha commentato il pilota romano, non escludendo la possibilità un giorno di partecipare a qualche tappa dello European Poker Tour.

    ORGANIZZATI AL MEGLIO. Il pilota romano ha poi raccontato di come si siano organizzati, al fine di poter portare in viaggio intorno al mondo questa passione. “Ci siamo dotati di un tavolo professionale da Texas Hold’em, che ci segue in tutte le tappe del mondiale.” Infatti un tavolo verde ha iniziato a girare insieme alle vetture e ai pezzi di ricambio, all’interno degli autoarticolati della Force India.

    IL TEXAS HOLD’EM. E’ una variante del poker tradizionale, quello caraibico (nel quale vengono puntati soldi reali). Il meccanismo è alquanto semplice: le regole sui punteggi sono le stesse del poker caraibico, ma nell’ Hold’Em si puntano soldi non veri. Al contrario del Poker caraibico, si gioca con un mazzo di carte completo (52, ndr). Si stabilisce il numero dei partecipanti (di solito un massimo 6) e un montepremi in denaro reale (ogni partecipante deve sborsare una quota di iscrizione prestabilita). Poi viene assegnata a ciascun partecipante la medesima somma in fish, e quindi tutti i concorrenti partono dalla stessa quota. Si gioca ad una variante del Poker caraibico, chiamata “Teresina”, e in particolar modo alla “Teresina a 2 carte coperte” (2 a ciascun concorrente), e 5 carte scoperte, poste al centro del banco, che sono in comune (vengono abbinate alle due carte che ciascun concorrente ha in mano, per ottenere il punteggio più alto). In una mano qualsiasi, ciascun giocatore vede le sue carte, per poi eventualmente puntare. Dunque il banco inizia a scoprire le 5 carte in comune. A questo punto ciascun concorrente sa il punto che ha ottenuto abbinando le proprie carte alle 5 in comune. Vince la mano il concorrente con il punteggio più alto. Quando un concorrente termina le proprie fishes, viene eliminato. Vince il montepremi in denaro reale il concorrente che elimina tutti gli altri.