Gli scarichi si “vedono” in galleria del vento con il laser

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    F1, Gran Premio della Cina   Il venerdi prima della gara

    Sembra siano rimasti l’unica variabile in grado di incidere in maniera determinante, gomme escluse. A Barcellona, durante i test invernali, il carico aerodinamico recuperato rispetto al 2011 si diceva fosse del 30%. Stiamo parlando degli scarichi, radicalmente rivisti dopo la messa al bando del sistema di blown diffuser e il posizionamento “obbligato”.

    Eppure, se per l’aerodinamica tradizionalmente si può lavorare in galleria del vento per valutare i riscontri delle varie modifiche, fino a poco tempo fa, non esisteva una simile possibilità per valutare l’impatto dei gas di scarico sull’aerodinamica del retrotreno. Adesso, qualcosa sta cambiando.

    Alla fluidodinamica computazionale (Cfd) si è affiancato un nuovo sistema che sfrutta un laser per “vedere” i flussi di aria calda dagli scarichi e il modo in cui interagiscono con le turbolenze generate dalle ruote posteriori e con l’aria che, dalle pance, attraverso la zona a Coca Cola, va sul diffusore. L’attività di test in pista è stata sempre fondamentale per confrontare i riscontri della galleria del vento, adesso sembra ci si possa avvicinare al responso della pista con un quadro ancor più chiaro di quanto non fosse prima.

    Da quanto emerge ci sarebbero dei team che si sono spinti molto in avanti in questo settore, sfruttando una nuova metodologia e tecnologia per valutare l’impatto che lo spostamento di pochi millimetri degli scarichi ha sul carico aerodinamico generato al retrotreno.

    Ma veniamo al nuovo sistema di indagine. Oltre al tradizionale modellino in scala, in galleria del vento si è riprodotto il sistema degli scarichi che soffiano aria calda. Questo flusso è regolabile, quindi simula le fasi di tiro e rilascio del gas, oltre a essere visibile sotto forma di fumo. Il completamento del sistema si ha con un raggio laser mobile, che riesce a intercettare il flusso che fuoriesce dagli scarichi e permette di studiare dove va a direzionarsi.

    La Ferrari ha sperimentato pressoché tutte le strade percorribili nel settore posizionamento scarichi. Alle soluzioni originarie con soffiaggio verso l’esterno si sono affiancate e, adesso, sembra siano consolidate, le opzioni con un soffiaggio verso l’interno, nello specifico sul supporto inferiore dell’ala posteriore. Minori benefici ma anche minore incidenza negativa sul sistema complessivo. Sauber e Red Bull, invece, sono state tra le prime a indirizzarsi verso un posizionamento degli scarichi che puntasse a sfruttare, invece, l’effetto Coanda. Cosa significa? I gas di scarico, in quanto fluidi, tendono a seguire il contorno delle superficie sulla quale sono indirizzati, a patto però che la curvatura di questa stessa superficie non abbia un angolo eccessivo. Quindi, il posizionamento degli scarichi orientati per scorrere lungo la carrozzeria del retrotreno vuole incanalare gli stessi verso il fondo piatto per provare a ricreare l’effetto del sistema visto nel 2011.

    Come si può ben capire gli spazi per evoluzioni in quest’area sono tanti e tutt’altro che semplici da ottenere. Certo è, che l’utilizzo di questo nuovo sistema per indagare le interazioni tra gas di scarico e aerodinamica della vettura in galleria del vento potrebbe aiutare notevolmente chi lo avrà a disposizione per gli sviluppi futuri.