Gp Abu Dhabi F1 2013: il Processo al Gran Premio [FOTO]

Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio di Abu Dhabi 2013 di Formula 1

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    Appassionati di motori, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio di Abu Dhabi 2013 di Formula 1. 3 casi anche stavolta sul piatto. Il primo riguarda il convulso rapporto tra Kimi Raikkonen e la Lotus: ha ragione il finlandese a tirarsela così? Il secondo chiama in causa la Ferrari: al peggio non c’è mai fine e ora Alonso esulta per un 5° posto! Ma scherziamo? Il terzo batte sulla spalla di Mark Webber: possibile che non riesca proprio mai mai mai a trovarsi nelle condizioni di vincere una gara quest’anno?

    CASO 1: Raikkonen, giusto o sbagliato?

    ACCUSA. Raikkonen minaccia di non prendere parte agli ultimi due GP dell’anno. Arriva ad Abu Dhabi in clamoroso ritardo e salta tutti gli appuntamenti promozionali in programma con la Lotus. In gara, poi, si ferma dopo poche curve ma lì, ammettiamolo, non ha tantissime colpe. Vi sembra un comportamento da pilota vero o da fighetto viziato? I grandi campioni corrono anche gratis! Solo per il gusto di farlo. O no? Con queste premesse, siamo sicuri che la Ferrari abbia fatto un affarone?

    DIFESA. “Mi hanno pagato zero euro da inizio anno e ora si lamentano anche?”, è questa la frase – detta da Raikkonen in un momento di verità – che sintetizza tutto. Kimi ha corso praticamente a gratis per tutto l’anno! Come non capire che ora ne abbia le tasche piene? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’episodio di una settimana fa in India quando il team si è permesso pure di arrabbiarsi contro di lui per il comportamento avuto in gara nei confronti del compagno Grosjean. Dell’episodio non abbiamo parlato a suo tempo. Lo facciamo brevemente adesso ricordando che Iceman si è trovato in quella situazione di difficoltà perché il team ha tentato, follemente, di farlo arrivare in fondo al GP con una gomma finita…

    CASO 2: Ferrari mai così male

    ACCUSA. La Ferrari perde in India il confronto con la Mercedes per il secondo posto in classifica costruttori. Ad Abu Dhabi fa di nuovo peggio concludendo solo quinta con Alonso. E ha pure di che festeggiare? A parte che puntare ad arrivare secondi è quanto di più squallido si possa vedere per un team che aveva ben altre ambizioni. Inoltre, perdere la piazza d’onore con prestazioni domenica dopo domenica in caduta libera è da ricovero per tutti i poveri tifosi italiani che si piazzano – più o meno speranzosi – davanti alle Tv. Non c’è proprio limite al peggio. Ma alla decenza?

    DIFESA. Nello sport si vince o si perde. Si deve accettare il verdetto del campo. O della pista. Fate voi. La Ferrari ha sbagliato sviluppo. E su questo non ci piove. Ha perso il vantaggio che aveva sui rivali. Etc. Etc. Il punto è, però, un altro: Anche ad Abu Dhabi sono arrivate nuove componenti. Il Presidente Montezemolo ha chiesto di non mollare ed il team non l’ha fatto. Se poi la Mercedes è stata più brava. Tanto di cappello. Più brava per modo di dire visto che, tempi sul giro alla mano, Alonso poteva comunque competere anche con Rosberg. Se di sfida vera si tratta: i conti vanno fatti alla fine.

    CASO 3: Webber, almeno l’orgoglio…

    ACCUSA. E’ lontano secoli e secoli quel Gran Premio di Malesia di quest’anno nel quale Webber sembrava avere lo stesso passo di Vettel ed il tedesco riuscì a vincere solo non rispettando gli ordini di scuderia. E’ lontano ere geologiche quel 2010 nel quale arrivò all’ultima gara ancora in lotta per il titolo mondiale. Quest’anno ha collezionato 0 vittorie. Lo scorso 2. Nel 2011, solo 1. Vettel, invece, intanto, viaggia su un altro pianeta facendo credere che i meriti siano tutti di Adrian Newey. Qualcosa non torna. Mark Webber si sta completamente ridicolizzando. Ieri, in occasione del Gran Premio di Abu Dhabi. c’ha messo un altro carico da 90. Partenza in pole e poi già terzo alla prima curva è un altro pezzo del suo repertorio. Si ritira tra due GP? Bene, non ne sentiremo la mancanza!

    DIFESA. Le doti di Webber non si discutono. Confrontare un pilota normale, un buon pilota, con un marziano venuto dall’iperspazio come Sebastian Vettel è semplicemente da vigliacchi. Il fatto che il pacchetto Vettel-Red Bull viaggi a velocità inarrivabili per gli altri è un dato di fatto che va al di là dei meriti e delle doti dei singoli. Su Webber non ha certo senso infierire. Basta la sua frustrazione come pena.