GP Abu Dhabi F1 2014, anteprima: il doppio punteggio e le finte chance di Rosberg

La sfida Hamilton-Rosberg catalizzerà l'attenzione nel Gran premio di Abu Dhabi

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    GP Abu Dhabi F1 2013   La Gara

    Sarà l’ultimo giorno di scuola, il rompete le righe del mondiale di Formula 1. Sarà, anche, la gara decisiva per l’assegnazione del titolo mondiale, il Gran premio di Abu Dhabi 2014. Certo, gli organizzatori speravano in un finale un po’ meno scontato, dopo aver pagato diritti ben superiori a qualunque altro appuntamento in calendario, con la follia di un doppio punteggio che tenesse artificialmente in vita il campionato fino a Yas Marina. L’obiettivo è stato raggiunto, ma è utopia credere realmente che i valori di forza possano essere modificati ad Abu Dhabi. L’imponderabile è dietro l’angolo, verissimo. Ma dovrà assumere i contorni di un incidente o un guasto meccanico, non essendoci nemmeno la variabile pioggia a poter intervenire e modificare un finale già scritto. Per seguire la gara LIVE in diretta web, BASTA CLICCARE QUI!

    Il film della gara 2013

    Già scritto e raccontato con le parole della forza in pista, perché Hamilton è semplicemente stato superiore a Rosberg. Sempre. Adesso a Lewis basterebbe controllare, puntare a un secondo posto senza rischi, ma sarebbe il peggiore degli approcci possibili. C’è il precedente di Schumacher a Suzuka nel 2003, iridato con il risultato minimo necessario, ma non a caso è uno dei campionati che si “ricordaNO meno” tra le perle del tedesco.

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    Ecco, Gino deve stampare un week end perfetto, uno dei suoi, perché ha in canna il colpo per dominare la gara e festeggiare dal gradino più alto del podio.

    A fare da contorno ci sarà Vettel, maestro di Yas Marina – tre vittorie in cinque edizioni – in cerca di un ultimo acuto, un podio forse. Ci sarà Ricciardo, voglioso di tornare davanti dopo un gran premio da dimenticare a Interlagos. Ci saranno le immancabili Williams. Tutti comprimari che è facile credere resteranno al di fuori dalla battaglia a due, Hamilton-Rosberg. In Ferrari, poi, un aiuto potrebbe arrivare dalle gomme più morbide della gamma Pirelli, per ritrovare ancora un buon Raikkonen e un Alonso al passo d’addio: un risultato migliore del Brasile è auspicabile, ma quanto la F14 T riuscirà a tenere il passo degli altri lo scopriremo solo al venerdì.

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    Il giro di pista

    Un anteriore preciso come una lama, tantissima trazione e un buon motore per spingere sul dritto, senza dover scaricare le ali per staccare gli oltre 320 km/h. In estrema sintesi è quel che serve per andare forte ad Abu Dhabi, con il giro che inizia con un breve rettilineo che porta alla prima staccata, da terza marcia. Poi di nuovo in pieno, sulla velocissima S prima della chicane, punto nel quale portare dentro velocità ed essere agili. Non c’è il tempo di mettere le ruote dritte che arriva il tornantino da prima marcia, in uscita dal quale scaricare tutto il cambio, fino all’ottava marcia, per velocità che quest’anno saranno prossime ai 330 km/h. E’ il primo punto da Drs, ma come visto in passato, può essere più utile sfruttare l’ala mobile per avvicinare chi segue e attaccare nel secondo dritto (sempre da Drs) immediatamente successivo, con una variante a intervallare i due tratti.

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    In fondo, altra violenta frenata, con una S da disegnare pensando alla successiva sinistra in contropendenza. Sono i cambi di direzione nei quali la precisione dell’anteriore e un telaio agile fanno la differenza. In uscita si va verso il settore più guidato, con la prima sinistra a 90 gradi alla quale segue il velocissimo curvone da fare in pieno, prima di una staccata anche qui decisa, con macchina ancora in piega. Si passa intorno (e sotto) l’hotel, con tre curve ad angolo retto in sequenza: la prima a destra, poi due a sinistra. L’uscita è da pelo al muretto, dove Webber toccò nel 2010. Ci si lancia nelle curve conclusive, ancora due destra piuttosto chiuse, che riportano sul rettilineo di partenza.

    Fabiano Polimeni