GP Abu Dhabi F1 2014: il Processo al Gran Premio [FOTO]

Formula 1: processo al Gran Premio di Abu Dhabi 2014

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    F1 Gran Premio Abu Dhabi 2014   La gara

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio di Abu Dhabi 2014. Due i temi sul piatto della bilancia dopo la gara di Yas Marina che rappresenta anche l’occasione per fare un bilancio dell’intera annata. Innanzitutto ci chiediamo se questo campionato sia stato vinto veramente da Lewis Hamilton o dai problemi tecnici della Mercedes che hanno afflitto entrambi i piloti ma con diversi pesi. In secondo luogo vogliamo approfondire le voci di un possibile siluramento prematuro di Mattiacci da parte dei nuovi capi della Ferrari. Nel caso ci sia del vero, fanno bene o fanno male a liberarsi anche dell’ultimo arrivato?

    CASO 1: Mercedes ha “scelto” quale pilota far vincere?

    ACCUSA. Dal Gran Premio del Belgio in poi, è sembrato che il team si sia schierato tutto con Lewis Hamilton. Lo dimostra anche il fatto che le sfighe “vere” sono capitate solo a Rosberg. Per quale motivo è difficile da capire. Forse temevano che l’anglocaraibico alzasse i tacchi. Non lo volevano perdere. Forse, per convincerlo ad accettare la sfida Mercedes a fine 2012 gli avevano promesso un diritto di prelazione sulla vittoria del campionato? Forse dovevano farsi perdonare i due ritiri di inizio stagione? Fatto sta che Nico si è trovato azzoppato nei momenti più importanti (circuito di Yas Marina compreso). In tal senso, non essere neppure riuscito a partire nel GP di Singapore va visto come un macigno insopportabile dal punto di vista psicologico.

    DIFESA. A vedere tutti i problemi di affidabilità della Mercedes si finisce con il sottolineare che i due piloti se la sono comunque giocata alla pari. Lewis ha sofferto molto più di Nico nelle qualifiche. Forse il tedesco ne ha avuto qualcuno in più in prossimità del rush finale ma la superiorità in gara è stata nettamente a favore di chi ha poi vinto il campionato. Ad Abu Dhabi Rosberg meritava di chiudere almeno al secondo posto solo per avere un distacco di punti in classifica che rispecchiasse più fedelmente l’andamento del campionato. Tutto qua.

    CASO 2: Mattiacci, quali colpe?

    ACCUSA. Prendere una squadra che naviga ai piedi del podio e chiudere la stagione 2014 di F1 come sesta forza in pista dietro a Mercedes, Williams, Red Bull, McLaren e Force India è un dato di fatto della gestione Mattiacci! Aver regalato alla concorrenza un fenomeno come Fernando Alonso è un altro punto dal quale non ci si può muovere. Alonso andava coccolato e recuperato, non spedito fuori a calci nel sedere. Evidentemente Marchionne ha fatto i suoi conti ed ha pensato bene, prima che fosse troppo tardi, di mettere subito mano all’organizzazione del team partendo dalla testa. Non c’è da stupirsi di nulla. Arrivabene è un manager che mastica F1 da un quarto di secolo e che dallo stesso tempo ha strettissimi rapporti con la Ferrari di cui è sempre stato grande tifoso. Ci può stare.

    DIFESA. C’è dell’altro: Arrivabene è anche un grande “amico” della famiglia Agnelli. E’ stato a dare un lavoro ad Andrea Agnelli in Philipp Morris dove ricopre il ruolo di vicepresidente per poi ritrovarsi nel consiglio d’amministrazione della Juvenuts. Il tutto mentre Marchionne sguazza già nel cda della stessa Philipp Morris. Qui i meriti o i demeriti di Mattiacci non c’entrano. Anche perché il manager romano comincerà a riscuotere i frutti del proprio lavoro a 2015 inoltrato se non nel 2016. La scelta di mandarlo a casa è soprattutto politica, se così vogliamo chiamarla.

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    Nel 2010, per quale motivo Alonso anticipò la prima sosta ai box?