GP Abu Dhabi F1 2015, Ferrari rinata. Vettel: “Orgogliosi di noi stessi”

Ferrari chiude in crescita il mondiale di Formula 1. Il GP di Abu Dhabi 2015 vede Raikkonen a podio e Vettel quarto. Le parole dei piloti e l'analisi di Arrivabene.

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    Il GP di Abu Dhabi 2015 mette la parola fine alla stagione della rinascita Ferrari. Tre vittorie, una marea di podi, secondo posto nel Costruttori, terzi e quarti in quello Piloti e una monoposto in costante crescita, che chiude a Yas Marina accumulando meno di 20″ su 55 giri lunghi, tirati, senza regali. E’ il punto di partenza per costruire un 2016 che dovrà essere ancor più consistente, vedere la Rossa in lotta per i due titoli. Quello l’unico obiettivo che conta per un team come la Ferrari.

    Raikkonen sale sul podio, è l’80mo della carriera, tanti quanti Senna, chiude la stagione su livelli alti, lui per primo però dovrà cambiare passo il prossimo anno e garantire ben altra costanza di rendimento e velocità. Vettel rimonta con velocità e strategia, il muretto lavora bene e resta il rammarico per una qualifica buttata alle ortiche, errore senza il quale avremmo forse visto un altro gran premio, diversa pressione su Hamilton e, forse, una seconda posizione da giocarsi.

    Le parole dei protagonisti

    «Tutta la squadra quest’anno è andata molte volte sul podio, risalito la china, affrontando gradini che non sono stati facili. Abbiamo fatto secondi nel Costruttori, terzi e quarti nei piloti, complimenti a tutti, Mercedes ha meritato di vincere. Dieci e lode a tutta la squadra, lo penso davvero. Adesso siamo una squadra. Ognuno deve porsi degli obiettivi, noi non dobbiamo porci quello di essere secondi, ma ovviamente di essere davanti alla Mercedes: faremo di tutto per raggiungerlo, non è detto che ci riusciremo», analizza Maurizio Arrivabene, comandante che serviva per orientare un team privo di una guida come si è dimostrato saper essere il nuovo team principal.

    «La strada era in salita, questi ragazzi, gradino per gradino, si sono rimessi in piedi, non è solo una questione di piloti, ma anche di macchina, squadra, gente che sta a casa e lavora dalla mattina alla sera. L’anno prossimo sarà ancora più difficile, godiamoci questo per il momento».

    Un momento che sorride a Raikkonen. Fa confronti sul 2014, «abbiamo iniziato meglio questa stagione, ovviamente non è stata un’annata ideale. La velocità c’è sempre stata, qualche errore e problemi hanno portato a un risultato finale non molto positivo. Questo week end le cose sono filate lisce, la macchina guidabile, tutto bene: non siamo abbastanza veloci ancora per batterli», dice riferendosi chiaramente a Rosberg-Hamilton. Ancora hanno un vantaggio nelle fasi cruciali, riescono a spingere a fondo prima della Rossa, che invece sul ritmo è lì, copia i tempi sul long run di una gara, mancando ancora del guizzo immediato, ad esempio appena partiti.

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    «L’anno prossimo sarà una nuova sfida con una nuova macchina, partiremo tutti da zero e qualunque cosa avremo fatto oggi non conterà nulla. La macchina in questo week end è stata guidabile, un piccolo problema al pit-stop ci ha rallentato. Dobbiamo fare cose simili a quelle fatte lo scorso inverno e quest’anno, migliorare costantemente in tutti i settori e seguire i piani stilati come team. Restare concentrati sulle nostre cose e sperare di essere forti ancora, noi faremo del nostro meglio, poi vedremo cosa faranno gli altri. Inutile discuterne ora», aggiunge Kimi.

    Quarto al traguardo, la rimonta che ci si aspettava concretizzata. Oggi da Sebastian Vettel non ci si poteva attendere di più: «Era il massimo che potessi fare oggi, sono molto soddisfatto, è l’ennesimo buon risultato per il team. Abbiamo confermato i pit-stop senza errori, ci sono margini di miglioramento in tutti i settori ed è quello che cercheremo di fare a partire da domani. Dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi per ora, siamo carichissimi per l’anno prossimo».

    Il 2016, obiettivo futuro da mettere a fuoco e centrare il bersaglio grosso. Come? «E’ piuttosto semplice, non da fare ma saperlo: ci sono state molte lezioni imparate quest’anno, siamo stati bravi ad avvicinarci, anche Kimi oggi lo è stato. La pausa ci darà la possibilità di migliorare ulteriormente, dobbiamo concentrarci su noi stessi, migliorare il motore, la macchina e anche io posso migliorare, speriamo di tornare ancora più forti nel 2016».

    Come per la Ferrari, il 2015 è stato quello della rinascita per un pilota reduce da un’annata difficile dopo i trionfi in serie con la Red Bull: «L’anno scorso è stato molto deludente per tanti versi, i risultati sono una cosa, e a volte ti portano a riflettere sulla carriera, è stata una stagione dura, non negativa com’è apparsa dall’esterno, ma tanti motivi l’hanno resa difficile e mi ha aiutato a riflettere e fare il passo successivo nella mia vita. Era chiaro che se c’era un team nel quale volevo correre in futuro quello era la Ferrari. C’è stato il tempismo giusto, voleva cambiare tante cose per portarla sulla giusta strada».