GP Abu Dhabi F1 2015: le Pagelle da 10 a 0

Formula 1 2015: pagelle dal Gran Premio di Abu Dhabi, scopri e commenta i migliori ed i peggiori a Yas Marina dopo la vittoria di Rosberg con la Mercedes

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio di Abu Dhabi 2015 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul tracciato di Yas Marina, troviamo al primo posto Nico Rosberg che ha ottenuto il successo con piano merito ed è riuscito persino a mandare in confusione il molleggiato Hamilton! Tra rabbia e disperazione per l’ennesimo successo che gli stava sfuggendo dalle mani, tenta persino di proporre al team una tattica letteralmente impossibile…

    Voto 10: Rosberg

    Speriamo solo che quel “segreto non raccontabile” che Rosberg dice di aver trovare per battere Hamilton non sia il ricevere un aiuto da parte del team. Crediamo di no. Certe cose si farebbe fatica a tenerle nascoste. E allora? Allora è davvero così forte? Distrugge il #44 sul giro secco, lo prende in giro sul passo gara e lo annichilisce dal punto di vista psicologico. Non credo molto alla teoria del relax: uno come Hamilton vuole vincere anche tirando a testa o croce.

    Voto 9: Perez

    Se non avesse una reputazione poco raccomandabile. Se non fosse già stato bocciato da Ferrari e McLaren. Se non avesse l’ardire di essere profeta in patria. Sì, saremo convinti di aver scoperto un nuovo fenomeno. Porta la Force India nei quartieri altissimi. La consolida quarta forza del campionato. Stravince il confronto con quel Nico Hulkenberg che, secondo alcuni, aveva il diritto di venire in Ferrari. Che secondo alcuni era un fenomeno vero anche perché ha vinto una 24h di Le Mans. E allora Checo cos’è?

    Voto 8: Button

    Te lo fa vedere Alonso cosa può fare uno dei piloti più forti della storia della F1 con questa McLaren. Vedi sotto. Button riesce a fare meglio. Ad Abu Dhabi ed in classifica generale. Di lui è piaciuta, stavolta, soprattutto la grinta con la quale ha provato a dare una lezione d’umiltà al tanto celebrato Max Verstappen. Con il vecchio zio Jenson, non si passa! A meno che tu non voglia tagliare la pista e prenderti una penalità. Da notare che la Toro Rosso gli rifilava più di 1” al giro…

    Voto 7: Vettel e Grosjean

    Stessa tattica ma con macchine diverse. Entrambi gestiscono le gomme, spingono all’occorrenza, si tengono lontano dai guai e massimizzano il risultato. Forse qualcosa in più merita il francese dato che guidare la Lotus non è come avere tra le mani una Ferrari.

    Voto 6: Raikkonen

    Terzo podio dell’anno: benissimo. Ma non dimentichiamoci che con un Vettel di mezzo, non sarebbe stata così facile. Quando è fuori dal traffico, evita di commettere errori. Quando non c’è un Seb tra le scatole che tira fuori qualche decimo dal taschino giro dopo giro, dà persino l’impressione di essere tornato agli antichi fasti. Macché. Ok per gli equilibri interni al team. Ok come seconda guida. Raikkonen dà l’impressione di essere un pilota vecchio stampo, della vecchia generazione, che fatica a tenere il passo di una F1 entrata ormai in una nuova era.

    Voto 5: Hamilton

    Lo dimostra il modo disperato in cui tenta di escogitare via radio con il team una tattica diversa pur di mettere in discussione la vittoria di Rosberg: non credo molto alla scusa del relax per giustificare le sue sconfitte. Non ci credo poiché in F1 si lavora per procedure. L’atteggiamento su come preparare la macchina nel weekend è sempre lo stesso. Non ce lo vedo un Hamilton - che punta in ogni momento a fare il figo – decidere di non impegnarsi apposta per far vincere il suo odiato amico-rivale. Oltretutto uno che non reputa nemmeno alla sua altezza o a quella di Alonso. A dirla tutta, manco Vettel gli sembra proprio proprio della sua stessa pasta. Bene, Lewis: ora si resetta tutto e dal 2016 meno chiacchiere e di nuovo Hammer Time, ok?

    Voto 4: Williams

    Bottas si giocava – con pochissime speranze peraltro – appena il quarto posto nel mondiale. Non solo a livello simbolico, però, sarebbe stato importantissimo ottenerlo. Il team gli combina l’ennesimo pasticcio al box estromettendolo da qualunque serio discorso.

    Voto 3: Verstappen

    Taglia la pista, non rispetta le bandiere blu, tira alcune staccate a ruote talmente fumanti tali da doversi fermare in anticipo rovinando la strategie del team. Sono cose normali per un talento in erba che sta crescendo. Lo sono un po’ meno per un fenomeno che aveva già dato dimostrazione di maturità e che come un campione bello e finito andrebbe già considerato.

    Voto 2: Alonso

    Quando l’ho visto centrare in pieno Maldonado alla prima curva ho pensato a qualcosa tipo la testata di Zidane. Il grande campione perde la testa, colmo di frustrazione, e se la prende con uno degli avversari a caso. Magari sceglie il più cattivo. Forse non voleva neppure correre ad Abu Dhabi ma ha la sfiga di non riuscire a distruggere la sua McLaren. Deve, quindi, continuare a viaggiare per altri 300 chilometri. Ce la fa comunque a mimetizzarsi bene dato che non viene mai inquadrato. Si chiedeva il saggio: che suono fa un albero nella foresta quando cade ma non c’è nessuno che può sentirlo?

    Voto 1: McLaren-Honda

    Presenza pressoché stabile in fondo alle nostre pagelle per tutto il 2015, non potevamo non citare anche stavolta la McLaren-Honda. Dopo 19 GP ci abbiamo fatto l’abitudine. Ma la verità è che trovare questa squadra così in basso anche a questo punto finale della stagione è qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. A Woking non sono andati sotto le aspettative: hanno toccato il fondo e scavato talmente in basso da sbucare in Nuova Zelanda. Non esiste nella storia della F1 un flop così gigante. La paura di tutti è che anche il 2016 sia sulla stessa falsa riga, perché non c’è limite al peggio. Da quest’anno lo hanno imparato tutti.

    Voto 0: Mercedes

    Come ha gestito la tattica di Hamilton? Nel peggiore modo possibile. Ma a loro non interessava altro che tenerlo lontano da Nico per mettere in cassaforte il risultato. Hanno evitato volutamente di aprire lo porte allo spettacolo. La voglia di fare doppietta, l’ennesima, ha fatto perdere loro ogni idea di sport e ogni senso di sportività.