GP Abu Dhabi F1 2017, il Processo alla gara di Yas Marina

Una Ferrari in ombra, un logo della F1 che non piace a nessuno e una pista ancora meno, tra i punti di discussione del week end

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    GP Abu Dhabi F1 2017, il Processo alla gara di Yas Marina

    Ultimo gran premio dell’anno e ultimi temi da trattare nel Processo al Gran premio di Abu Dhabi 2017. In una gara noiosissima, sono mancati i punti stessi da analizzare. Vince Bottas, perde la Formula 1, da un lato per l’esistenza stessa di Yas Marina e di un circuito sul quale è impossibile sorpassare, dall’altro per l’essersi inventata la meno urgente e significante delle novità: il rinnovamento dello storico logo F1.

    Da raccontare c’è, poi, lo stato di forma Ferrari, in chiara inferiorità velocistica nel week end alle spalle. Non resta che osservare da due prospettive, come consuetudine, i momenti che più di altri si sono segnalati dell’ultimo appuntamento del mondiale di Formula 1 2017.

    Formula 1, logo inutile

    ACCUSA – Con tutti gli aspetti migliorabili, anche con interventi istantanei, che necessità c’era di cambiare lo storico logo che da 23 anni caratterizzava il mondiale? La proposta F1 ristilizzata spunta dietro i piloti, sul podio, e non convince affatto. Semplicemente: brutta. Segnerà discontinuità ulteriore con l’epoca Ecclestone, ma chi se ne frega. Aprirà alla presentazione di nuove proposte di fruizione della Formula 1 sul web, ma era proprio necessario rinunciare a un pezzetto della storia recente?

    DIFESA – Si guarda al dito che indica la Luna. E’ un logo, un disegno dal significato nullo. Certo, la riconoscibilità del brand Formula 1 è passata da quella lettera e quel numero, stilizzati per durare nel tempo ed essere ancora oggi attuali. Se cambiare servirà a offrire maggior coinvolgimento dei tifosi e più contenuti, ben venga. Faremo presto l’abitudine al design delle macchine che corrono affiancate verso il traguardo (l’1 stilizzato). Serve un po’ di fantasia per immaginare la scena, ma è l’ispirazione alla base del design del logo

    Ferrari, che distacco!

    ACCUSA – Vince a Interlagos e rimedia mezzo secondo al giro quasi ad Abu Dhabi. Per non considerare il ritardo di Raikkonen, ben superiore. E Kimi individua uno dei problemi da sanare nel 2018: i consumi della power unit. A lungo è stato costretto a fare fuel saving, risparmio di carburante che vuol dire rinunciare a prestazione. E’ una Ferrari in ombra quella che chiude il mondiale, nulla a che vedere con la convincente manifestazione di Interlagos. Adesso, giù a lavorare per fare un altro passo in avanti. La SF70H deve migliorare tanto, in ogni area, per sperare di ripresentarsi il prossimo anno in bagarre per il titolo

    DIFESA – Un passaggio meno brillante ci sta, tanto più se arriva su una pista storicamente favorevole a Mercedes. Il podio di Vettel è arrivato cedendo terreno marginalmente, giro dopo giro, quanto a Raikkonen, non è solo il fuel saving ad aver fatto la differenza e i 25″ rimediati da Vettel sono da ricercare anche altrove.

    Il team ha lavorato alla grande per tutto l’anno e non potrà che fare ancora meglio con il prossimo progetto, andando a risolvere le aree lacunose, consapevoli che serve un piccolo passo ancora per giocarsi il mondiale fino al termine

    Abu Dhabi, ma che pista è!?

    ACCUSA – Le monoposto più veloci e spettacolari della storia non riescono a regalare un briciolo di divertimento nell’ultimo GP dell’anno. E la colpa è, in gran parte, del circuito. Disegnato malissimo, l’attenzione sul passaggio sotto l’hotel che non regala proprio nulla in termini di guida, più simile al muoversi in un parcheggio che non in una pista da Formula 1. Certo non avevano problemi di spazio, quando Tilke ha disegnato il layout. Semplicemente è stata una progettazione errata. E sarebbe il caso di correre ai ripari. In fretta

    DIFESA – Non ha mai regalato spettacolo, è vero, ma il fascino della gara in notturna giustifica la presenza in calendario di Abu Dhabi. C’è sempre tempo e modo per correggere i difetti di tracciatura, in fondo i soldi non mancano.