GP Austin F1 2015: Ferrari senza motore evoluto, Renault sì! E Ecclestone polemizza

Formula 1 2015: la Ferrari ha deciso di non portare ad Austin, per il GP degli USA, il nuovo motore evoluto. Lo farà la Renault ma solo con la Red Bull. Mentre Ecclestone chiede il ritorno dei V8 aspirati...

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    La Ferrari ha deciso di non portare ad Austin, per il Gran Premio degli USA di Formula 1 2015, l’ultima evoluzione del proprio motore. Alla scuderia italiana restano ancora da spendere 4 gettoni. Strategia opposta, invece, per la Renault che ne usa addirittura 11 mettendo in pista un’unità decisamente rinnovata. Nota interessante: sarà solo la Red Bull a beneficiare di questo aggiornamento. Cosa vorrà dire? Forse la Toro Rosso è in procinto di firmare un accordo con la Ferrari mentre i rapporti tra bibitari e transalpini si stanno ricucendo? Nel dubbio, Bernie Ecclestone continua a minacciare di portare gli austriaci in tribunale se non troveranno un altro motore e spinge la FIA affinché legalizzi il ritorno ai vecchi motori V8 aspirati per risparmiare sui costi e far aumentare il numero di fornitori presenti. Seguite insieme a noi le qualifiche LIVE in diretta web del GP USA F1 2015 da Austin.

    Ferrari, Sassi:”Spenderemo i nostri 4 gettoni in ottica 2016″

    E’ Il capo progettista del V6 Ferrari, Lorenzo Sassi, a parlare sul sito ufficiale del Cavallino Rampante ed a spiegare come la Scuderia italiana si appresta ad affrontare la sfida del Circuito delle Americhe:“Il tracciato di Austin presenta tre aspetti interessanti: il primo è il cosiddetto power effect, cioè l’importanza della prestazione della power unit nel tempo sul giro. Effetto che su questa pista è molto alto. Il secondo aspetto riguarda la gestione dell’energia: nelle frenate, infatti, dobbiamo garantire un buon recupero energetico per sostenere la prestazione sui rettilinei. Ultimo, ma non meno importante, è il fatto che la pista presenti molti saliscendi che in alcuni tratti possono rendere critica la gestione della pressione dell’olio. Ci aspettiamo che il consumo di carburante sia meno critico che a Sochi, ma rimane comunque un parametro da monitorare, perché solo quando scenderemo in pista venerdì e sabato valuteremo la situazione reale”. Sassi rilascia anche un breve commento su come stia evolvendo il lavoro sulla power unit:Per quanto riguarda i gettoni di sviluppo, ne abbiamo ancora quattro da utilizzare: abbiamo tante idee su come spenderli, per incrementare la performance in questa stagione, ma anche con un occhio al 2016″. Il motore a basamento più stretto, quindi, resta per ora in fabbrica. Vettel e Raikkonen useranno nelle prove libere quello del Canada e completeranno qualifiche e gara con quello già usato a Monza, Singapore, Suzuka e Sochi.

    Renault: 11 gettoni spesi ad Austin

    La Renault dà un segnale di vitalità e porta al debutto la nuova power unit “costata” ben 11 tokens di sviluppo. L’aspetto importante della notizia è anche che sarà solo la Red Bull a beneficiare del nuovo pacchetto. Secondo alcuni, questo rappresenterebbe la dimostrazione che, in qualche modo, i rapporti sono tornati meno tesi e forse l’accordo per il 2016 non è più un miraggio. I tecnici di Viry-Chatillon hanno spiegato che il grosso del miglioramento riguarda il motore termico nella speranza di aver recuperato qualche cavallo di potenza su Mercedes e Ferrari. Dato, però, che restano grossi interrogativi sull’affidabilità, la Red Bull valuterà solo al termine delle prove libere se utilizzare i nuovi motori anche in gara.

    Ecclestone: “Motori liberi, V8 tornino in pista!”

    E’ scatenato Bernie Ecclestone. Accusa i grandi costruttori di aver ottenuto troppo potere decisionale all’interno della Formula 1 e poi riparte con una sua vecchia idea. Riportare i motori V8 aspirati in pista:“Non va chiesta l’autorizzazione alle squadre. A chi non sta bene, può andarsene! Le attuali power unit sono troppo complicate e troppo controllate dagli ingegneri. Usare qualcosa di ben conosciuto a tutti riequilibrerà le prestazioni. Quanto accaduto alla Red Bull - ha concluso – dimostra che in F1 servono anche motoristi indipendenti”. Dello stesso avviso è Max Mosley. L’ex presidente della FIA cerca nel passato le risposte per il futuro:“Negli anni ’60 c’erano marchi come Cosworth e Mecachrome che pensavano solo al propulsore. Ed era questo il bello. Oggi le grandi case si organizzano tra loro per avere il pieno controllo di questo sport. Secondo me vanno abbassati i costi di produzione delle unità, fissare un tetto di spesa e ridare più responsabilità ai piloti”.