GP Australia F1 2009: bello e impossibile!

GP Australia F1 2009: bello e impossibile!

Gran PRemio d'Australia F1 2009

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    Il primo appuntamento della stagione 2009 di Formula 1, quello d’Australia, è stato bello e impossibile. Bello come si suol dire per Jenson Button e per quei GP zeppi di battaglie e colpi di scena. Impossibile come avrebbe pensato ciascuno di noi se gli avessero detto, anche un mese fa, che Brawn GP, Toyota, Williams e Red Bull avrebbero dato una gran paga alle varie Ferrari, McLaren, BMW Sauber e Renault.

    BELLO. Le nuove regole, quelle tese a migliorare lo spettacolo, cioè la limitazione aerodinamica ed il conseguente ritorno alle slick, hanno dato i risultati sperati. I sorpassi si sono visti. Battaglie e bagarre non sono mancate. Nonostante la netta supremazia della Brawn GP, il risultato è rimasto in bilico fino alla fine complici la natura del tracciato di Melbourne che facilita l’ingresso della safety car e l’importanza del fattore gomme nelle strategie delle squadre.

    IMPOSSIBILE. La Brawn GP ha mostrato una supremazia imbarazzante. Soprattutto ad inizio gara Jenson Button correva contro delle GP2. La cosa ha dell’incredibile per chiunque non abbia seguito le ultime vicende di questa pazza Formula 1. Nel finale, invece, salta fuori che un Robert Kubica che guida una BMW Sauber senza Kers e senza il discusso diffusore piomba come un falco sulla vetta della gara e vede la sua rimonta rovinata dalla troppa foga nel contatto con un Vettel altrettanto grande protagonista. L’emblema, però, della schizofrenia della corsa è dato da Nico Rosberg. Il pilota Williams va fortissimo nelle libere per non ripetersi in qualifica.

    In gara stampa il giro più veloce ma va in crisi di gomme nel finale e racimola due miseri punti grazie solo alle disgrazie altrui.

    STRATEGIE.Gomme e safety car hanno rimescolato le carte. Il più bravo a sfruttare il tutto a suo favore è stato Robert Kubica. che ha messo le gomme morbide all’inizio, accumulando un grosso divario, ben sapendo che la safety car sarebbe entrata almeno una volta ed avrebbe annullato il distacco. A quel punto restava da fare una gara in costante rimonta che, nel caso dell’arrabbiatissimo polacco della BMW Sauber, si è infranta sulla Red Bull di Vettel. Il mago Ross Brawn non ha fatto questa considerazione ed è stato salvato dalla supremazia delle sue vetture. Col senno di poi, a Brawn conveniva allungare il secondo stint e lasciare gli pneumatici con mescola più morbida per gli ultimi 5-6 giri, Non di più. A quel punto le sue vetture sarebbero state assolutamente perfette e, senza la safety car, avrebbero ridicolizzato ogni avversario.

    TUTTI IN MALESIA. La morale della favola è una: Melbourne, norma o eccezione? Stante l’incredibile suddivisione dei valori in campo, prendiamo almeno un altro GP di tempo, andiamo su un tracciato permanente come quello di Sepang, per avere conferme e maggiori delucidazioni sui valori in campo ed imparare a capire meglio le dinamiche della corsa che, in base alle nuove regole sulle gomme, lasciano aperta la porta a mille conclusioni. Tra altri 7 giorni, quindi, saremo in grado di prepararci al verdetto di Parigi con maggiore cognizione di causa in merito alle performance della vettura destinata a dominare il campionato, la Brawn GP, ma anche di Ferrari, Red Bull, Williams e BMW Sauber. Rotto il ghiaccio dopo 5 mesi di astinenza, adesso non resta che qualche altro giorno di impazienza!

    Foto: www.motorsport.com

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