GP Australia F1 2014: il Processo al Gran Premio! [FOTO]

Formula 1: ecco il Processo al Gran Premio d'Australia 2014 di F1

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    GP Australia F1 2014: il Processo al Gran Premio!

    Malati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio d’Australia 2014. Abbiamo un attimo fatto rifermare gli eventi per provare a ragionare con la mente fredda sugli spunti più insidiosi che la gara di Melbourne ci ha fornito e che, inevitabilmente, finiscono per essere dei giudizi sul lavoro fatto dalle scuderie nel corso dell’inverno appena concluso. Sul banco degli imputati ci finisce la Ferrari che, per stessa ammissione dei suoi vertici, aveva tutte le carte in regola per tornare a vincere. Ci finisce la Red Bull che non tiene fede alla propria supremazia schiacciante. Ci finisce la Lotus che, da team rivelazione, si trasforma in un’armata Brancaleone che fa peggio del peggio del peggio. Ci finiscono, infine, alcuni campioni del mondo che non riescono a tenere il passo della più giovane concorrenza.

    Ferrari: incubo o realtà

    ACCUSA. C’è qualcosa che non va. Ed è molto grave. Se la scuderia italiana non riesce a dominare la gara inaugurale della stagione dopo che le si è dato la possibilità di far tornare al top la parte meccanica e motoristica a scapito di quella aerodinamica. I regolamenti entrati in vigore in questo 2014 sembravano fatti apposta per far tornare le Rosse a dominare. Invece, l’inizio è il solito. In salita. Accontentarsi dell’affidabilità non è abbastanza se si guarda poi ai distacchi rimediati e se, comunque vada, non si è neppure in zona podio!

    DIFESA. E’ molto più facile fare un salto di qualità nelle prestazioni partendo da una solida base che consente, comunque vada, di portare a casa punti importanti piuttosto che vivere di alti e bassi. Vallo a chiedere a Lewis Hamilton! La velocità senza la costanza rischia di essere solo un fuoco di paglia. E’ presto per dire se in Ferrari hanno lavorato male o bene. Ma il primo segnale è incoraggiante. Casomai, una tirata d’orecchia va data ai piloti che non sono apparsi degni del loro blasone. Raikkonen soprattutto.

    Red Bull: profondo rosso

    ACCUSA. La squalifica di Ricciardo è la ciliegina su una torta avariata che il team Red Bull ha servito a tutti i suoi tifosi. Fortunatamente, son talmente pochi che non si trovano neppure a cercarli con il lanternino. Sebastian Vettel fa il turista. Tra qualifiche e gara, la sua RB10 non è mai veramente in azione se non nelle prove libere. Ricciardo è un grande protagonista ma deve fare i conti con l’amara realtà di un progetto ancora incompiuto che presenta il conto a motori spenti.

    DIFESA. Quanto fatto dalla Red Bull nel GP d’Australia è letteralmente stupefacente. In positivo. Ci si deve ricordare cosa era la RB10 nell’ultimo test per apprezzare l’incredibile salto in avanti sul fronte dell’affidabilità e delle prestazioni. Come velocità, è la seconda macchina in pista. Come affidabilità, non va tanto peggio della super Mercedes. E allora? La squalifica ci può stare quando si fanno le cose andando al limite. Gli austriaci, in verità, ci sono. E sono temibili anche quest’anno. Altro che…

    Lotus: armata Brancaleone

    ACCUSA. Due settimane fa il team di Enstone dichiarava spavaldo:”Siamo il team motorizzato Renault più forte, persino più della Red Bull”. Verso l’infinito e oltre! Verrebbe da dire… In verità la Lotus è semplicemente il peggiore team dell’intero lotto di partenti. Non parlo di macchina e basta. Ma di team in generale. L’impreparazione con la quale si sono assentati dai primi test dell’anno la dice lunga di quella con la quale si sono presentati in Australia.

    DIFESA. Fare presto e bene con grandi ristrettezze economiche e con i pezzi più pregiati che se ne sono andati non è facile per nessuno. Ciao ciao pilotissimo Kimi. Ciao ciao direttore tecnico James Allison. Ciao ciao team principal Eric Boullier. Cosa ci si poteva aspettare? Il vero giudizio sulla Lotus andrà dato tra qualche mese, quando saremo in grado di valutare la loro capacità di reazione.

    Top driver o flop driver?

    ACCUSA. Sebastian Vettel e Jenson Button su tutti. Kimi Raikkonen solo in parte dato che il suo di paragone si chiamava Fernando Alonso. Dal finlandese ci si aspettava che mettesse un po’ in crisi lo spagnolo e dimostrasse che si poteva fare anche qualcosa di più con una Ferrari tra le mani: niente di più sbagliato. Lo spagnolo esce rafforzato alla grande dal primo duello in famiglia. Peggio è andata a Sebastian Vettel e Jenson Button. Che il tedesco avrebbe umiliato Daniel Ricciardo come e più di quanto non fatto con Mark Webber era una certezza. E invece? Lo stesso dicasi per la McLaren: Kevin Magnussen riesce ad andare più forte di Button capovolgendo le gerarchie all’interno del box. Il danese è stato superiore al britannico per tutto l’intero weekend del GP d’Australia. Ed era al debutto assoluto. Ah, però!

    DIFESA. Si sa che la prima gara dell’anno è un’incognita. Ancor di più con questi nuovi regolamenti, con qualifiche disputate sul bagnato, etc. etc. E’ troppo presto, comunque la si veda, per vendere la pelle dell’orso. Magnussen è un manico di prima categoria. E già lo si sapeva senza dover attendere Melbourne. Ricciardo ha beneficiato di alcuni problemi tecnici che hanno reso la Red Bull di Vettel meno guidabile della sua. Lo stesso dicasi per la Ferrari di Raikkonen che non era al 100% anche per colpa di un tamponamento subito al via.