GP Australia F1 2014: le pagelle!

F1 2014: pagelle dal Gran Premio d'Australia! I voti ai piloti ed ai team protagonisti della Formula 1 senza peli sulla lingua

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    GP Australia F1 2014: le pagelle!

    Pagelle express dal Gran Premio d’Australia 2014 di Formula 1! Iniziamo con un giudizio sulla gara: penosa! Gli unici sussulti sono dati dai ritiri. E ce ne sono stati pure meno del previsto. Già si rimpiange quel 2013 con le gomme Pirelli a dare grandi grattacapi ma anche a rendere i sorpassi una roba quasi scontata tanti ce n’erano. Oggi a Melbourne succede tutto molto poco. Solo un incidente al via. Solo qualche errore in frenata o in uscita di curva. Poi tanto risparmio. Tanta prudenza. Tanta prevedibilità. Persino la tattica non riesce a fare grande differenza diventando scontata e banale. La speranza è solo una, vale a dire che questa gara si riveli semplicemente una protesi dell’ultima sessione di test piuttosto che un vero inizio di stagione 2014.

    Mercedes

    Voto 8 alla Mercedes. La squadra deve fare i conti con il pesante ritiro di Hamilton ma non sembra neppure un vero flop se si apprezza la superiorità messa in pista dal proprio pacchetto. Rosberg è interprete perfetto della situazione ma è il primo ad ammettere che i meriti sono tutti della macchina. Per cui a lui diamo un bel 7,5 ma non possiamo fare di più: per quanto sappiamo, chiunque messo dentro quel missile avrebbe vinto e lui ha pure la fortuna di non doversi mettere in battaglia con lo sfortunato Hamilton. All’inglese va un 8+ sulla fiducia. In fin dei conti, c’era lui in pole position. E senza il ritiro…

    Red Bull

    Red Bull a due facce. Nell’insieme merita un 7 indipendentemente dalla grana post-gara. La parte Vetteliana del box, però, mostra un weekend completamente fallimentare. Malissimo in qualifica. Stramalissimo in gara con un ritiro prematuro che risparmia al campione del mondo in carica altri minuti di umiliazione. La competitività pare esserci pur se non ai livelli di chi è reduce da 4 titoli mondiali di fila. L’affidabilità è una roulette ma, a conti fatti, non peggiore di quella della superMercedes di cui sopra. Ricciardo, voto 9+, è un eroe dei due mondi: solido e costante, fa intendere che sia stato persino più bravo del compagno di box a trovare il giusto feeling con la RB10 sul tracciato di Melbourne. La squalifica non intacca la sua prova. Siamo di fronte ad una rivoluzione interna? Vettel non perviene: ad uno come lui, bravo e fortunato, non possiamo dare più di 4. Secco. E rimandato. Perché, anche se sei un campionissimo, gli esami (nello sport come nella vita) non finiscono mai!

    McLaren

    La McLaren risponde presente: voto 9. Entrambe le macchine vedono il traguardo con solidità ma non solo: è loro l’unico vero guizzo tattico del GP d’Australia 2014 che consente a Button di approdare in 4a piazza. Non sono arrivati con l’intento di vincere il titolo ma dimostrano di aver messo insieme un buon pacchetto. L’anziano Kevin Magnussen, voto 9, è una scommessa già vinta! Il vecchio Button si salva in extremis con la mossa tattica di cui sopra favorita anche dal fortunato ingresso della safety car ma, viste anche le qualifiche, non possiamo dargli, più di un 5 e mezzo.

    Ferrari

    Che dolore questa Ferrari! Voto 4. Senza appello. La scuderia italiana aveva tutte le ragioni tecniche, economiche e regolamentari per contendere alla Mercedes primato e vittoria. Non c’è riuscita. Non solo: ha raccontato che era importante l’affidabilità illudendoci che ci sarebbe stata una strage di macchine tale da rendere più furbi i nostri. Approfittare delle disgrazie altrui per scalare la classifica è un approccio deprimente in partenza e che si rivela persino falso sul traguardo: eccezion fatta per Hamilton ed un impalpabile Vettel, gli altri big vanno. E come. 14 macchine al traguardo sono tante. Riuscire, rispettivamente per Alonso e Raikkonen, a tenersene solo 6 e 8 dietro, è imbarazzante! Alonso, però, porta avanti il proprio lavoro con la solita dedizione e precisione massimizzando il potenziale del pacchetto: voto 8. Raikkonen sbaglia in qualifica e commette altri decisivi errori in gara dando l’impressione di essere un giovane debuttante incapace di settare al meglio la macchina: voto 4.

    Williams

    La Martini non si è mossa a caso: voto 9 alla Williams. Gran macchina. Finalmente. Massa non è giudicabile causa tamponamento subito alla prima curva. Bottas non va oltre il 5. Per quanto sia l’unico mattatore dei 58 giri del GP d’Australia, dobbiamo criticarlo. E pesantemente: aveva il potenziale per ambire al podio ma si complica la vita con una sbandata che fa saltare la gomma posteriore destra contro il muro. Va bene essere aggressivi e spettacolari ma un pilota di F1 deve sempre massimizzare il potenziale a propria disposizione. Lui non c’è riuscito.

    Note di (de)merito!

    Chiudiamo con alcune note di merito. La prima spetta a Nico Hulkenberg che mantiene con autorevolezza la Force India tra i grandi. La seconda tocca alla Toro Rosso nel suo complesso che riesce, nonostante i motori Renault, a raggiungere la zona punti con entrambi i piloti: Vergne conta sull’esperienza ma Kvyat regge il confronto. L’altra faccia della medaglia Renault si chiama Lotus: il team di Enstone è quello che arriva in Australia peggio preparato dell’intero lotto. Godono di questo scenario Caterham e Marussia che si illudono di non essere più le peggiori a prescindere.