GP Australia F1 2015, anteprima: quanto contano i test?

GP Australia F1 2015, anteprima: quanto contano i test?
da in Circuito Melbourne F1, Formula 1 2017, GP Australia F1
Ultimo aggiornamento: Giovedì 11/05/2017 16:05

    Melbourne Australian Grand Prix, il venerdi  pre gara

    I riscontri e le risposte dei test invernali sono sotto gli occhi di tutti, ma in vista del GP d’Australia 2015 quanto ritroveremo dei rapporti di forza emersi a Barcellona? L’interrogativo è lecito se si pensa alle caratteristiche del circuito, diametralmente opposte al Montmelo. Esaltazione dell’aerodinamica, del motore e della gestione gomme in Spagna, focus su trazione, inserimento in curva e frenata per Melbourne. In meno di 5 chilometri e mezzo l’Albert Park concentra sfide comunque interessanti per i team, a partire da un asfalto fortemente in evoluzione quanto a gommatura e aderenza, con risvolti evidenti sul fronte gomme.

    Anteprima

    Aspettiamoci una Mercedes che detterà il ritmo, riferimento con ogni probabilità irraggiungibile per chiunque, ma la lotta per il terzo gradino del podio potrebbe ospitare più voci: Williams, Ferrari, Red Bull. E’ certo. Lotus? Chissà. L’imprevedibilità del circuito e l’assenza di indicazioni su prestazioni in aree specifiche della monoposto (trazione e frenata in primis) rischiano di regalare un bel mix in testa, non necessariamente rappresentativo dei veri valori. Meglio per i tifosi. Le sfide davanti agli ingegneri per mettere a punto il setup passano dalla ricerca di un carico aerodinamico molto alto, che aiuti la macchina nella precisione dell’inserimento e la stabilizzi in staccata. All’Albert Park si supera con relativa facilità: alla staccata di curva 3, ad esempio; a quella della lenta chicane nel T2, o ancora al termine dell’allungo spezzato dalla veloce esse che termina con la prima delle due curve a destra di 90° nel T3.

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    In tema di assetti si dovrà curare anche il degrado delle gomme, in particolare quelle posteriori, chiamate allo sforzo maggiore, in virtù delle continue accelerazioni. Poi, la statistica dice che è altamente probabile l’ingresso della safety car, ulteriore variabile in grado di regalare divertimento e potenzialmente sconvolgere l’ordine di cose conosciuto nei test.

    Il giro di pista

    Si parte per il giro sul rettilineo principale, primo punto di attivazione del Drs. Staccata della variante di curva 1-2, ma è una frenata che costringe a portare velocità all’interno e far scorrere la vettura: azzardato pensare al sorpasso. In passato la strategia vincente ha portato tanti a sfruttare il Drs per avvicinarsi senza attaccare, poi in accelerazione, con il secondo segmento di ala mobile, affondare il colpo alla staccata di curva 3. Forte decelerazione, si entra in un lento tratto con due curve ad angolo retto, dalle quali uscire in accelerazione, richiamando tutta la trazione verso la successiva frenata di curva 6. Anche qui, traiettoria obbligata e l’uscita scorrevole suggerisce di rimandare i tentativi di assalto. Molto più proficuo curare la trazione e mettersi in scia verso la chicane di curva 9-11, dove il sorpasso ha maggiori chance si riuscire.

    Si entra nel tratto più veloce dell’Albert Park, composto dalla lunghissima piega a sinistra che culmina con la sinistra-destra dove far pesare aerodinamica e rapidità di cambiamento di direzione, proseguendo in pieno sul dritto che porta al T3. Torna a essere Melbourne tutta ripartenze e curve secche: la prima, grazie anche al rettilineo che precede, si presta a essere sfruttata per guadagnare la posizione, la seconda invece è una rapida destra che chiude sulle ultime due curve, la prima lenta ed esigente sull’anteriore della monoposto, l’ultima da pennellare dopo una variazione di linea per presentarsi sul rettilineo d’arrivo senza esitazioni e scodate in uscita.

    Fabiano Polimeni

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