GP Australia F1 2015, Ferrari contenta a metà. Vettel sorride, Raikkonen meno

GP Australia F1 2015, Ferrari contenta a metà. Vettel sorride, Raikkonen meno
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 11/05/2017 15:47

    Gran Premio F1, le prove del sabato a Melbourne

    Bastano le parole di Maurizio Arrivabene per capire cos’è la Ferrari oggi, cosa vuole e come si propone. Il Gran premio d’Australia 2015 ci dà una rossa diversa, profondamente, da quella conosciuta nelle ultime stagioni. Non si tratta solo di prestazioni, positive senz’altro, ma di approccio soprattutto. «Sono contento per il podio, per Seb, non sono contento io», chiarisce il team principal. Manca la prestazione pura in qualifica, lì si dovrà lavorare tanto, però se si guardano i tempi della gara, allora c’è di che rallegrarsi, specialmente con Raikkonen, e Arrivabene lo sa: «Con Kimi potevamo fare assolutamente meglio, sono sicuro. Stava picchiando come un martello, ma c’è stato un problema. Era un po’ che non vedevamo un podio, la squadra lo merita, ma non è quello che voglio io». Chiaro, esplicito, non banale. Insomma, piace lo stile Arrivabene.

    I commenti della Ferrari

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    E’ mancata la proverbiale perfezione ai pit-stop alla Ferrari. Qualcosa alla quale non eravamo abituati, come da tempo non si apprezzava un podio conquistato sul campo e grazie alla prestazione, non a casi fortuiti. Conterà poco, ma anche l’entusiasmo di Vettel è coinvolgente: «E’ grandioso essere alla Ferrari, sono molto contento: è un avvio ottimo per la stagione, dopo un ottimo inverno». Si sforza a trasmettere la sua felicità e parla in italiano a più riprese: «Ragazzi, forza Ferrari», appena passato il traguardo; «Abbiamo fatto una macchina ottima, per la qualifica ma anche la gara (dice in italiano; ndr): c’è tanto lavoro da fare per battere la Mercedes, sono certo che ce la faremo», sul podio. E’ contento come chi trova il giocattolo desiderato da tempo. «E’ grandioso, mi sento al settimo cielo per tanti versi. La Ferrari ha un qualcosa, è incredibile avere un sostegno del genere per tutto il week end. In gara cerchi di spingere ogni giro, quando è arrivata la bandiera a scacchi è stato incredibile».

    Scendendo nei particolari della prestazione, dice: «Possiamo essere molto contenti come punto di partenza, in gara siamo più vicini che non nelle qualifiche. Sono molto fiero di come il team sta affrontando i gran premi, tutti sanno bene dove vogliamo arrivare e vogliamo che la vita non sia troppo semplice per questi due in futuro», dice riferito a Hamilton e Rosberg. Quando potrà vincere è difficile prevederlo, certo che in gara il gap sul giro è inferiore al secondo rispetto alle Mercedes e si dovrà recuperare tanto in qualifica. «Non ho sentito l’inno italiano ma possiamo essere molto contenti di questo week end, è un peccato che ci sia stato un errore e Kimi non abbia potuto concludere la gara. La cosa più importante è che abbiamo una buona macchina, è grandioso accorgersi che la base è buona e dobbiamo cercare di confermarci nelle prossime gare, poi dovremo iniziare a recuperare terreno».

    E Kimi?

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    Dispiace il risultato finale di Raikkonen, forse ha dato lui la misura del potenziale Ferrari in gara, quando ha sfruttato le gomme morbide al limite, realizzando sequenze di tempi record e molto costanti. Parla di più in confronto al 2014, e vorrà dire qualcosa, come anche il riconoscimento dei meriti della macchina: «Sono stato colpito da dietro, non credo abbia a che vedere con Sebastian, poi sul fianco: c’è stato qualche danno, ma tutto è rimasto intero. Abbiamo cercato di riprendere Ricciardo e tutti quelli che ci precedevano, con una buona velocità. E’ positivo il podio per il team, sembra che in gara abbiamo un’ottima velocità, ma io non ho finito». Il primo pit-stop l’ha azzoppato nella rimonta, il secondo l’ha affossato definitivamente. Si rifarà in Malesia? Se la rossa confermerà l’eccellente gestione delle gomme e sul versante aerodinamico non si accuseranno i curvoni veloci, allora per Kimi la chance è lontana due settimane appena.

    Fabiano Polimeni

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