GP Australia F1 2015: Nasr porta la Sauber in paradiso; Red Bull affonda

Sauber festeggia il quinto posto di Nasr nel Gran premio d'Australia 2015. Ricciardo "salva" la Red Bull in crisi. Le parole dei protagonisti.

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    F1, GP Australia 2015: le libere del venerdì a Melbourne

    Dalle aule di tribunale, alla quinta posizione in gara. Il Gran premio d’Australia 2015 della Sauber è vissuto su due binari, quello della paura per la vicenda Van der Garde e le conseguenze legali, e quello della gioia di un quinto posto sul traguardo, firmato Felipe Nasr, che ricompensa il team elvetico del lavoro fatto in inverno. C’è anche l’ottava piazza di Ericsson, ma è il brasiliano a fare la corsa perfetta, ridimensionando più che mai il compagno di team. Sauber che si tiene dietro una Red Bull, quella di Ricciardo, perché Kvyat il suo gran premio d’Australia l’ha concluso 20 minuti prima del via, con la RB11 ferma in pista per un problema al cambio.

    Red Bull

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    Pessimo avvio per chi, nel 2014, aveva conquistato anche la vittoria. All’Albert Park è valso più o meno la Sauber e la Toro Rosso, il team di Milton Keynes, azzoppato da una power unit Renault in forte deficit prestazionale, anche se c’è dell’altro ed è legato alla monoposto. «L’unica cosa positiva oggi è aver finito la gara. Non è stata spettacolare. La nostra velocità non era buona, sì l’affidabilità sulla mia macchina ma Daniil non è partito e c’è tanto lavoro da fare», ammette Ricciardo, con l’onta del doppiaggio subita. «Felipe ha fatto una bella gara, ma per la nostra squadra non è va bene [stare dietro alla Sauber]. Mi dispiace per i tifosi, almeno c’era il sole…. Spero il prossimo anno in un gran premio strepitoso».

    Nasr

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    Dal canto suo Nasr si dice sorpreso dei punti raccolti, tanti in proporzione agli standard Sauber 2014. Mancava una Williams, è vero, ma anche se fossero arrivati sesti, a Hinwil avrebbero di che festeggiare: «Non mi aspettavo questo risultato, però sono molto contento. E’ stata una sorpresa mettersi dietro la Red Bull: quando ho visto i tempi ed erano ancora buoni, gli ingegneri mi dicevano di continuare e tenere dietro Daniel, la pressione c’era. Sono contento perché il week end è stato un casino per la squadra». Ad aiutare le prestazioni, anche il V6 Ferrari: «Il motore si vede che c’è potenza sui rettilinei, la macchina ancora manca di carico aerodinamico ma il motore è buono».

    Fabiano Polimeni