GP Australia F1 2016, il Processo alla gara

GP Australia F1 2016, il Processo alla gara

Primi bocciati dell'anno, i team ed Ecclestone: le qualifiche sono un flop clamoroso

    Il mondiale di Formula 1 2016 inizia con una gara ricca di episodi, in un week end, quello del Gran Premio d’Australia, che ha catturato l’attenzione (negativa) per quanto accaduto al sabato. Il Processo alla gara boccia le scuderie ed Ecclestone, così come la F1 Commission. Come di consueto, analizziamo i temi della gara e l’interpretazione dei vari protagonisti. Non hanno convinto le scelte della Ferrari, non ha convinto la Williams, sono i punti un po’ in ombra di una domenica che, invece, vede il team Haas far festa.

    Non serviva attendere le qualifiche del sabato per scoprire che il sistema di compromesso, tra le richieste folli di un Ecclestone a proporre l’inversione delle prime otto posizioni in griglia e il format classico, non avrebbe funzionato. La F1 Commission ha ratificato all’unanimità le modifiche introdotte sabato per la prima (e unica) volta. Salvo poi i team principal – a rappresentare le scuderie nella commissione – fare rapidamente dietrofront e annullare le proprie decisioni, per tornare al meccanismo che, finora, era tra le poche cose esenti da critiche. Il desiderio di cambiare a tutti i costi, introdurre variabili stupide per creare fittiziamente una griglia mescolata nelle posizioni è fallito. Impossibile riconoscere qualsiasi attenuante nel caso specifico, tutti si sono scagliati contro la decisione folle dopo averne visto gli effetti, ma era così difficile capire che non avrebbe funzionato nel momento stesso in cui è stato proposto il format? Facile criticare a posteriori, ma la responsabilità di un tale scempio chi se la assume?

    Formula 1 Australia 2016, la gara a Melbourne

    Accusa – E’ mancata la prontezza strategica nel rischiare. Avrebbero potuto cogliere la palla al balzo con l’interruzione e scegliere una mescola più conservativa, puntando ad arrivare al traguardo senza più fermate. Erano in testa, a quel punto le Mercedes avrebbero dovuto sorpassare in pista Vettel e non sarebbe stato facile, visto il poco margine in gara tra SF16-H e W07 Hybrid. Così facendo Vettel si sarebbe messo al riparo da una sosta extra e avrebbe potuto gestire la corsa, rimettendo su chi era dietro il peso della rimonta. Perplessità anche per la scelta di non far rientrare Raikkonen subito dopo Vettel al primo stop, invece, lo hanno tenuto in pista a perder tempo con gomme supermorbide ormai decadute nella prestazione

    Difesa – Facile parlare col senno di poi. Nel momento in cui si è ripartiti, nessuno sapeva quali scelte avrebbe fatto l’altro. Per di più, la Ferrari va molto meglio con le mescole più morbide che non le medie, almeno questo hanno detto i test.

    A Melbourne, poi, la pioggia al venerdì aveva cancellato ogni chance di verificare il comportamento delle Pirelli bianche. Hanno corso immaginando una Mercedes che differenziava le strategie: Hamilton sulle medie e fino all’arrivo per recuperare, Rosberg a scegliere sempre le due soste. Non è andata bene, ma Vettel e Raikkonen hanno dimostrato di avere una gran velocità nella fase iniziale di gara.

    Accusa – Sbaglia nel momento clou, in partenza si muove lentamente, perde non solo il comando ma ben 5 posizioni e ha anche l’ardire di accusare Rosberg per averlo portato all’esterno ed essere arrivati al contatto. E’ lui a non prevedere, invece, la battaglia tra Nico e Vettel, tutti all’interno di curva 1 e poi in uscita a usare il cordolo come in un normale giro di gara. Si pianta dietro al compagno di squadra, tocca con l’ala la posteriore sinistra e viene infilato anche da un Raikkonen più scaltro, poi anche da Verstappen e Massa.
    Ha vanificato due giornate da manuale, sempre il più veloce in pista. In Bahrain si attende una replica più convinta e convincente in partenza.

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    Difesa – Basterebbe il giro di qualifica a chiudere qui la discussione. Quanto al via non perfetto sarà un problema che ritroveremo nel corso dell’anno e coinvolgerà altri piloti, a causa della diversa procedura e dell’impossibilità di utilizzare la seconda farfalla per trovare il punto di stacco ideale prima di muoversi. E’ stato bravo a non farsi prendere dalla frenesia, dopo i primi giri. Si è messo relativamente tranquillo a seguire Verstappen e chiedere al muretto una strategia buona per passarlo. Le gomme medie e l’interruzione di corsa lo riportano in partita, guadagnando un secondo posto che è un risultato oltre le aspettative, visto come si era messa la gara.

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