GP Australia F1 2017, storia e albo d’oro: 1985-2016 [FOTO e VIDEO]

Un anno fa la Ferrari mise paura alla Mercedes e Alonso uscì miracolosamente indene da un botto pauroso

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    Prima Adelaide, poi Melbourne. La storia del Gran Premio d’Australia ha visto la gara rimbalzato tra questi due circuiti, entrambi cittadini atipici: tratti velocissimi, lontani anni luce dall’idea che si ha di tracciato tra marciapiedi e muretti stile Montecarlo. Dal 1996 in pianta stabile all’Albert Park, l’esordio nel mondiale di Formula 1 è datato 1985 e per dieci anni si resterà ad Adelaide. L’appuntamento “Aussie” diventa anche il primo dell’anno, tranne nel 2006 quando la concomitanza con i Giochi del Commonwealth ne posticipa lo svolgimento. Il record di vittorie spetta a Michael Schumacher (4), seguito da Jenson Button (3), Alain Prost e Kimi Raikkonen (2). La statistica dice anche che nelle ultime 13 edizioni, chi ha vinto a Melbourne in 8 casi è diventato campione del mondo a fine anno. Nico Rosberg l’ultimo pilota a confermare la regola.

    Il Gran Premio d’Australia non è mai stato avaro di spunti di interesse. La prima edizione fu vinta da Keke Robserg. La seconda vide trionfare Alain Prost che nell’occasione diventò anche campione del mondo sfruttando l’incredibile ritiro per foratura del leader della classifica Nigel Mansell.

    L’ultima edizione

    Il GP d’Australia 2016 resterà negli annali per il botto clamoroso di Fernando Alonso al giro 17. La McLaren sbatte contro la Haas di Gutierrez procedendo verso curva 3, in piena velocità. Colpisce il muretto, si ribalta più volte nella via di fuga e dalla monoposto capottata esce un Fernando frastornato. Gara interrotta ed è la chiave strategica del GP. La Ferrari era partita bene, scavalcato le Mercedes, ma Rosberg e Hamilton ripartono con gomme medie e andranno fino al traguardo, mettendo a segno la prima doppietta. E’ anche la gara dei primi punti per la debuttante Haas, quinta con Grosjean, la Red Bull deve invece accontentarsi di una sola macchina all’arrivo, visti i problemi di Kvyat in partenza, che non riuscì a prendere il via. Da ricordare anche la battaglia tra compagni di squadra, tra Verstappen e Sainz, con l’olandese che tampona Carlos lievemente nel finale, nel tentativo di passarlo. Chiuderanno nono e decimo. Peccato per il ritiro di Raikkonen, dopo la ripartenza, causa surriscaldamento del turbo.

    Gli anni ’90

    Le annate dell’89 e ’91 sono caratterizzate da un incessante diluvio. Quella del 1991, per la copiosa pioggia, venne interrotta al 14 giro e vide la vittoria di Senna davanti a Mansell e Berger. Un’altra da ricordare è quella del 1993 dove Ayrton Senna conquistò la sua ultima vittoria ed Alain Prost corse la sua ultima gara. I due si complimentarono una volta giunti al traguardo e si salutarono mettendo la parola fine alla loro accesa rivalità.

    La seconda e ultima volta in cui il circuito di Adelaide ha assegnato il titolo di campione del mondo è stato nel 1994. Damon Hill e Michael Schumacher sono divisi da un punto a favore del tedesco. Sono loro gli unici in grado di contendersi la vittoria per cui la sfida ha tutta l’aria di un duello all’ultimo sangue. Mentre Schumacher guida la corsa, commette un errore e sbatte contro le barriere. Damon Hill che lo segue avrebbe tutto il tempo per aspettare che il tedesco si ritiri ma nella foga decide comunque di infilarlo e passarlo. Schumacher chiude la porta e i due si toccano. Anche per Damon Hill è ritiro e il titolo va ad un incredulo sbarbatello di nome Michael Schumacher, appunto.

    Durante le prove libere del 1995 Mika Hakkinen sbatte contro le barriere e finisce in coma. Si riprenderà e vincerà due mondiali ma la Formula 1, non per quel motivo bensì per interessi economici, si trasferirà a Melbourne e, come detto, diventerà la gara d’esordio anziché quella conclusiva.

    Gli anni 2000

    Al di là di spettacolari e drammatici incidenti (nel 2001 perde la vita un commissario di pista) non si registrano eventi significativi paragoanbili a quelli di Adelaide. La collocazione in apertura di calendario, però, regala all’Albert Park l’onore di segnare i debutti, sempre nel 2001, di gente come Fernando Alonso, Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya.

    Nel 2002 è festa grande per il quinto posto dell’australiano Webber che porta la Minardi in zona punti mentre quella del 2007, resterà alla storia per la vittoria di Kimi Raikkonen alla sua prima con la Ferrari e per il debutto di Lewis Hamilton, per il suo primo podio e per i suoi primi giri in testa alla corsa.

    L’ultima annata da ricordare è sicuramente quella del 2009: la gara è stata vinta da Jenson Button su Brawn GP, nata dalle ceneri della Honda.

    Ma da ricordare di quella edizione, è sicuramente la vicenda riguardante Hamilton e Trulli: il pilota inglese, arrivato terzo davanti all’italiano, viene successivamente squalificato dalla FIA, sulla base di un comportamento giudicato antisportivo. Il fatto è stato scoperto dall’analisi delle registrazioni radio tra il pilota anglocaraibico della McLaren e il muretto, dal quale sarebbe partito l’ordine di rallentare per lasciarsi superare da Trulli.

    2012: Dominio McLaren, Ferrari arranca

    Pole per Hamilton, vittoria a Button. Finisce così il primo gran premio dell’anno. Al via Button prende il comando e lo mantiene fino al termine. Alle loro spalle proverà l’inseguimento Vettel, dopo che Schumacher è costretto al ritiro da un problema al cambio, ma nemmeno il campione del mondo in carica riuscirà a cucire il gap. Alonso recupera dalla 12ma posizione, frutto di qualifiche che misero in mostra tutti i limiti della F2012, e finisce quinto e con alle spalle la minaccia Maldonado. Il venezuelano all’ultimo giro va a muro, perdendo punti importanti. Serrata lotta per le ultime posizioni a punti, con Raikkonen 7° e Vergne 11°: 1″8 a dividerli. Perez, ottavo, precede di un decimo Ricciardo e di tre Di Resta.

    2013: brilla Raikkonen

    E’ Kimi Raikkonen il vincitore del Gran Premio d’Australia, gara inaugurale della stagione 2013 di Formula 1! Il pilota finlandese gioca con la strategia e con la sua ottima capacità di gestire gli pneumatici. Fa un pit stop in meno degli altri ed ha la meglio sul solito battagliero Fernando Alonso e su un Sebastian Vettel al volante di una deludente Red Bull. Il passo gara delle lattine volanti non è all’altezza né della Lotus, né della Ferrari. Gara sfortunata per la Mercedes. Rosberg si ritira. Hamilton accusa problemi di gomme. Sulla distanza non risorge la McLaren che si nasconde tra i team di seconda fascia.

    2014: Inizia il dominio Mercedes

    Non distragga il distacco finale di poco superiore ai 26″ sul secondo, il Gran premio d’Australia 2014 è vissuto sul monologo delle Mercedes, ampiamente davanti a tutti gli altri. Corsa fantastica di Ricciardo, che sale sul podio con la Red Bull dopo un inverno costellato di problemi, purtroppo per lui il flussometro non rispetta il limite dei 100 kg/ora di carburante e verrà squalificato. Primo podio così per Magnussen e la McLaren, che mette anche Button sul terzo gradino, mentre inizia male il mondiale di Hamilton, costretto al ritiro dopo la pole al sabato per problemi al motore, al pari di Vettel. Ferrari all’alba di una stagione pessima, Alonso riesce a strappare la quarta piazza dopo la squalifica di Ricciardo. Da segnalare lo strike di Kobayashi alla prima curva, mettendo ko Massa.

    2015: vince Hamilton, tiene banco il caso VdG

    Sportivamente, il Gran Premio d’Australia 2015 sarà ricordato per il primo podio della sua nuova vita ferrarista di Sebastian Vettel. Seb perde la terza posizione in qualifica per pochi centesimi, a vantaggio di Massa, ma domenica si riprende la posizione e termina dietro alle due Mercedes, imprendibili, alla prima doppietta stagionale, con Hamilton davanti a Rosberg. Si ricorderà anche per il Disastroso avvio McLaren: Magnussen non riesce nemmeno a partire, il motore va in fumo nel giro di formazione.

    Nel paddock, però, tiene banco il caso Van der Garde, presentatosi all’Albert Park forte di una sentenza che lo autorizzava a correre con Sauber, che lo aveva scaricato la stagione precedente. Tutto si risolverà per vie economiche, una compensazione convincerà l’olandese a rinunciare alla proprie pretese. Singolare vicenda per la Manor, salvata da Fitzpatrick e all’ultimo partita per Melbourne. Non faranno nemmeno un chilometro, Merhi e Stevens, perché il team non è pronto per mandare in pista la macchina 2015, autorizzata a correre in deroga.

    Melbourne nel 2015 si ricorderà anche per il forfait, dopo le qualifiche, di Valtteri Bottas, costretto a rinunciare alla gara a causa di un infortunio alla schiena nel corso delle qualifiche. Williams non potrà sostituire il finlandese e schiererà il solo Massa al via, poi giunto quarto a pochi secondi dalla Ferrari di Vettel e davanti al connazionale Nasr, subito a punti all’esordio. Solo 11 macchine al traguardo, un’ecatombe che non risparmierà nemmeno Raikkonen, vittima di una ruota fissata male al pit-stop.