GP Australia F1 2017, il Processo alla gara di Melbourne

La vittoria Ferrari lascia tanti sorrisi, assenti in casa Red Bull. I dubbi su Mercedes

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    Con il Gran Premio d’Australia 2017 in archivio arriva il momento del primo Processo alla gara. Il mondiale di Formula 1 nel migliore dei modi per la Ferrari, con un risultato sul quale si sperava ma non si coltivavano troppe certezze. A Melbourne abbiamo scoperto, invece, una Ferrari SF70H veloce in qualifica, velocissima in gara, tanto quanto la Mercedes, ma con un plus decisivo: la migliore lettura del rendimento delle gomme e un utilizzo esemplare.

    E’ uno dei punti al centro del Processo, la Ferrari, poi la Red Bull e Mercedes. Dovevano essere i tre protagonisti annunciati, due hanno risposto presente, il terzo è clamorosamente assente, anche se ha giocato un ruolo decisivo nello sviluppo della corsa. Esaminiamo tre casi da due prospettive diverse, a voi la scelta di quale lettura dare.

    Ferrari convince o vittoria frutto degli eventi?

    DIFESA - Una qualifica a 2 decimi dalla pole non si vedeva da una vita. Vettel ha spinto come un forsennato sul giro secco e non si è risparmiato in gara, restando incollato a Hamilton fino al pit-stop. Avrebbe dovuto soffrire teoricamente più lui con le gomme del leader della gara. Invece Hamilton ha sbagliato lettura, Vettel ha certificato la validità della SF70H sulle gomme e si è permesso il lusso di stare a meno di 2″ dalla testa, portare pressione continua, quella che ha fatto sbagliare Lewis. Cosa dire del pit-stop magistrale? In 3″ hanno rifilato 3 decimi alla Mercedes e messo davanti Seb, dopodiché ha giocato come ha voluto, marcando giri veloci a piacimento e conservando la monoposto quando serviva. E’ vera gloria.

    ACCUSA - Siamo a celebrare il successo, ma una fetta va attribuita all’errore cruciale della Mercedes e, soprattutto, di Lewis Hamilton. Se non fosse rientrato con largo anticipo, cosa sarebbe accaduto? E, soprattutto, se non avesse avuto Verstappen davanti, il margine di 23 secondi necessario per sopravanzare la W08, Vettel sarebbe riuscito ugualmente a costruirlo? Aspettiamo piste più indicative, che diranno se la velocità pura della SF70H vale la Mercedes e, al tempo stesso, se quest’ultima ha un problema di gestione delle nuove gomme 2017 su asfalti più aggressivi o se è stata esclusivamente responsabilità di Hamilton il tonfo australiano.

    Red Bull, chi l’ha vista?

    DIFESA - Hanno corso a una sola punta per i problemi al cambio che hanno bersagliato Ricciardo. Verstappen ha fatto gara in solitaria, dietro Ferrari e Mercedes, come sin dalla vigilia ammettevano di essere. Il mezzo secondo dai migliori s’è visto tutto, con un motore Renault che ancora non è in grado di offrire le prestazioni necessarie a supportare le ambizioni di vittoria della Red Bull. L’Australia è un punto di partenza, tra due settimane in Cina potremo leggere meglio i progressi e il divario esistente dai battistrada.

    ACCUSA - I guai di Ricciardo sono, di fatto, conseguenza dell’errore del pilota al sabato. Sbaglia quando non deve e ci ritroviamo una Red Bull a metà in gara. Si aspettavano modifiche importanti alla RB13, quelle che avrebbero dovuto far compiere un netto salto di qualità al progetto di Newey. Nei fatti non sono mai stati in grado di avvicinare i tempi Ferrari e Mercedes, né durante le libere né in qualifica, tantomeno in gara. Il 2017 doveva essere la grande opportunità offerta da un regolamento centrato sull’aerodinamica. Per ora sono altri ad aver stupito per le soluzioni adottate e la loro efficacia. Mancano 19 gare per invertire la rotta.

    Mercedes, addio corazzata

    DIFESA - Prima di lanciare proclami azzardati, dare per finita l’era Mercedes, logica e prudenza vogliono che si valuti il rendimento dei campioni del mondo sulla prima parte di stagione. Al Gran Premio di Spagna tireremo le prime conclusioni. Per adesso c’è una chiamata ai box errata, figlia di un Hamilton preoccupato che le gomme Pirelli fossero giunte alla frutta (non era così), uno stint più corto della Ferrari e un vantaggio velocistico presente solo in qualifica, inesistente in gara. Bottas ha portato comunque a podio la W08, assicurando punti buoni per il Costruttori, diamo tempo al finlandese per arrivare sullo stesso piano di Hamilton in qualifica.

    ACCUSA - L’impressione è che, quando sono stati costretti a spingere a fondo, in Mercedes abbiano perso la lucidità necessaria per fare le giuste scelte. Potrebbe esserci un concreto problema di gestione delle gomme. E’ vero che Bottas ha completato un primo stint molto più lungo di Hamilton, ma non aveva dovuto forzare sin dall’avvio per distanziare Vettel. Non a caso il margine di ritardo accusato dai primi due era oltre i 10″. Da quanto visto in Australia non siamo di fronte a una monoposto nettamente superiore a tutti gli altri.