GP Australia F1: debutto a tutta polemica!

Secondo il Presidente della FIA Max Mosley, la prima gara della stagione 2009 di Formula 1, il Gran Premio d'Australia, vedrà grosse polemiche tra i team a causa della diversa interpretazione delle regole sui diffusori

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    Non inizierà col piede giusto la stagione 2009 di Formula 1. Almeno stando all’autorevole parere del Presidente della FIA Max Mosley che, per colpa delle diverse interpretazioni del regolamento date da alcuni team, ammette di attendersi polemiche e ricorsi dopo, se non durante, il Gran Premio d’Australia. La domanda, quindi, sorge spontanea: visto che è lui il capo del giochetto, non poteva intervenire prima?

    RICORSI E POLEMICHE. La storia è ormai nota. Brawn GP, Toyota e Williams hanno interpretato a loro favore alcune zone grigie dell’articolo 2.4 del regolamento tecnico con evidenti benefici in termini di prestazioni. Il nocciolo del contendere è: le 3 vetture sono legali? Provando a chiedere lumi alla più alta autorità. il presidente della FIA, non arriviamo a nulla di concreto:“E’ difficile da dire perché ci sono buoni motivi sia da una parte che dall’altra – ammette Mosley - se ci fosse stato più tempo avrei sottoposto il problema alla Corte d’Appello prima dell’Australia ma, arrivati a questo punto, non sarebbe giusto. Per questo – conclude il Presidente – mi aspetto numerosi ricorsi in Australia e posso dire che, fortunatamente, non spetterà a me dare ragioni agli uni o agli altri!”

    DIFFUSORI. Ricordiamo che, indipendentemente da ciò che sostiene il Presidente, la polemica sui diffusori è storia antica dato che sin dai primi test di Williams e Toyota i responsabili delle scuderie rivali avevano sollevato la questione. La spiegazione data dai due furbetti, ai quali si è aggiunta la Brawn GP, è che la loro soluzione è semplicemente più “intelligente” in quanto non viola il regolamento, interpretandolo nel migliore dei modi possibili. Con la speranza che che il risultato del GP d’Australia non venga congelato in attesa di ricorsi vari, speriamo che il gap accusato da McLaren, Ferrari, Renault, BMW Sauber, Force India, Red Bull e Toro Rosso non risulti eccessivamente marcato. Da questa parte, abbiamo voglia solo di battaglie sul campo. I tribunali hanno nauseato da un pezzo.