GP Australia F1: è tutto oro quel che luccica?

Gran Premio d'Australia di F1

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    Dopo la strepitosa doppietta Brawn GP e l’altrettanto strepitosa disfatta Ferrari, vediamo di entrare nel significato di quanto s’è visto in pista nel GP d’Australia di F1 2009. Anche perchè, ad un’analisi spassionata, forse il risultato della pista dice cose molto diverse rispetto alla classifica finale che, come sappiamo, di rado ha rispecchiato – anche in passato – gli effettivi valori in campo.

    Brawn GP:doppietta e congratulazioni, soprattutto per lo sponsor Virgin che farà bene ad ampliare le scritte sulla vettura quanto prima. Un Button che ha eseguito alla perfezione il compito di portare a casa la vettura nella stessa posizione della griglia: prima. A Barrichello invece devono aver affidato un set di crash-test supplementari, visto che ha cercato in ogni modo di distruggere la vettura, senza riuscirci. Prima del via, Ross Brawn aveva detto che gli ordini di squadra erano di non farsi del male da soli alla prima curva, e il brasiliano ha fatto in modo che ciò non avvenisse. Per il resto, la strategia di gara è stata quantomeno sconcertante, con pit-stop lunghissimi ed uno stint finale che, se non fosse stato per l’irruenza di Vettel e Kubica, avrebbe rischiato di vanificare anche la supremazia di Button. La vettura è solida, ma potrebbe essere gestita molto meglio.

    Ferrari: l’idea di partire con le gomme morbide sarebbe servita se avessero anche imbarcato benzina per soli 8 giri, tanto per bruciare avversari col Kers. Il resto è stata pura follia e dalla faccia dei due piloti è apparso più sconcerto e disorientamento per una politica dei box che, più che raffazzonata, è apparsa semplicemente delirante. Questo preoccupa ben più delle rotture che, si sa, possono anche accadere.

    Kers: un vero fiasco. Peso portato a spasso senza alcun costrutto, alla fine le auto senza il dispositivo sono andate meglio e, se si escludono i sorpassi Ferrari a inizio gara, non s’è notata una maggiore propensione al sorpasso delle vetture equipaggiate col kers. A fare la differenza sono state le gomme, non certo il kers.

    Bridgestone: su una pista freddina anzichenò, han dato il peggio di sè. Fragilissime le morbide, in temperatura dopo un’eternità le dure, hanno avuto il solo pregio di ravvivare lo spettacolo e di rendere inguidabili anche le migliori vetture. Tanto valeva comprarle dal gommista in piazza.

    Trulli: che fosse un campione lo sapevamo; che la Toyota abbia fatto di tutto, in questi anni, per non fargli vincere nulla, sapevamo anche questo e ne abbiamo avuto conferma dopo le qualifiche di ieri. Però la vettura è consistente e il pilota c’è, il terzo posto non è venuto a caso. Glock ha esaurito lo scopo della sua presenza l’anno scorso a Interlagos, speriamo ne trovi un altro nella vita al più presto.

    Renault: Briatore muova meno la lingua e faccia lavorare i suoi tecnici.