GP Australia F1, il bilancio dopo la prima

GP Australia F1, tiriamo le somme dopo la prima analizzando mclaren, ferrari, renault, bmw e tutti gli altri team per vedere chi è più in forma in questo momento e chi deve ancora lavorare sodo per raggiunger ei propri obiettivi

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    ferrari-mclaren

    Alla fine di un inverno di test tutte le ipotesi, le aspettative, le promesse prendono forma nella prima gara dell’anno, dove lo spettacolo non è certo mancato: un discreto numero di sorpassi, un gran numero di cedimenti meccanici, e così solo 7 macchine hanno visto la bandiera a scacchi.

    In una giornata di festa per alcuni, e di delusione per (molti) altri, tutte le scuderie hanno dei problemi a cui pensare in vista della Malesia.

    Ferrari

    Dopo i test invernali, la grande delusione.

    Chi pensava che le qualifiche fossero un disastro non poteva immaginare cosa sarebbe accaduto in gara. La velocità è il punto forte della Scuderia, ma con un livello di affidabilità ai minimi storici non serve a molto, specialmente con l’attuale sistema di punteggi. Però c’è la consapevolezza di potersi giocare senza dubbio il mondiale. Magari è stata solo una giornata andata male, anche perché il passo di gara è ottimo e kimi ha tenuto le gomme morbide per quasi 30 giri, il ché fa ben sperare per il futuro.

    Anche dal punto di vista del piloti da situazione ha un sapore agrodolce: Kimi si è mostrato un campione, che spinge al massimo quando ce n’è bisogno. Uno che guadagna 8 posizioni nelle prime 3 curve non si trova proprio tutti i giorni. Se si fosse accontentato di più avrebbe portato a casa punti importanti, ma non dimentichiamoci che a 10 giri dalla fine la sua F2008 si è trasformata in una 500 Abarth.

    Massa ha dato dimostrazione di non essere un fenomeno. Senza antispin non si è spinto oltre il quarto posto in qualifica. Il passo di gara era buono, ma il suo compito era di portare a casa più punti possibile, vista la situazione del compagno. Per stavolta i suoi errori passano in secondo piano perché con il motore rotto non sarebbe comunque andato da nessuna parte.

    McLaren

    Dopo la bufera dello scorso anno il 2008 deve essere l’anno del riscatto. E oggi la squadra sa di potercela fare. Sono stati bravi i tecnici di Woking a mettere insieme una monoposto molto competitiva da subito, nonostante i rigorosi controlli della federazione.

    Per tutto l’inverno è sembrato che fossero sempre un passo indietro in velocità rispetto alla Ferrari, ma hanno fatto dell’affidabilità il loro punto forte. Dopo il GP d’Australia non si può ceto dargli torto: hanno centrato la pole, il miglior giro in gara e la vittoria. Senza alcun problema tecnico. Hamilton ha guidato in maniera impeccabile, senza sbavature, esattamente come ci si aspettava, mentre Kovalainen sembra trovarsi là davanti solo perché guida una McLaren. Anzi neanche tanto avanti,visto che ha concluso quinto su 7 (complice soprattutto la Safety Car). Si fa beffare da Alonso in rettilineo perché “dimentica” di ingranare la marcia, ma è stato autore di un bel sorpasso ai danni del connazionale Raikkonen.

    Devono comunque stare tutti molto attenti alla Ferrari.

    Super Aguri

    La Honda e gli sponsor le voltano le spalle, e dopo tutti i problemi economici dell’inverno si ritrovano a Melbourne senza chilometri di test, senza pezzi di ricambio e con 2 telai Honda dello scorso anno, che corrispondono a 2 chiodi. Il recentissimo passaggio di proprietà ci metterà un po’ a sortire effetti benefici, quindi è troppo presto per trarre conclusioni.

    Davidson, l’unico che avrebbe la possibilità di mettersi più in luce, buca una gomma all’inizio.

    Honda

    Cambio di vertici alla Honda, come “punizione” per i risultati dello scorso anno, dei test invernali, e per aver incentivato la nascita della Super Aguri, da cui hanno costantemente preso la paga (finché gli sponsor l’hanno permesso). L’arrivo di Ross Brawn aveva preceduto proclami di ogni genere, che pretendevano quasi di far lottare le loro macchine per il mondiale. Solito flop. Ci proveranno di nuovo il prossimo anno, e probabilmente con risultati discutibili.

    Force India

    Un team che ha cambiato 4 proprietari in 4 anni, sembra aver ritrovato la sua strada, grazie alla rinnovata passione e ai capitali portati dal nuovo proprietario Vijay Mallya.

    A questo aggiungiamo che Fisichella sembra dare il meglio di sé in scuderie di secondo piano, come con la Jordan, e che Sutil non è certo uno sprovveduto. Potrebbero iniziare a scalare lo schieramento, e magari puntare a qualche punticino.

    A Melbourne non sono stati certo fortunati: un problema al differenziale per Fisichella lo ha penalizzato in qualifica, e in gara erano tutti e 2 fuori dopo 10 giri, ma la strada sembra quella giusta. Lo ha detto anche il caro vecchio Eddie Jordan.

    Renault

    Lo avevano detto Briatore e Alonso che non sarebbe stata una stagione facile, e dopo le qualifiche di Melbourne sembrava ancora peggio. Durante l’inverno Alonso ha preso letteralmente in mano la squadra, portando fiducia e voglia di riscatto, ma ovviamente è dura colmare il gap tecnico che hanno accumulato con i primi.

    La grinta Alonso la mette anche in pista, dove ha preso costantemente rischi incredibili (specialmente alle curve 9 e 12) per stare dietro a Bourdais. Alla fine strappa un quarto posto a Kovalainen “vendicandosi” in pista con la McLaren. Insieme a Raikkonen è il principale artefice dello spettacolo in gara, specialmente in occasione del doppio sorpasso a Kovalainen e allo stesso Raikkonen. La Ferrari potrebbe pentirsi di aver rinnovato il contratto a Massa.

    Piquet non ha convinto molto durante tutto il weekend e il suo debutto da incubo si è concluso con un mesto ritiro. Dopo i primi giri, però, aveva trovato un passo di gara regolare. Considerando che durante i test non ha certo brillato dobbiamo ancora aspettare almeno la Malesia per giudicare.

    Toyota

    Ogni anno partono con l’obiettivo di essere tra i primi, e col loro budget dovrebbero avere poche difficoltà. Invece si ritrovano sempre ad annaspare in fondo al gruppo. Quest’anno non sembra che abbiano ancora imboccato la strada buona e i test invernali li hanno visti sempre nella stessa situazione. A Melbourne peccato per Trulli, a cui è scoppiata la batteria sotto il sedile, costringendolo a scendere di corsa dalla monoposto. Glock invece, si è rivelato certamente più competitivo di Ralf Shumacher. Brutto spavento per lui, che ha sfasciato la sua monoposto in seguito ad un salto su un dosso, ma può contribuire a portare a casa dei buoni risultati.

    BMW

    La nuova macchina all’inizio sembrava non essere veloce come quella dello scorso anno, e i tecnici tedeschi pensavano di doversi guardare le spalle dalla Renault e dalla Williams, ma una volta trovato il bandolo della matassa sono sempre lì. Si confermano come terza forza del mondiale, nonostante la loro più che consueta tattica suicida. Far partire kubica così leggero, seppur in prima fila, non sarebbe stata una grande idea anche se non teniamo presente il suo ritiro. Heidefeld invece, complice anche la Safety Car che penalizza Kovalainen, si ritrova al secondo posto dopo aver fatto la sua onesta gara, senza sbavature né sorpassi eccezionali.

    Un altro po’ di esperienza ai vertici e magari la BMW potrà vincere la sua prima gara. Per adesso, considerando il dominio australiano di Hamilton possono essere contenti del primo podio stagionale.

    Red Bull

    A volte il destino è davvero beffardo. Esattamente un anno fa Coulthard centrava in pieno Wurz, salvo per un soffio, ed in seguito a quel contatto sono state alzate le protezioni ai lati del casco. Proprio per colpa di quelle protezioni che Coulthard ha così vivamente contribuito a far alzare, il pilota scozzese non vede Massa e si ritrova nell’erba con la monoposto sfasciata. Non che la sua monoposto gli permettesse di fare molto. Nonostante la presenza di un ingegnere come Newey la macchina si trova sempre nel Limbo, e naviga a metà plotone. Se non fosse per qualche exploit di Webber sarebbero sempre lì.

    Toro Rosso

    L’andamento della Toro Rosso è simile a quello della sorellina maggiore col nome in Inglese. Però quest’anno hanno due ottimi piloti. Vettel ha la stoffa del campione e Bourdais in gara si è comportato da veterano, senza farsi innervosire da Alonso. Peccato per i problemi di affidabilità. Proprio grazie ai piloti possono comunque fare molto meglio della Red Bull, e in qualche occasione c’erano già riusciti lo scorso anno. Staremo a vedere.

    Williams

    Più che la Renault, sembrano loro i veri rivali della BWM. Un meritatissimo podio per Rosberg ha coronato le aspettative di un inverno in cui la Williams si è portata sempre in alto nelle classifiche dei tempi. Nakajima è ancora un po’ “sfasciacarrozze”, ma la velocità non gli manca. Sir Williams sarà sicuramente soddisfatto dei progressi che sta facendo la sua scuderia, e che potrebbe tornare ad essere l’unico costruttore “privato” a lottare per le prime posizioni.

    FIA

    Le modifiche al regolamento delle qualifiche sono inutili, anzi hanno fatto sì che la terza sessione si sia ridotta ad un duplice tentativo per ogni pilota, che se trova traffico davanti non può fare granché. Delle regole assurde sulla Safety Car si è ampiamente parlato, ma la cosa che tutti aspettavano era di vedere come si sarebbero comportati i piloti senza antispin. E dopo la prima gara si può dire che la FIA ha finalmente fatto una scelta giusta. Ci sono stati molti più contatti, ma anche più sorpassi, duelli, e più possibilità di mettere in mostra il proprio potenziale, insomma più spettacolo. Per il piacere di tutti.

    Questi sono sembrati i valori in campo dopo un GP, considerando anche il potenziale espresso dalle scuderie in inverno. Non ci resta che aspettare la Malesia per dare giudizi più precisi, e non dimentichiamo che ci sarà l’assenza dell’antispin a mescolare ancora di più le carte in tavola.