GP Australia F1, le pagelle di Paolo Zermiani

GP Australia F1 2008, le pagelle di Paolo Zermiani

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    GP Australia F1 2008, le pagelle di Paolo Zermiani

    Va a finire che il migliore della prima giornata è Fernando Alonso. Lo spagnolo ha meriti sicuramente maggiori dell’impeccabile vincitore Lewis Hamilton perché è uno dei pochi ad andare al di sopra delle aspettative nonostante le condizioni a tratti impraticabili, causa rovesci improvvisi di detriti, in cui si corre il Gran Premio d’Australia..

    Lewis Hamilton. La tentazione è quella di mettergli un S.V. come ai portieri delle squadre di serie A quando si fanno amichevoli contro squadrette di dilettanti è forte. E’ troppo facile per il panterone vincere quando l’inferno di carbonio resta costantemente alle sue spalle. E’ solo per lui che la safety car non entra mai in pista. Primo, primo e primo. Dalla pole position conquistata con macchina più leggera di Kova in poi, tutto scorre tremendamente liscio. E’ un classico esempio di fortuna che aiuta i campioni. Voto 7+. La missione “non fare errori” è compiuta alla perfezione.

    Nick Heidfeld. La spunta su Rosberg grazie al lavoro del muretto e dei meccanici. Agguanta uno dei suoi migliori risultati in carriera in una gioranta dove è come tutti preda degli eventi. Voto 6

    Nico Rosberg. Con una macchina finalmente dignitosa capisce che è venuta l’ora di mettere la testa a posto e non prendere rischi inutili. Spinge solo quando è necessario. Il resto lo fa il destino. Dopo 8 anni torna sul podio assieme ad Hamilton. Voto 7.

    Fernando Alonso. La classe non è acqua e lui in classe ci sta come il limone sulle cozze. Il mastino diventa maestrino e dà non una ma ben due lezioni in un colpo solo. La prima è da accademia: come trasformare un GP molto difficile in una gara dignitosa sfruttando a proprio vantaggio le entrate della safety car. La seconda è da scuola di vita: come riuscire sfottere Ron Dennis in mondovisione, senza aprire bocca o fare gestacci, nel giorno di gloria suo e della McLaren. Solo a fine gara, quando gli chiedono se sa che quando Kovalainen lo ha superato, si è visto Ron Dennis esultare come un ragazzo, il cagnaccio della Renault ha risposto:“Sì, io ho visto cosa ha fatto lui nei maxischermi. Ma non credo che lui abbia visto cosa ho fatto io quando sono ritornato davanti”. Voto 8

    Heikki Kovalainen. Lo fanno partire più carico di benzina quel tanto che basta per scongiurare problemi di pole indesiderata al sabato. In gara non regge il confronto con Hamilton e la safety car che lo mette fuori dal podio è la giusta punizione per chi pensa che questo finlandese possa far vedere i sorci verdi al cocco della casa. Avete presente Barrichello? Ecco, diciamo che, tra i due, lo Schumi non è certo Kova. Voto 6 perché è un ottimo scudiero ed in un momento chiave della corsa porta Raikkonen all’errore.

    Rubens Barrichello. Rinato. Grazia alla cura Brawn si vede in pista un nuovo pilota. Come tutti i debuttanti può commettere qualche errore di inesperienza. Teniamolo d’occhio. Voto 6,5. L’anno delle rivincite comincia col piede giusto. Forza Rubinho.

    Kazuki Nakajima. Non smentisce la fama di pilota da arrembaggio totale. Al confronto, il kamikaze per eccellenza, Takuma Sato, è una pippa clamorosa. Una safety car lo rimette in corsa quando era ultimesimo, un’altra lo rimanda KO. Ha torto marcio come tutti quelli che tamponano ma non sembra proprio che metterà la testa a posto mai. Bene così. In gare normali non avrà tutte queste chance ma per adesso godiamocelo in tutta la sua bellezza ruspante. Voto 5 perché guai a montarsi la testa senza essersela rotta.

    Sebastien Bourdais. Era dai tempi del filosofo Alain Proust che non si vedeva un francesino con l’aria da professore dare qualche lezione nel paddock. Lui, il Prost della Champ Car, ha in realtà ancora molto da imparare in F1. Di certo sa come si lotta in pista e come si sfruttano a proprio vantaggio le gare con safety car a profusione. Voto 7,5

    Kimi Raikkonen. Appare subito un po’ troppo grintoso. Dato l’evidente gasamento suscitato nella truppa rossa dal suo primo giro, diventa difficile essere poi severi con lui. Va però ammesso che provando quel sorpasso inutile quanto velleitario su Kovalainen ha buttato alle ortiche la gara in anticipo. Profetico: ancora, infatti, non si sapeva come sarebbe andata a finire. Voto 5+

    Robert Kubica. Per l’ennesima volta è vittima della mente creativa al box BMW (ma chi è: Mario Theissen o il cervellone Hal9000?). Lavora di gomito e di tallone per tentare di tenere a galla la situazione e quando sembra esserci riuscito viene beatamente spazzato via dal ciclone Kazuki. Voto 6,5 per la tempra.

    Nelson Piquet jr. Ridicolo. Ecco cosa succede a chi parla troppo. L’augurio migliore che gli si possa fare è che segua le orme di Kovalainen. Fino ad ora, dalla GP2 al GP d’Australia, ha rispettato il copione alle lettera. Oggi voto 3.

    Felipe Massa. Voto 2. Inammissibile fare una prima curva in quel modo. Tutto il resto è game-over.

    Jarno Trulli. Ritiro per terga bollenti. Nel vastissimo campionario di sfighe e ritiri questa gli mancava. Voto 7 di incoraggiamento.

    Giancarlo Fisichella. Guidare la Force India non è la stessa cosa che guidare la Renault. E si vede: capito Nelsinho? Voto 6,5 sulla fiducia. Peccato solo per il solito piagnisteo. Forza Uomini.