GP Australia F1, safety car protagonista: rovina la festa McLaren, non quella di Lewis Hamilton

GP Australia F1, safety car protagonista: rovina la festa McLaren, non quella di Lewis Hamilton

GP Australia F1, la safety car non rovina la festa alla McLaren, ma non a Lewis Hamilton

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    GP Australia F1, la safety car non rovina la festa alla McLaren, ma non a Lewis Hamilton

    La fortuna non aiuta solo gli audaci. Lo fa anche con i campioni. A scanso di equivoci, ripeto chiaramente che solo Lewis Hamilton meritava di vincere questo Gran Premio di Australia 2008. Il pilota McLaren c’è riuscito nonostante tutto. Ma la McLaren ha visto sfumare una meritata doppietta ingiustamente.

    La colpa è della già ampiamente discussa regola sull’impossibilità di rifornire in regime di safety car fino a quando tutto il gruppo non è coimpatto. L’idiozia di questa norma è emersa altre volte in passato. Oggi l’abbiamo potuta ammirare alla perfezione quando Rubens Barrichello ha dovuto accettare uno stop & go di 10 secondi per aver rifornito quando era a secco. Una cosa del genere è inammissibile.

    Meno assurdo ma altrettanto ingiusto, invece, è il fatto che persino i doppiati possano tornare tranquillamente in corsa ed anche su questo argomento abbiamo già parlato abbondantemente in passato.

    Il punto doloroso è che con questo sistema di ingiustizia scientifica, la corsa è rimasta bella, viva, frizzante ed in bilico fino all’ultimo momento.

    Un dramma, insomma: il diavolo tentatore dello spettacolo a tutti i costi sta gondolando all’idea di aver reso il GP un bello spettacolo per tutti e 58 i giri. E’ lo stesso diavolo che vorrebbe trasformare il Circus in un circo, la vera lotta in pista in una lotta patinata come nel Wrestling, al fine di dare al pubblico a casa un prodotto sempre più divertente e quindi più di successo. No money, no party.

    Il risultato di ciò è che se solo Lewis Hamilton avesse ritardato di un giro il suo pit stop, a quest’ora pure lui si sarebbe trovato ben lontano da dove è giusto che stia. Capire se la fortuna ha aiutato lui o se la sfortuna ha penalizzato Kovalainen togliendo una magica quanto simbolica doppietta a questa rinata McLaren è arduo. Arduo quanto il riuscirea ad accettare un regolamento tanto ingiusto.

    Aggiungo e concludo facendo notare che è solo grazie alle eliminazioni di massa degli altri piloti se, poi, Kovalainen è riuscito comunque a limitare i danni. Prendo a prestito il caso del finlandese perché il più emblematico. Non di certo perché l’unico.

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