GP Austria F1 2014, anteprima: A1 o Red Bull Ring, la sostanza non cambia [VIDEO]

La Formula 1 torna a Zeltweg, sul Red Bull Ring

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    Doveva essere altra cosa, la Zeltweg secondo Red Bull. Il Ring del Gran premio d’Austria 2014doveva rievocare quello mitico del passato, i 6 chilometri con il rettilineo di Flatschach, della Dr. Tiroch Kurve; nonostante i buoni propositi, Dieter Mateschitz e la Red Bull hanno dovuto rinunciare: questioni legate all’impatto ambientale hanno bloccato i lavori. Così, tutti di nuovo felicemente tra le colline della Stiria sul mini-tracciato di 4 chilometri e 300 metri. Mini perché nel glorioso passato dei V10 chiudevi un giro in 1 minuto e 8 secondi, a patto di chiamarti Michael Schumacher.

    Interamente riasfaltato, il Red Bull Ring accoglierà il Circus con temperature decisamente fresche, così la scelta di gomme della Pirelli – supermorbide e morbide – sembra essere quella adeguata, pur non avendo riferimenti diretti sul circuito austriaco. Per seguire LIVE in diretta le prove libere del GP d’Austria, CLICCA QUI!

    Mette alla prova i motori l’ex A1 Ring, perché anzitutto si corre in altura, a più di 600 metri s.l.m., poi per la conformazione del tracciato, che presenta lunghi tratti a gas spalancato.

    In fondo al dritto, in salita, grande staccata da seconda marcia, difficile da interpretare perché dopo l’inserimento va lasciata correre la macchina e andare al di là del cordolo. Servirà tanta trazione per non penalizzare il lunghissimo tratto in pieno che porta al tornantino Remus. Non si potrà sfruttare l’ala mobile e i sorpassi dovrebbero essere operazione comunque relativamente facile restando in scia. Staccatona, inserimento a destra in salita e nuovamente a ricercare la massima aderenza al retrotreno per un’altra accelerazione, sulla quale usare il Drs. Scollinamento dopo poche centinaia di metri dal tornante Remus, ci si butta in discesa per tornare all’arrivo, non prima di aver affrontato il tratto guidato, dove servirà tanto carico aerodinamico. La prima curva, la Schlossgold, è una destra in appoggio: entrati in terza, si prosegue inserendo le marce ancora in piega, per arrivare alla curva sei. Siamo in un complex che ricorda molto il settore di Suzuka prima della Spoon Curve, a Zeltweg però si sta molto più in appoggio sulle gomme.

    Cambio di direzione, doppia sinistra: la prima è la Power Horse Kurve, seguita dalla chicane veloce Lauda.

    Il tempo si farà in questo settore, le monoposto ben bilanciate riusciranno ad aggredire i curvoni e le variazioni ad alta velocità. Ultimo allungo per arrivare in sesta/settima alla staccata della Jochen Rindt: quasi 90° in discesa, più aperta e veloce della curva gemella che riporta sul rettilineo d’arrivo. Ultima curva copiata in seguito dal tracciato di Sakhir.

    La sfida per i team sarà quella di ricercare il massimo carico aerodinamico per il tratto di pista che dal tornante Remus porta all’arrivo, senza perdere troppo sul lungo tratto in pieno dopo la prima curva. Le gomme soffriranno al venerdì l’asfalto molto liscio, tuttavia, la progressiva gommatura non dovrebbe restituire sorprese al sabato e in gara.

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    Fabiano Polimeni