GP Austria F1 2014: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Formula 1: pagelle dal Gran Premio d'Austria 2014! Scopri chi è stato il pezzo meglio sul circuito di Zeltweg e chi si è beccato il nostro peggior voto!

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    GP Austria F1 2014: le Pagelle da 10 a 0!

    Direttamente da Zeltweg, arrivano qui per voi le pagelle del Gran Premio d’Austria 2014 di Formula 1! Da dieci a zero, partiamo con il celebrare il ritorno della Mercedes a monopolizzare i primi due gradini del podio nonostante delle qualifiche che lasciavano intravedere qualche crepa nella loro solita e inscalfibile superiorità. Note di merito spettano anche alla Williams, a Bottas, Perez ed a Fernando Alonso. Dietro la lavagna di finiscono, tra i tanti, anche i team di casa, quelli tenuti in piedi dal boss Dietrich Mateschitz, i quali deludono clamorosamente le aspettative dell’appassionato pubblico austriaco. Nulla da eccepire, però, su come il boss delle lattine energetiche ha organizzato l’intero weekend!

    Voto 10: Mercedes e Rosberg

    E’ ancora netta la superiorità delle frecce d’argento. Lo è su tutti i fronti. La doppietta arriva in Austria grazie soprattutto ad un perfetto lavoro di tattica il che dimostra come la scuderia Mercedes sia perfettamente solida e impeccabile. Rosberg è il solito “tassista” della domenica? Che fine hanno fatto i suoi detrattori? I veri campioni sono quelli che sanno anche distendere i nervi quando gli altri, invece, ce li hanno tesi come corde di violino. Anche così Nico allunga in classifica mondiale ai danni di un Lewis pasticcione (vedi sotto).

    Voto 9: Dietrich Mateschitz

    Dietrich Mateschitz è un personaggio schivo. E’ un uomo che è stato capace di trasformare un suo sogno in miliardi di Euro. E con quei miliardi ne ha realizzato un altro: diventare un attore di primo piano in Formula 1. Il cerchio si è chiuso nel momento in cui il Circus è tornato in Austria, a Zeltweg, su un tracciato che nel frattempo era stato rimodernato e ribattezzato, a scanso di equivoci, Red Bull Ring. Che nella testa del patron della Red Bull ci sia la passione per i motori prima ancora che l’esigenza di farsi promozione lo dimostra come sia stato pensato l’intero weekend del GP d’Austria: è stata una vera festa del motore! Resa, va ammesso, per nulla stucchevole anche grazie al flop delle lattine volanti.

    Voto 8: Bottas e Perez

    Bottas si prende il primo podio della vita in F1 grazie ad una gara accorta, perfetta, rovinata semmai solo da alcune chiamate al box non puntualissime. Lotta con i giganti senza perdere alcun centimetro. Lo stesso di deve dire di Sergio Perez che conferma, dopo il Canada, di sentirsi a proprio agio nei quartieri alti. Rispetto a qualunque altro collega ha una capacità di gestione delle gomme da Nobel per la fisica.

    Voto 7: Williams

    Come rovinarsi una festa? Sbagliando clamorosamente la strategia box. C’erano due piloti potenzialmente in grado di vincere ma entrambi vengono chiamati troppo tardi rispetto alle Mercedes. Per carità, visti i chiari di luna degli ultimi anni, questo podio vale oro e come tale va celebrato. Ma l’impressione è che l’ottimo lavoro svolto in fabbrica sulla vettura sia stato rovinato da una pessima gestione della gara sul muretto.

    Voto 6: Fernando Alonso

    Mostra i muscoli in qualifica e prova a tenere il passo dei migliori in gara. Riesce ma a tratti. Alonso meriterebbe più della sufficienza visto che è solo lui a tenere la Ferrari fuori dalla zona retrocessione ma le caselle sopra sono già occupate da gente che ha fatto di meglio.

    Voto 5: Felipe Massa

    In qualifica fa meglio di Bottas. Non di Schumacher. In gara potrebbe scrivere una pagina indelebile della propria biografia ma perde gli attimi decisivi. Il team lo penalizza con delle chiamate in pit lane sbagliate ma anche lui non mostra mai una vera grinta. Come suo solito, alla fine si ritrova con un risultato da missione mezza incompiuta.

    Voto 4: Kimi Raikkonen

    Visto che ci dobbiamo ripetere, stavolta saremo lapidari: se il rendimento della Ferrari dovesse essere misurato dalle prestazioni di Raikkonen, allora ci ritroveremmo ai livelli del peggior Massa visto a Maranello. Con questa considerazione ben impressa, non possiamo non ironizzare sul finlandese quando via radio si lamenta che la sua macchina non è abbastanza veloce…

    Voto 3: Sebastian Vettel

    Vettel non ha colpe per i problemi tecnici che lo assillano. Ma essere eliminato in Q2 durante le qualifiche e dover ammettere che Ricciardo, telemetria alla mano, andava più forte sia alla curva 2 che alla 5… è pesante. Così come lo è rovinare un musetto durante un banale duello nelle retrovie contro qualcuno che, normalmente, si incontrava solo quando era il momento di doppiarlo. Il ritiro per preservare la vettura è l’ovvia conclusione.

    Voto 2: Lewis Hamilton

    Voto troppo basso per un pilota che sale sul podio e chiude in scia del vincitore dopo essere partito dalla piazzola nove? No. Non lo è se il pilota in causa si chiama Lewis Hamilton ed ha ogni domenica l’obiettivo minimo di battere il proprio compagno di squadra. Non lo è se stavolta butta tutto via durante le qualifiche con un errore da disperato o scellerato. Fate voi. Rischia tutto con una staccata al limite senza avere un tempo di “riserva” su cui fare affidamento. Tutte queste imprecisioni presenteranno un conto salatissimo a fine stagione.

    Voto 1: Red Bull e Toro Rosso

    Vettel esce di scena dopo pochi minuti. Anche le Toro Rosso si devono ritirare entrambe. Solo il sorpasso di Ricciardo su Hulkenberg all’ultimo giro regala una gioia simbolica al clan Red Bull che, per il resto, conosce una delle domeniche più nere della propria storia. Proprio quella che, invece, doveva essere di festa e che veniva dopo l’iniezione di fiducia frutto della vittoria canadese. Avessero messo il GP d’Austria nel calendario del 2013 avremmo assistito ad una corsa autocelebrativa dai contorni ultrastucchevoli. Non è andata così. E forse è stato un bene per lo spettacolo e per lo sport in generale.

    Voto 0: spettacolo a metà

    Una nota particolarmente amara ha caratterizzato anche il Gran Premio d’Austria 2014. Dico “anche”, perché non è la prima volta che accade. Abbiamo visto qualche bel duello e qualche entusiasmante sorpasso. Ma abbiamo visto anche tanti piloti giocare al risparmio e tanti altri rinunciare preventivamente agli attacchi sugli avversari per ragioni quali: macchina troppo inferiore in rettilineo, temperature generali da tenere sotto controllo, freni da non sforzare, gomme da non usurare, carburante da non sprecare, affidabilità generale da non rischiare. etc. Possiamo, una volta ogni tanto, indignarci di fronte alla Formula 1 che ci viene presentata oggi? Possiamo accorgerci che c’è una stragrande fetta di pubblico, sicuramente non quello degli appassionati veri e propri ma comunque un bel po’ di gente, che trova il tutto troppo complicato e per nulla interessante tanto da spegnere la televisione o usarla per vedere altro? Forse hanno ragione i profeti di sventura che prevedono un declino rapido della categoria se non intervengono variazioni regolamentari drastiche che puntino a semplificare enormemente la lettura della corsa.

    Twitter: @pierimanuel