GP Austria F1 2015, il Processo alla gara

Il Processo al Gran Premio d'Austria 2015 vede due piloti e l'intera categoria sul banco degli imputati. Accusa e difesa per tre casi, qual è la linea che sposate?

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    Torna a vincere Rosberg e lo fa con un’affermazione netta nel Gran Premio d’Austria 2015. E’ tra i promossi senza se e senza ma della gara di Zeltweg, inutile disquisire, niente processo per lui, così come va promosso in pieno anche Nico Hulkenberg, protagonista di una corsa gagliarda, nei punti buoni, a lungo in lotta con un Bottas molto deludente, se si guarda l’Austria 2014 e il Massa 2015. Un processo che devono affrontare altri. La Formula 1 prima di tutti, poi Raikkonen e, diciamolo, una volta tanto anche Lewis Hamilton. Due linee, accusa e difesa, non vi resta che giudicare quale sposare.

    Formula 1

    ACCUSA – Passare dalla 24 ore di Le Mans al non spettacolo del Gran Premio d’Austria 2015 è imbarazzante. Il Circus tocca uno dei punti più bassi, perché se è vero che a Barcellona i sorpassi sono impossibili, se nemmeno sul Red Bull Ring si riesce a trovare lo spunto per inventarsi qualcosa, allora il problema è molto più serio di quanto non ci si potesse attendere. Il mix folle Verstappen-Maldonado regala uno dei pochi momenti di assoluto divertimento, con Pastor che si inventa un controllo degno del miglior Sainz (padre) e svernicia Max, furbo non poco ad alzare il piede un po’ prima della staccata. Grazie anche a Bottas e Ricciardo, brevi lampi, sussulti su un gran premio altrimenti da bocciare senza mezzi termini. Che arrivi qualcuno a dettare le regole e inserire una variabile oggi inesistente. La categoria è morta sotto il profilo dello spettacolo.

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    DIFESA – Non è stata certo la gara più emozionante della stagione, ma prima di glorificare la 24 ore di Le Mans in perpetuo andrebbero riconosciuti i meriti della Formula 1 vista in Austria. In certi frangenti si è corso con il coltello tra i denti, i piloti hanno potuto spingere a lungo, senza grandi problemi sulle gomme, durate oltre le attese anche grazie alla safety car. Gli imprevisti hanno regalato la rimonta di Vettel su Massa, poi il bel duello tra Bottas e Hulkenberg, le manovre di Ricciardo, il sontuoso sorpasso di Maldonado. Considerando il layout della pista, corta e con pochi veri punti di sorpasso, abbiamo visto anche di (molto) peggio quest’anno.

    Raikkonen

    ACCUSA - Ancora una volta sbaglia le qualifiche, diventa un abbonato agli errori del sabato. E non va bene. Alla Ferrari possibile che non si riesca a correre con due prime guide? I fatti della domenica sono diretta conseguenza di una partenza indietro, posizioni da recuperare, rischi da prendere ed errori conseguenti. Non si capisce bene cosa sia capitato in curva 2, nemmeno il finlandese ha saputo/voluto spiegarlo e non va bene. Avesse detto chiaramente “ho sbagliato io”, oppure, “mi hanno toccato da dietro”, avremmo avuto almeno la consapevolezza che il pilota è vivo e determinato, mentre le dichiarazioni di Zeltweg ci riportano un Raikkonen nuovamente in modalità commento-monosillabe o quasi. Dov’è la vivacità del pilota visto in Bahrain e in altri frangenti pur nei quali era partito indietro?

    DIFESA – Il mistero è fitto sull’incidente, un errore che ci sta anche se non dovrebbe verificarsi. Quanto al timing nelle qualifiche, dove ha fallito il passaggio in Q2, è frutto di una sessione concitata, nella quale è sprofondato indietro per i continui miglioramenti della pista. Lo stupore del pilota via radio è stato genuino, un episodio che può capitare. La velocità di Kimi non si mette in discussione, tanto più guardando al ritmo del venerdì, dove girava con un passo gara molto competitivo, che gli avrebbe permesso di rimontare.

    Hamilton

    ACCCUSA – In Austria ha inanellato una serie di errori come non si vedeva da tanto tempo. Nelle libere, in qualifica, se possibile anche in gara, alla partenza. Rosberg lo fulmina e non gli lascia mezza chance di replicare. Proverà in curva 2 e 3, prima che la safety car congeli tutto. Nei 65 giri di gara corsi normalmente rimedia la paga dal tedesco, che domina indisturbato. Ora il divario in classifica è solo di 10 punti, Hamilton ha meno certezze e farebbe bene a ricostruirne alcune già da Silverstone, se vorrà confermare il titolo

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    DIFESA – In uno dei week end nei quali è apparso meno in forma, se ne torna con un secondo posto a casa. Non male per chi vuole il mondiale. Non si può vincere sempre e quando la pista, le situazioni, non sono ideali, serve saper gestire e limitare i danni. Al via non ha sbagliato la partenza, semplicemente Rosberg è stato molto più bravo. Chapeau a lui, a Silverstone può tornare a dettar legge l’inglese e ristabilire le distanze.