GP Austria F1 2017, il Processo alla gara di Zeltweg

Il Gran Premio d'Austria F1 2017 mette sotto la lente d'ingrandimento i problemi di affidabilità Mercedes anzitutto

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    Il Gran Premio d’Austria F1 2017 va in archivio con il trionfo di Bottas, l’allungo di Vettel nel mondiale, il podio, l’ennesimo, di Ricciardo. E restituisce un Hamilton sempre più lontano dalla leadership, con la necessità impellente, già dalla sua Silverstone, di riprendere un Cavallino che corre, bene, verso l’obiettivo massimo.

    Il Processo alla gara di Zeltweg passa necessariamente dall’esame di alcune situazioni chiave, non tutte nelle zone nobili della classifica. Mette al centro dell’attenzione Daniil Kvyat, la Mercedes stessa, fino a Max Verstappen, ancora una volta fuori gara in una sequenza di ritiri che tra problemi tecnici ed errori del pilota ha del clamoroso. Due campane per ciascun tema, non resta che dire la vostra.

    Daniil Kvyat, come rovinare tre gare

    Accusa - La partenza del GP d’Austria è stata decisiva per tanti. Per Alonso e Verstappen, ad esempio. Finiscono centrati da Daniil Kvyat, errore grave il suo, in curva 1, poche centinaia di metri dopo lo start. Daniil tira la staccata all’ultimo metro su Sainz, alla sua sinistra, in un confronto tutto interno per girare davanti al compagno di squadra, ma sbaglia punto di frenata e centra l’incolpevole Alonso, a sua volta a mettere fuori dai giochi Verstappen. Due punti di penalità sulla Superlicenza – oltre al drive through – sono il minimo per l’errore del pilota russo che rovina la propria gara, quella di Alonso e di Verstappen. Inaccettabile.

    Difesa – Va compreso il momento, la partenza nella quale giocarsi tanto nel confronto interno con Sainz, la voglia di prendere la posizione, ma anche la necessità di affermare il proprio ruolo in Toro Rosso. L’errore di Kvyat è tra quelli da mettere in conto, è grave ed è stato punito sufficientemente dai commissari. Il clima teso tra il russo e Sainz è confermato dopo i fatti di Montreal, dalle polemiche in qualifica sollevate da Carlos che non voleva offrire la scia a Daniil al conseguente momento in partenza, la frenesia che ha innescato la carambola con Grosjean. I due torelli sembrano entrambi al limite e certi errori non depongono a favore di nessuno, semmai sperino ancora in un approdo in un top team

    Mercedes, velocità e fragilità

    Accusa - Ha risolto le difficoltà con le gomme ma ha svelato un altro aspetto che può fare la differenza nella lotta al titolo: la fragilità. Scopriamo una Mercedes che può anche rompersi, il problema al cambio condiziona tutto il week end di Hamilton e in una lotta così ravvicinata con la Ferrari non sarà solo la velocità pura a contare, ma anche la tenuta del mezzo. Il ritardo di punti accumulato da Lewis a Zeltweg è tutto da imputare alla sostituzione del cambio. Resterà un momento unico del campionato?

    Difesa - Quando sei costretto a tirare al limite per vincere una lotta, ci sta che possa incappare in problemi di affidabilità. Finora in Mercedes hanno dimostrato di saper rispondere prontamente a qualsiasi difficoltà sia emersa. Le gomme, ad esempio. La necessità di sostituire il cambio era nota sin dopo Baku ed è verosimile abbiano già individuato l’origine del cedimento e posto rimedio. Dovesse restare un episodio a sé, potrebbe essere bilanciato in futuro da altri momenti che potranno colpire la Ferrari, ad esempio nella rotazione delle power unit e la possibilità che a Maranello sforino il tetto di 4 motori utilizzati in un anno.

    Verstappen, capitano tutte a lui

    Accusa – C’è poco da imputare a Max. Semmai è Red Bull a doversi interrogare. Possibile che se qualcosa può andare storto capiti sempre sulla macchina di Verstappen? I freni in Bahrain, le batterie in Canada, la pressione dell’olio in Azerbaijan, la frizione in Austria. Una collezione di problemi attratta dall’olandese mentre Ricciardo marcia come un orologio e colleziona podi.

    Difesa - Il caso Verstappen non esiste. Esistono invece fasi sfortunate, nelle quali l’affidabilità colpisce sempre una stessa macchina. In Austria il guasto alla frizione innesca di fatto il ritiro, perché Max parte male, arretra nel gruppo e si trova sulla traiettoria di Alonso, centrato da Kvyat. Col senno di poi, senza le difficoltà nello spunto al via, Max avrebbe girato in curva 1 fuori dai guai e saremmo qui a raccontare un altro esito probabilmente. Non dimentichiamo, poi, la velocità in qualifica espressa complessivamente quest’anno, salvo rarissimi episodi sempre davanti a Ricciardo e con margine.